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Casal di Principe. Don Peppe Diana: “Per amore del mio popolo…”

ScoutIl 19 marzo 2019 ricorre il XXV anniversario dall’uccisione di don Peppe Diana, sacerdote proveniente dalla cittadina di Casal di Principe e famoso in tutta Italia per l’impegno dedicato alla lotta contro la criminalità organizzata del clan dei casalesi, guidato dal boss Francesco Schiavone, detto Sandokan, all’epoca in cui don Diana era ancora in vita.
Prima di essere ordinato sacerdote nel 1982, entrò nell'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) come caporeparto, della quale avrebbe poi fatto parte per tutta la vita, per poi diventare, successivamente, anche assistente del settore Foulards Bianchi di Lourdes. Il 19 settembre 1989 ottenne la carica di sacerdote alla parrocchia “San Nicola di Bari” di Casal di Principe, suo paese natio, dove avrebbe espresso, per tutti e cinque gli anni del suo incarico, durante le omelie, il suo fermo dissenso alla camorra che, in quegli anni, dominava sulla popolazione casalese in maniera assoluta. Se da parte dei cittadini, però, don Peppe Diana era visto come l’uomo tramite il quale ottenere il riscatto e la liberazione dall’oppressione camorristica, per il clan dei casalesi egli non era altro che un intralcio alla realizzazione dei propri piani ed è per questo motivo che, a distanza di poco tempo, ha fatto in modo che non potesse più opporsi o esprimersi in merito. La mattina del 19 marzo 1994, infatti, giorno del suo onomastico, alle 7.20, venne freddato da un camorrista con cinque colpi di pistola nella sacrestia della sua chiesa, mentre si preparava ad officiare la santa messa mattutina. La notizia della precoce scomparsa di don Peppe Diana per mano del clan dei casalesi ha sconvolto tutta l’Italia e, in particolare, la comunità del suo paese, che vedeva in lui un barlume di speranza in fondo all’oscuro tunnel della criminalità organizzata; ma, successivamente, in maniera graduale e sull’esempio del sacerdote, sempre più abitanti della cittadina in provincia di Caserta si sono opposti con manifestazioni e cortei al clan camorristico della zona, facendo così eco alla sua voce, ormai spezzata, che non aveva taciuto neanche un istante per il suo popolo.
Alla luce di quanto accaduto, il 19 ottobre 1994, gli è stata conferita la Medaglia d’oro al valor civile, in quanto “nobile esempio dei più alti ideali di giustizia e di solidarietà umana” e, in seguito, vari sono stati gli istituti scolastici in tutta Italia e a Casal di Principe che sono stati intitolati alla sua memoria.
Per ricordare l’influenza delle sue azioni, perciò, nella giornata in cui ricorre il suo assassinio, è stato realizzato a Casal di Principe un grande corteo con meta la tomba del coraggioso sacerdote, al quale hanno preso parte le associazioni per la legalità chiamate a suo nome, gli scout, che hanno sempre costituito per lui una grande passione, i vari istituti scolastici della cittadina e anche gli studenti del liceo “S. Pizzi” di Capua. Ma numerose sono state le manifestazioni precedenti a tale giorno, come la marcia realizzata, il 17 febbraio, da circa 6000 persone provenienti da vari gruppi scout, campani e non solo, al termine della quale è stata presieduta la santa messa da Sua Eminenza Cardinal Crescenzio Sepe e concelebrata da Sua Ecc. Mons. Angelo Spinillo, Vescovo della diocesi di Aversa e da p. Roberto Del Riccio S. I., assistente nazionale dell’AGESCI, con l’aiuto di alcuni parroci del paese, tra cui don Francesco Manzo della chiesa “Spirito Santo”.
Don Peppe Diana è stato uno dei tanti uomini che hanno perso la propria vita per contrastare la camorra o la mafia in generale ma, di certo, è stato un grande esempio, specialmente per i giovani di Casal di Principe, per la lotta per la legalità.

 

Claudia Iorio, II A scientifico, liceo "S. Pizzi"

 

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