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Capua. Pizzi: l’Istituto Liceale ha organizzato un percorso formativo dal nome “La bellezza salverà il mondo”

FotoarticoloLa tematica della Shoah, a causa della sua tragicità e complessità, non è mai facile da affrontare e, spesso, si tende ad evitarla, circoscrivendo il ricordo di tante atrocità soltanto ad un determinato arco temporale. Forse perché l’orrore perpetrato è stato così grande che il solo pensiero imbarazza le coscienze umane. La memoria, invece, è importante e deve rimanere presso le nuove generazioni che hanno l’obbligo di conoscere per evitare il ripetersi di situazioni terribili e senza senso. Come afferma Primo Levi, “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare”; ogni uomo deve cercare il più possibile di approfondire quanto accaduto, per non cadere nell’indifferenza che è la principale causa di allontanamento delle persone dalla realtà. Per evitare che ciò possa realizzarsi, le scuole di ogni ordine e grado, cercano sempre di sviluppare l’argomento mediante la realizzazione di particolari iniziative sul tema, fornendo agli studenti un quadro quanto più “completo” possibile della Shoah. In particolare, quest’anno, l’Istituto Liceale “Salvatore Pizzi” di Capua, ha organizzato un percorso formativo dal nome “La bellezza salverà il mondo”, a cui ha partecipato un gruppo selezionato di 30 studenti. Lo scopo dell’iniziativa, era proprio quello di ricordare le vittime di questo “unicum” storico e di approfondire l’argomento, dapprima assistendo alla testimonianza di uno dei sopravvissuti dello sterminio, il Sig. Samuel Modiano (o semplicemente Sami) e, successivamente, visitando il Memoriale della Shoah di Milano. E così, il giorno 11 febbraio scorso, presso il locale Conservatorio, i 30 alunni del “Pizzi”, insieme a gruppi di altre scuole, hanno avuto la possibilità di assistere alla suddetta testimonianza di uno dei pochi superstiti del campo di sterminio di Birkenau, situato in Polonia nelle vicinanze di Auschwitz. Sami Modiano, con un lungo racconto sulle ingiustizie “gratuite” subite fin da ragazzo a Rodi, è riuscito a commuovere centinaia di studenti all’interno della grande sala. Molta importanza è stata data ai dettagli della sua drammatica esperienza ed in particolare, ciò che più ha colpito il pubblico, è stata la purezza e la semplicità delle parole. Ogni momento della sua difficile gioventù e della deportazione è stato scandito con enorme precisione, e la normale narrazione è stata spesso alternata a considerazioni critiche sugli eventi vissuti. Nonostante la veneranda età, l’interessato si è mostrato molto vicino ai ragazzi, cercando di coinvolgerli il più possibile con quello che, più di un grido di dolore, è sembrato essere il discorso di un nonno affettuoso e premuroso, desideroso di offrire una nuova speranza ai giovani. Nel pomeriggio, gli alunni del Liceo “Pizzi”, hanno avuto la possibilità di visitare anche il cosiddetto “binario 21”, situato oggi all’interno di una grande struttura commemorativa. L’ingresso accoglie i visitatori con una grande scritta “indifferenza”, intesa come punto di partenza per una discussione critica sugli avvenimenti oscuri e tragici del ventesimo secolo. Significativo è stato l’accesso ai vagoni con cui gli ebrei, e non solo, venivano deportati nei campi di sterminio. Guardare da vicino queste situazioni e pensare che uomini, donne e anche bambini sono stati trasportati come fossero meno che niente, fa urlare i cuori di sdegno e rabbia. Decisamente toccante è stata la visione su un megaschermo dei nomi delle persone partite (e nella maggior parte dei casi mai ritornate) da Milano con i primi 3 viaggi, tra cui la Senatrice a vita Liliana Segre. Quella del “Pizzi” è stata sicuramente un’iniziativa importante e di grande valore culturale, ma non è stata l’unica del suo genere. Già da diversi anni ormai, l’Istituto è noto per i “viaggi della Memoria” svolti, in molti casi, proprio nel lager per eccellenza: Auschwitz. È importante permettere ai ragazzi di usufruire di queste dolorose ma necessarie esperienze perché è solo in questo modo che qualcosa di incomprensibile, aberrante e ingiustificabile, come la Shoah, riesce ancora oggi a rimanere vivido nella memoria delle persone e a fungere da monito affinché l’orrore non ritorni.

 

Di Luca Serio, Liceo Statale “Salvatore Pizzi” classe IV Scientifico sez. A

 

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