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Capua. La Speranza non è in vendita! Gli alunni del Liceo Pizzi incontrano don Luigi Ciotti

don-Luigi-Ciotti-1Com’è giustificabile l’omertoso silenzio di coloro che, conoscendo soprusi, abusi, violenze, evitano di lottare o, ancor peggio, denunciare tali misfatti? Fino a che punto l’illegalità sarà considerata come la normale ed inevitabile realtà, nei confronti della quale non si può fare altro se non esserne terribilmente ed inesorabilmente sottomessi? Coscienti del valore della lotta e del bisogno di affermazione della giustizia, gli alunni dell’Istituto Liceale “S. Pizzi” di Capua hanno incontrato, il giorno 19 febbraio, presso l’Aula Magna della sede scolastica, Don Luigi Ciotti, esponente di rilievo ed ispiratore delle associazioni “Libera”, “motore” di più di 1600 realtà nazionali ed internazionali aventi il fine di creare una società alternativa alle mafie, e “Abele”, organizzazione attiva nell’accogliere e sostenere i deboli, gli emarginati, i rifiutati, affinchè l’incontro con l’altro non preveda solo il riconoscimento ma anche l’interiorizzazione e la valorizzazione della diversità sociale e culturale. L’incontro, dal grande valore pedagogico e dunque formativo, è stato introdotto da una riflessione sul significato della parola “Legalità” e si è giunti all’ amara consapevolezza di come la stessa sia spesso usata impropriamente e calpestata proprio da chi ne proclama l’importanza e ne grida i principi. Alla base della medesima, non può non esserci, tuttavia, la cultura e la “sete” di conoscenza, perché è solo essa l’unica, vera arma con la quale è possibile, se ,non eliminare, ridurre almeno l’influenza e l’azione delle mafie, la cui radicalizzazione si nutre e prospera grazie al silenzio, alla paura e al terrore. Sono questi i termini che, rifacendoci ai dati CENSUS, sembrano rappresentare la situazione attuale italiana, caratterizzata da un generale disorientamento e da una progressiva disumanizzazione. In un periodo storico in cui sembra sempre più difficile lottare affinchè la legalità sia l’unico imperativo, i giovani risultano essere l’unica moneta di riscatto per un Paese che, come l’Italia, risulta essere impoverito, confuso e disgregato, e la memoria divenga un vivo e reale impegno… non solo “parole di circostanza”. Quando il cielo è scuro è davvero possibile vedere le stelle brillare e vedere sprigionare la luce che è in esse; partendo da tale metafora, possano i giovani riscoprire, mediante i principi imprescindibili della cultura e della legalità, l’energia e dunque l’intrinseca forza che è in loro, affinchè possano “sprigionare l’uragano dell’essere”


- Ermindo Buono, Istituto Liceale “S.Pizzi” IV/A, Liceo delle Scienze Umane

 

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