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Sparanise: Intervista alla scrittrice Napoletana Annalisa Caravante.

CopertinalibroQualche tempo fa, grazie ad un’associazione culturale di Sparanise, ho assistito alla presentazione del libro “Profumo d’ottobre un autunno di ricordi” della scrittrice Annalisa Caravante.
Quella sera acquistai il libro, un romanzo storico ambientato a Napoli durante la seconda guerra mondiale in cui le vere bombe sembrano essere l’amore e l’amicizia.
Ricordo di aver letto il libro tutto d’un fiato e che in pochi giorni mi innamorai della protagonista del libro: Claudia, una studentessa alle prese con le prime grosse difficoltà della vita per giunta in un momento storico così triste come la guerra.
Ciò che mi sbalordì dell’autrice fu la bibliografia, così giovane e già vantava tanti titoli!

Immediatamente dopo acquistai, gli altri due libri della trilogia profumo di ottobre: “Profumo d’ottobre. Le ultime foglie d'autunno” e “Profumo d’ottobre. D'amore e di guerra” per completare e conoscere l’epilogo del romanzo.

Qualche giorno fa ho saputo che Annalisa Caravante era qui a Sparanise per impegni personali, l’ho contattata chiedendole la disponibilità ad essere intervistata e molto carinamente ha accettato con tanta gioia e cortesia.

DOMANDA: Chi è Annalisa Caravante?
RISPOSTA: Sono nata a Napoli nel 1977, ho conseguito il diploma in lingue, mi piace disegnare e fotografare, ma la passione della mia vita è sempre stata una sola: scrivere.
Sin da piccola ho evidenziato questo talento, ricordo che inventavo di sana pianta brevi racconti che poi leggevo alle mie sorelle.
Poi subito dopo il diploma mi sono messa alla prova con un romanzo che ha riscosso un discreto successo, e così è iniziata la mia carriera di scrittrice.
Ho pubblicato “Il paese degli aghi di pino” e L'inverno e la primavera” per Corebook editore, poi “Canta per me” e “Tersa” per Arpeggio Libero editore, quindi “Cattivi pensieri” per lettere animate editore.
Dal 2016 ho iniziato a pubblicare la trilogia “Profumo d’ottobre” romanzo risultato poi essere tra i finalisti del concorso “Ioscrittore”.
Attualmente collaboro con l’associazione Licenza poetica.
D. La protagonista principale della trilogia Profumo d’ottobre è Claudia, com’è nato questo personaggio?
R. In realtà è nata prima Claudia e poi il romanzo. Una mattina di ottobre immaginai una ragazza a scuola, in un tempo passato, quando la semplicità e la crudezza della vita davano una marcia in più nella crescita, aiutando i giovani ad avere gli strumenti per superare le avversità della vita. Il primo brano scritto di Profumo d’ottobre è stato appunto la scena in cui Claudia è seduta dietro un banco di scuola e quindi è dalla sua storia che di dirama poi tutto il romanzo.
D. Perché hai scelto di ambientare il libro nella seconda guerra mondiale?
R. Quando ero piccola c'era ancora l'usanza da parte dei genitori e dei nonni di raccontare la loro vita e mamma ci riportò i racconti dei nonni, facendoci conoscere la guerra attraverso episodi veri, vissuti da chi c'era. Da quei racconti capii quanto fosse diversa la vita di allora rispetto a quella che stavamo vivendo noi intorno agli anni '80/'90. Oggi è ulteriormente cambiata, ma in sostanza, le paure, le speranze, i progetti, grosso modo, sono gli stessi. Quindi, diciamo che l'idea è nata appunto da questi racconti perché mi affascinavano e per il desiderio di tramettere, in fondo, la speranza e la fede che non devono mai sfiorire, soprattutto di fronte alle difficoltà. Ovunque siamo, qualunque cosa facciamo, dobbiamo dare sempre il nostro meglio perché alla fine si possa dire “Io ci ho provato”.ioeAnnalisa


D. Claudia diventa nell'arco della storia una donna molto forte e determinata, che consiglio daresti a tutte le donne che sono insicure e non credono in sé stesse?
R. Consiglio a noi donne di proiettarci mentalmente nel futuro, voltarci e guardare indietro. A quel punto cosa vogliamo vedere? Che le persone ricordino che siamo state forti e determinate o insicure e deboli? Non è un fatto di orgoglio, ma di cammino. Solo quando siamo sicure di noi stesse, facciamo dei passi e questi passi ci porteranno via dalle paure e dai problemi che credevamo di non poter risolvere.

 

D. Che valore dai all’amicizia?
R. L'amicizia è fondamentale nella vita di tutti, almeno quanto respirare. L'amicizia, quando è veramente tale, è il rapporto più sincero che ci sia perché nessuno ha costretto quelle due persone a essere amiche. L'amico sa dirti “Hai sbagliato” e sa dirti anche il perché e da lì si avranno gli strumenti per rimediare. Nessuno dovrebbe rinunciare ad avere degli amici, sia perché con loro si trascorrono bei momenti rigeneranti, sia perché sono spesso un'ancora di salvataggio.

 

D. Ritieni che l’adolescenza sia una fase della vita molto complicata nella quale vengono fuori molte fragilità?
R. L'adolescenza è un periodo della propria vita critico, ma non perché esistano delle fragilità, al contrario, quelle vengono dopo, quando si è adulti. L'adolescenza è una fase complicata perché è il periodo in cui ci si proietta da soli nel mondo, in cui si ha voglia di vivere e conoscere per poi portare avanti i progetti che si hanno anche in quell'età e che forse sono i più genuini e per questo fragili, facilmente contaminabili da chi “ne sa di più”. Ecco perché durante l'adolescenza bisogna, sì, seguire i propri istinti ma con ponderazione e critica, anche di fronte a chi crediamo ne sappia più di noi.

 

D. Credi nella solidarietà fra donne?
R. Sì, credo nella solidarietà fra donne, benché sia difficile da trovare, ma questo non perché le donne non siano sincere, tutt'al più sono molto sensibili e per questo possono sbagliare anche nei confronti delle amiche. È difficile trovare solidarietà perché nell'essere umano, in generale, alberga sempre del timore, come quello di sbagliare. Ciò però fa sì che quando si trova solidarietà in una donna, si trova anche una sorella.

 

D. Qual è la parte che ti piace di più del tuo libro? Per quale motivo?
R. La parte che mi piace di più del mio libro è la pluralità dei personaggi, dai protagonisti, a quelli chiave e a quelli secondari e aver amalgamato bene le loro storie senza aver creato confusione. Sebbene un autore conosca i propri limiti e la propria abilità, certe cose si sanno con certezza quando sono i lettori a dirtelo e l'aver saputo gestire più personaggi mi è stato detto da tutti e quindi è diventata la parte che mi piace di più.

Grazie per l’opportunità che mi hai concesso e spero di poter leggere quanto prima il tuo prossimo romanzo.

 

Annapaola Palumbo 1° AI Liceo Scientifico Internazionale Garofano – Capua

 

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