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Sparanise: direttamente dal set della fiction: “L’amica geniale” intervista all’attore Alfredo Arciero studente del Pizzi

intervista arcieroL’amica geniale, fiction diretta magistralmente dal regista Saverio Costanzo, trasmessa su RAI 1, ha tenuto incollati alla TV, per ogni puntata, sette milioni di telespettatori.
Tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, gran parte delle registrazioni sono state effettuate tra Napoli e Caserta. Tra gli attori che hanno partecipato alla fortunata serie c’è anche Alfredo Arciero, un giovane studente di Sparanise, nel ruolo di compagno di classe di Lenù una delle due protagoniste.
La partecipazione di Alfredo ha reso fieri tutti gli sparanisani tanto che gli è stato assegnato il premio “Roffredo d’Argento” edizione 2018, nella categoria “futuri leader”, l’ambito riconoscimento, dedicato agli sparanisani che si sono particolarmente distinti nei rispettivi ambiti lavorativi.

Domanda: Chi è Alfredo Arciero?
Risposta: sono nato a Maddaloni il primo luglio 2002, frequento con profitto il secondo anno del liceo Pizzi di Capua. A settembre 2017 mi sono iscritto alla scuola di teatro e recitazione “il Pendolo”. Quando ho saputo che a Caserta avrebbero girato la fiction: “L’amica geniale” mi sono presentato alle selezioni. Al primo incontro mi fu chiesto di non dover assolutamente tagliare i capelli, da quella strana richiesta avevo subito intuito di essere stato scelto per far parte del cast, ed in effetti la convocazione arrivò subito!


D. Come è nata la passione per la recitazione?
R. Fin da piccolo mi faceva piacere imitare personaggi famosi della televisione e la passione per la recitazione era già evidente. Gli amici e i parenti mi consideravamo un ragazzino molto “teatrale".
D. Quali sono stati i tuoi primi passi nella recitazione?
R. Aldilà del talento è necessario frequentare un’accademia di recitazione, infatti, come già ti ho detto prima, sono stato allievo della scuola di teatro e recitazione di Caserta: “il Pendolo” diretta da Antonio Iavazzo. Qui ho appreso le basi delle tecniche di recitazione, di dizione che sono fondamentali per essere in grado di affrontare il pubblico in teatro e la macchina da presa e aggiungo, mi sono state molto utili per questa bellissima esperienza cinematografica.
D. Cosa hai provato al tuo primo ciack?
R. Ovviamente ero tesissimo, soprattutto quando Saverio Costanzo, il regista ha pronunciato per la prima volta la fatidica parole “azione!”. Non nascondo che inizialmente ho avuto un po' di difficoltà, ma poi è scattata in maniera naturale una molla che mi ha fatto capire che per dare il meglio di sé e quindi recitare nel migliore dei modi, bastava soltanto essere sé stessi e così è filato tutto alla grande. Poiché il mio ruolo era uno dei compagni di classe della protagonista “Lenù” adolescente (L’attrice Margherita Mazzucco) mi sono da subito immedesimato nel ruolo di studente degli anni ’50 grazie anche ai racconti dei miei nonni che sono risultati, per questa esperienza, fondamentali!
D. Cosa significa per te lavorare come attore in una serie così di successo?
R. Bella Domanda! È stato sicuramente un lavoro fantastico; dopo questa esperienza sono professionalmente cresciuto tantissimo, sia dal punto di vista recitativo sia cinematografico in quanto fino ad allora avevo avuto quasi esclusivamente esperienze teatrali.
D. Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi e soprattutto col regista Saverio Costanzo sul set cinematografico?
R. Fin dall' inizio sono riuscito ad instaurare un ottimo rapporto con tutti soprattutto con Saverio che è stato capace, sin da subito a mettere tutti a proprio agio. Sulla scena è fondamentale sodalizzare con tutti i componenti, dai sarti ai truccatori agli operatori insomma con tutta la troupe e, devo ammettere, sono stati tutti fantastici! Poi fortunatamente ho legato subito con i miei compagni di set, lavorando sodo, dando vita alla nostra passione e nello stesso tempo c’è stato spazio anche per il divertimento. Ricordo infatti, girando una scena in classe dove io ero seduto al banco e dovevo comparire sullo sfondo, non riuscivo ad entrare nell' obiettivo della macchina da presa in quanto mi si vedeva solo dal collo ai piedi e il cameramen, sotto consiglio degli sceneggiatori, mi fece sedere su una sedia bassissima in modo che mi vedessi per intero suscitando l’ilarità di tutti i presenti.
D. Chi devi ringraziare per questo importante primo passo nella carriera di attore?
R. Sicuramente devo ringraziare la mia amica attrice Licia per avermi informato che si sarebbero svolti i provini consentendo così la mia candidatura. Poi i miei genitori per aver avuto la pazienza e la disponibilità ad avermi accompagnato per dieci giorni alle scene del set a Napoli. E, devo ammettere che ho avuto un po’ di fortuna riuscendo a coniugare i tempi della scuola, grazie alla rotazione, con quelli delle riprese cinematografiche; alla fine ho avuto la sensazione come se tutto fosse stato pianificato in anticipo.
D. Cosa hai pensato quando hai saputo che la città di Sparanise ti ha assegnato il premio “Roffredo d’Argento?
R. Essere comparso in tv, per giunta in una serie televisiva che ha avuto ascolti altissimi, è stato un motivo di vanto sia per me, sia per la mia famiglia e anche per la mia amata città, Sparanise. Non nascondo che con me sul set, ho portato sempre nel cuore tutti i miei amici e i miei concittadini. Sono lusingato dal riconoscimento ricevuto e ringrazio i compaesani poi ovviamente, il sindaco con tutta l’amministrazione comunale e i giornalisti che hanno scelto me per questo ambito premio che mi ha ancora una volta reso fiero di essere Sparanisano.
D. Hai sicuramente uno o più sogni nel cassetto, ti va di svelarne almeno uno?
R. Ho tanti sogni nel cassetto posso solo anticipare che a breve potrò comunicare una notizia, per il momento ufficiosa, che farà felice non solo a me ma a tutti e…. non posso aggiungere altro…. Per il resto spero di continuare con queste esperienze televisive chissà…. Nel frattempo la scuola mi aspetta e lo studio di recitazione anche….
D. Come ultima domanda mi farebbe piacere sapere che consigli daresti a chi come te vuole intraprendere questa strada?
R. Ovviamente dev’essere una passione oltre che un talento naturale, poi consiglio di iniziare studiando, come ho fatto io, in una scuola di recitazione e magari lasciar fare anche un po’ al destino, il mio motto è “carpe diem” il treno passa una sola volta nella vita.

Ti auguro di poter continuare su questa strada e ti ringrazio per l’esclusiva e per il tempo che mi hai dedicato.
Sottolineo che la fiction ha impegnato oltre 150 attori in scena e cinquemila comparse. Per selezionare i bambini e i ragazzi al centro del racconto sono stati effettuati casting per otto mesi, che hanno coinvolto ottomila aspiranti protagonisti, reclutati tra le scuole. Tra loro, però, solo un ristretto gruppo è stato selezionato per dare vita sul piccolo schermo alle avventure delle due protagoniste. Tutto ciò a testimonianza dell’ottimo lavoro e le qualità non indifferenti che Alfredo ha mostrato in questa splendida esperienza.

 

Annapaola Palumbo 1° AI Liceo Scientifico Internazionale Garofano – Capua

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