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Capua. Storia della piccola cappella intitolata "SANTELLA"

santellaLe strade della nostra città sono un vero e proprio viaggio nel tempo, con chiese e cattedrali, vicoli e tesori nascosti. Tra queste vi è la piccola Chiesa della Santa Maria delle Grazie, meglio conosciuta come Santella.
La storia della Santella è strettamente legata al il Sacco di Capua, evento storico molto importante per il nostro territorio.
All’alba del XVI secolo sul trono del Regno di Napoli sedeva Federico d’Aragona. Gran parte del Sud-Italia era sotto dominio aragonese, con la Francia che ne rivendicava tuttavia l’appartenenza. Proprio per questo il re francese Luigi XII stipulò un accordo segreto con Ferdinando il Cattolico, cugino di Federico. Tale trattato, firmato a Granada nel 1500, prevedeva la spartizione del Meridione tra le due superpotenze. Successivamente un nuovo accordo coinvolse anche Alessandro VI, anche lui interessato alla spartizione del meridione. Il re di Napoli rimase però all’oscuro di tutto, continuando ignaro nel suo operato. Questo almeno fino al 25 giugno del 1501 quando il papa Alessandro IV scomunicò Federico, ordinando l’assedio della città di Capua. Alla guida delle truppe vi erano il generale d’Aubigny che giungeva dal nord e Cesare Borgia, detto Il Valentino, figlio del Papa, che insieme al comandante De Cordoba, risaliva la penisola. Fu proprio Cesare Bolgia il protagonista dell'assedio di Capua.
Capua rappresentava moltissimo nello scenario meridionale, sia per la sua posizione strategica che per questioni politiche, tanto da essere considerata la "clavis regni". Inizia così l’assedio che durò circa quattro giorni. Per l’occasione i soldati capuani mostrarono grande coraggio respingendo i vari attacchi, ma poi forze e risorse iniziarono a venir meno. Consapevoli di non poter più resistere, l’esercito si arrese facendo entrare il nemico in città, ma ad una condizione: nessun spargimento di sangue all’interno delle mura. Cesare Borgia accettò l'accordo, in cambio di oro e argento; ma una volta all’interno si consumò la tragedia. Senza alcun preavviso fu dato ordine ai soldati di saccheggiare la città. Nel giro di poche ore vennero uccisi migliaia di capuani, incluse donne e bambini. Una serie infinita di violenze caratterizzarono le vie cittadine per giorni. Il Sacco di Capua entrò di diritto tra gli episodi più sanguinosi della storia moderna.
Lungo le rive del Volturno sorgeva una piccola cappella. Si racconta che sulla facciata di una delle pareti vi fosse l’immagine della Vergine Maria con le mani posizionate in segno di preghiera. In quei giorni, secondo alcune testimonianze, le mani della Vergine si alzarono all’altezza del volto in segno di maggior pietà e misericordia. Davanti a tale miracolo alcuni capuani chiesero alla Vergine di porre fine a quelle violenze, che cessarono il giorno seguente. Dopo l’abbandono della città da parte dei francesi, i cittadini decisero di ampliare quella cappella. Per molti l’assedio terminò solo grazie all’intervento divino e l’omaggio alla Vergine altro non fu che un modo per ringraziarla.
Questa la storia della sua edificazione. Bellissima è anche la storia del suo nome. Una delle donne che frequentava la cappella prima dell’assedio era Camilla Santella. Oltre alla preghiera, dedicava il suo tempo alla cura e manutenzione del piccolo luogo di culto. I capuani vollero quindi intitolare la nuova struttura alla sua fedele più devota. Nel 1586, inoltre, venne istituita la Confraternita della Santella attiva ancora oggi.venerdisanto
Rimasta incolume durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, è uno dei simboli di Capua. Ogni anno, in occasione del Venerdì Santo, la Confraternita della Santella organizza la processione dell’Ecce Homo e della Madonna Addolorata. Un appuntamento che si ripete da secoli e che attira migliaia di persone da tutta la provincia. Ogni anno mi commuove l’assoluto silenzio che scende sulla piazza gremita di fedeli nei minuti in cui le due statue si incontrano: sembra davvero di assistere sgomenti all’incontro della Vergine con Gesù.

 

Renato Ingicco

IV AI, ITET " FEDERICO II" CAPUA

 

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