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Ancora roghi nella “Terra dei fuochi”

1Da luglio 2018, la provincia di Caserta è sotto nuvole nere e cancerogene, sono scoppiati, infatti, roghi a: Pascarola, Pastorano, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere e Santa Maria a Vico.
Tutti hanno un denominatore comune: siti di stoccaggio di rifiuti! Un obiettivo preciso: far saltare la catena del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti per far fiorire, probabilmente, nuovi impianti.
A Pascarola, una frazione di Caivano, il 25 luglio 2018, è andato a fuoco un impianto per lo stoccaggio di rifiuti, un'azienda del gruppo De Gennaro: gente che fa business con i rifiuti.
I vigili del fuoco e tutte le autorità competenti sono intervenute prontamente ma le enormi fiamme hanno provocato nubi di fumo molto denso che si sono estese per tutto il territorio per decine di chilometri.
È stato considerato un vero e proprio disastro ambientale.
A Pastorano, nella notte tra il 24 e il 25 settembre 2018, è andato in fiamme il deposito di stoccaggio rifiuti della GESIA situato all’interno del polo tecnologico ambientale.
Le fiamme si sono sviluppate molto velocemente, per cui sono state necessarie ben 6 squadre dei vigli del fuoco per spegnere il rogo.
L’incendio al sito di stoccaggio di Pastorano è stato l’ennesimo vile attentato alla salute e all’ambiente.
Il 26 ottobre 2018 a Marcianise un capannonecontenente tonnellate e tonnellate di rifiuti ha preso fuoco.
Stesse scene, stesso disastro ambientale: un’altissima colonna di fumo nero si è alzata sulla città, provocando un grave inquinamento.
Pochi giorni prima, quest’azienda era stata sequestrata perché "effettuava una gestione di rifiuti al di fuori dei limiti stabiliti dalla Regione Campania, causando gravi danni all'ambiente circostante".
L'aria ha raggiunto livelli di inquinamento che hanno destato allarme, soprattutto nelle zone di periferia a ridosso dell'area industriale.
Un altro incendio, un altro disastro ambientale: nella notte del 1 novembre 2018, è andato in fiamme un capannone nello stabilimento di tritovagliatura ed Imballaggio rifiuti (STIR) di Santa Maria Capua Vetere.
In fumo è andato il materiale già selezionato da trasportare nell'inceneritore di Acerra. 2
Un incendio enorme, tanto che ci sono volute 36 ore per domare le fiamme.
Un disastro ambientale particolarmente notevole, a causa dell’elevata quantità di rifiuti di tipo indifferenziato, destinato ad essere smaltito nel termovalorizzatore di Acerra.
Il 2 novembre 2018, a Santa Maria a Vico, le fiamme hanno travolto dei capannoni della Ex Matese, affittati dalla ditta che detiene l’appalto dei rifiuti.
Stesse scene, stesse immagini, stessa nuvola nera di fumo.
Un altro disastro ambientale.
Una guerra ambientale senza quartiere dichiarata alla Campania.
È quindi indispensabile e urgente un intervento integrato di sorveglianza e prevenzione territoriale tra le diverse Autorità Competenti dal momento che le emissioni prodotte dai roghi rappresentano un fattore di rischio tanto per la Salute Umana che per la Sicurezza Alimentare.

 

Francesco Russo, classe IV BEL, Istituto Tecnico “G.C. Falco” Capua

 

 

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