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SMCV. L’anfiteatro della vecchia Capua nel degrado. Da lapidi nascoste da alte erbacce a capitelli accantonati nei sotterranei dell’anfiteatro

 

anfiteatro1Iscrizioni appena visibili, scarsa organizzazione, assenza di pannelli esplicativi, sporcizia e pochi controlli. È questo lo stato di degrado e abbandono in cui versa l’anfiteatro di Santa Maria, simbolo del glorioso passato della vecchia Capua. Quello che un tempo aveva ospitato l’antica scuola dei gladiatori e che, molto probabilmente, era stato fonte di ispirazione per la costruzione dell’Anfiteatro Flavio (o Colosseo, come è forse più conosciuto) è ridotto adesso a niente più di uno scheletro circondato da alte erbacce, che non solo rendono quasi impossibile leggere le incisioni sulle lapidi all’ingresso del sito, ma che invadono anche i sotterranei, dove colonne e meravigliosi capitelli di ordine corinzio sono accantonati in un angolo come materiale di risulta.anfiteatro2
È innegabile che, recentemente, il sito sia stato rivalutato: sono state organizzate uscite didattiche sul territorio per gli istituti secondari di primo e secondo grado, e l’anfiteatro è diventato un luogo di incontro molto frequentato, quasi si fosse tornati ai tempi antichi. Ma il quadro che, comunque, appare ai turisti (e non solo) è quello di un monumento decadente e abbandonato, una vera delusione. Generalmente, pensando alla ricchezza di Capua, alla scuola dei gladiatori, agli eventi spettacolari di cui l’anfiteatro era protagonista, ci si aspetterebbe un edificio maestoso e impressionante quasi quanto il Colosseo o l’anfiteatro di Verona. E invece, è solo uno scheletro malconcio, poco e mal conosciuto, una continua mortificazione per il personale (scarso) che, purtroppo, non può far molto a causa della mancanza di fondi. Le gradinate, per esempio, completamente ricoperte di cemento nel corso del Novecento per consolidare i muri portanti e le volte, sono piene di sterpaglia, che, in teoria,
dovrebbe essere periodicamente rimossa. “Perché non far intervenire dei volontari?”, si potrebbe ragionevolmente pensare. Ebbene, a causa del vincolo della sovraintendenza dei beni culturali di Caserta e Benevento, degli esterni, anche volendo, non potrebbero intervenire sul sito, la cui cura, comunque, spetta al personale interno.
È assurdo vedere come monumenti di una tale importanza, all’interno della storia del nostro territorio e non solo, siano ridotti in questo stato. Sono necessari degli interventi affinché l’anfiteatro torni a essere un monumento del glorioso passato e non come un rudere del decadente e precario presente.

 

Di Alessandra Rauccio

 

 

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