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Capua. Le sedute di "Question Time" sempre sollecitate dall'opposizione e mai convocate ordinariamente per impulso della maggioranza

Piazza dei Giudici - Politica

Consigliocomunale2017Tra le prerogative dei consiglieri comunali vi sono le interrogazioni, che consistono nella richiesta rivolta all’Amministrazione per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato, i motivi e i criteri in base ai quali è stato adottato un provvedimento, gli intendimenti con i quali ci si prefigge di operare in merito ad un determinato fatto o intervento, ecc. Le interrogazioni, firmate dai consiglieri proponenti e presentate per iscritto, vengono registrate nel protocollo istituito presso la presidenza del Consiglio Comunale e vengono discusse, ai sensi di Regolamento, in apposita seduta denominata “Question Time”, convocata mensilmente quando ne siano state presentate almeno cinque. Con l’insediamento dell’attuale Amministrazione tale prerogativa è stata resa sistematicamente difficoltosa, considerando che il Palazzo dai vetri offuscati non ha mai dato spontanea esecuzione alle disposizioni regolamentari obbligando la minoranza ad un sistematico sollecito di tali sedute consiliari, che dovrebbero essere ordinariamente convocate, con cadenza mensile, al raggiungimento di cinque interrogazioni protocollate. Un fatto gravissimo, che va nella direzione opposta alla trasparenza che hanno tanto decantato in campagna elettorale. Un atteggiamento che non suscita più alcuno stupore se solo ci ricordiamo di quando il Dream Team che ci disamministra, in relazione alla delibera di convalida degli eletti avvenuta in seguito alle elezioni del 2016, ebbe finanche il barbaro coraggio di non informare il Consiglio Comunale di una missiva inviata dal Prefetto che investiva proprio la competenza dei consiglieri e che fu incredibilmente sbrigata in ambito di sola maggioranza. Una vicenda che per come fu gestita dai rappresentanti della legalità indusse la Prefettura ad adire le vie legali, che hanno ad oggi determinato una sentenza sfavorevole da parte del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Un disastro totale che cresce giorno dopo giorno e che richiederebbe, quanto meno da parte di taluni, un’assunzione di responsabilità per liberare la città da uno stallo e una regressione senza precedenti nella plurisecolare storia dell’ormai ex Regina del Volturno.   

 

Com.Frattasi

 

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