Capua 3 Luglio: richiesta sospensione lavori e rimozione paletti non conformi nel centro storico

Piazza dei Giudici - Politica

VILLANI MAURIZIOIl Comitato politico "Capua 3 Luglio" ha inviato, tramite il presidente Maurizio Villani e la consigliera Mariana Iocco, una richiesta di accesso agli atti del progetto di riqualificazione del centro storico al Provveditorato Interregionale alle OO.PP., in quanto l'Ufficio tecnico comunale non dispone di una copia completa dello stesso, e una richiesta alla Giunta municipale di sospensione dei lavori in oggetto, di rimozione dei paletti non conformi alle normative di legge e la messa in sicurezza di tutti gli altri. Pubblichiamo integralmente la lettera-richiesta.

 

Al Signor Sindaco del Comune di Capua Dott. Eduardo Centore

All'Assessore ai LL.PP. del Comune di Capua Dott. Clemente Manzo

"I sottoscritti Maurizio Villani, in qualità di presidente del Comitato Civico "Capua 3 luglio", e Maria Anna Iocco, in qualità di Consigliere Comunale di Capua delegata dal Sindaco alla stesura di un progetto inerente alla "viabilità", comunicano di aver inviato, contestualmente alla presente, una richiesta di accesso agli atti al Provveditorato Interregionale per le OO. PP., nella sua qualità di committente appaltatore delle opere, nonché direttore dei lavori, inerente il progetto di riqualificazione in oggetto, poiché l'Ufficio Tecnico comunale, servizio LL.PP., non detiene copia completa del progetto e delle successive varianti.
Richiesta necessaria per meglio comprendere il progetto, ovvero la sua impostazione, le varianti predisposte e soprattutto per definire le azioni da intraprendere anche in considerazione della richiesta di risarcimento intrapresa dal Comune di Capua, nella persona dell'allora Sindaco p.t., dr. Carmine Antropoli, nei confronti della ditta esecutrice e dello stesso Provveditorato (delibera di G.M. n° 30 del 15/03/2016).
Per quanto è stato possibile accertare con la scarsa documentazione a disposizione si rappresenta quanto segue su tre varianti al progetto.
A) Variante al progetto per installazione dissuasori (paletti).
B) Variante al progetto per rinforzare i dissuasori.
C) Variante al progetto per sistemazione sottoservizi.
(Le somme utilizzate per le suddette varianti, nel progetto originale, dovevano essere utilizzate per sistemare Via Ottavio Rinaldi e Via San Michele a Corte).

 

A) Variante al progetto per installazione dissuasori (paletti).
Premesso
Che la precedente Amministrazione Comunale di Capua, in una prima variante al progetto, ha installato, lungo le strade del centro storico, dei dissuasori (paletti) di ghisa, aventi come finalità un percorso pedonale storico-artistico.
Si rappresenta quanto segue:
I paletti dissuasori anche quando assolvono la funzione di arredo stradale, ovvero quando vanno a delimitare ad esempio zone pedonali, devono essere ben visibili e tali da non creare intralcio alla circolazione, tanto pedonale che veicolare. E' chiaro ed evidente che i paletti installati non soddisfano il requisito della visibilità; requisito che non si consegue né dai veicoli in movimento, né a piedi in occasione d'incolonnamenti pedonali (marcia in fila indiana).
Contrariamente a quanto normalmente accade nei centri storici, nei quali c'è un uso promiscuo della sede stradale, si è voluto separare la carreggiata, delimitata appunto dai paletti e dalla striscia bianca di margine, dal percorso pedonale. A quest'ultimo è stata lasciata una geometria insufficiente per il transito pedonale nei due sensi di marcia e in molti casi anche per un unico senso di marcia, costringendo così i pedoni in transito al passaggio sulla carreggiata. Inoltre il percorso pedonale, in tantissimi punti, è sicuramente insufficiente al transito dei dispositivi in dotazione ai diversamente abili (carrozzine), in contrasto con quanto prescritto dalle norme in materia di superamento delle barriere architettoniche.

 

B) Variante al progetto per rinforzare i dissuasori.
Premesso
Che in conseguenza dei danni a pedoni e automobili causati dai predetti dissuasori, la precedente Amministrazione Comunale ha proposto, con una variante al progetto, un intervento di rinforzo (la variante nasce in seguito a un incidente per il quale, a seguito di un urto accidentale, un paletto ha sfondato il vetro di una macchina dove stava per salire un bambino ed il Comando di Polizia Municipale, Prot. 781/14, ne ha attestata la pericolosità).
Che in occasione dell'incontro tenutosi presso gli uffici del Provveditorato, in Caserta, lo stesso D.L., arch. Menditto, ci comunicava che il paletto rinforzato è stato sottoposto a prova con l'ausilio di un escavatore, in che modo non è stato chiarito.
Si rappresenta quanto segue:
Riguardo alle presunte prove effettuate è chiaro che non hanno valenza alcuna, poiché normalmente, non solo nel campo in questione, le prove, codificate, sono eseguite da enti riconosciuti o laboratori autorizzati.
Dall'analisi di schede tecniche di elementi similari si desume che il rinforzo del paletto, pure previsto dal costruttore, e quindi prevedibile nell'installazione limitrofa alla carreggiata, avviene per il tramite di una molla, realizzata con un tondo per c.a. adeguatamente sagomato, successivamente iniettata con malta in pressione.
Nell'installazione eseguita, invece, nella quasi totalità dei casi il rinforzo è stato conseguito mediante l'installazione di elementi vari, spesso anche con elementi tubolari e l'inghisaggio è avvenuto con malta fluida versata dalla testa del paletto preventivamente rimossa e successivamente saldata (senza buon esito poiché in molti paletti la testa si è poi staccata). Detta operazione senz'altro avrà inficiato sulla rigidezza dell'elemento.
Per quanto è stato possibile accertare i paletti rinforzati sarebbero "manomessi" facendo venir meno così la certificazione di conformità, riferita al prodotto integro, come uscito dalla fabbrica, che non ne consentirebbe l'installazione.

 

C) Variante al progetto per sistemazione sottoservizi.
Premesso
Che con una successiva variante in c.o., senza aumento di spesa, si è provveduto alla sistemazione dei sottoservizi in alcune strade interessate dal progetto di riqualificazione.
Si rappresenta quanto segue:
Se non per i paletti, sicuramente per la sistemazione dei sottoservizi si ritiene non solo che si sia superato il limite del 5% dell'importo originario del contratto (così come previsto dal codice degli appalti) ma anche quello del cosiddetto quinto d'obbligo.
Per tutto quanto esposto i sottoscritti chiedono:
l'immediata sospensione dei lavori e la verifica del progetto in c.o. in relazione a tutte le carenze e problematiche esposte;
l'immediata rimozione, nei modi e nelle forme previste dalla legge, di tutti i paletti collocati palesemente in difformità alle vigenti normative;
la messa in sicurezza di tutti i restanti paletti, in relazione ai quali si chiede la chiamata in garanzia della ditta esecutrice, tanto più che trattasi di un cantiere tuttora in corso.
In attesa di un cortese e sollecito riscontro, colgono l'occasione per porgere. Cordiali Saluti".

 

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