Capua. Ferraro all'opposizione: "Quali sono i punti poco chiari del Puc?"

Piazza dei Giudici - Politica

FERRARO GAETANORiceviamo e pubblichiamo la seguente relazione pervenuta dall'assessore all'urbanistica Gaetano Ferraro:

In merito all'iter procedurale del Piano Urbanistico Comunale di Capua, da qualche tempo, si assiste ad una serie di dichiarazioni, da parte dei consiglieri di minoranza, che non tendono a fare chiarezza sull'argomento. Affermare " le risposte del vice sindaco Ferraro, assessore delegato, nell'ultima seduta di consiglio, in merito al PUC, non ci hanno convinto" e nello stesso tempo, non si illustra in maniera dettagliata, in quali punti le risposte sono state poco chiare, si creano le premesse per un confronto politico poco costruttivo e non credibile agli occhi degli osservatori.
Per essere quanto più obiettivi possibile atteniamoci ai fatti, in via preliminare è opportuno richiamare , sia pure per sommi capi, il quadro normativo di riferimento in cui si inquadra il PUC di Capua:
La Regine Campania con la L.R. n.16/2004, recante "Norme sul governo del territorio", ha definito i principi e le modalità ANTROPOLI CARMINEprocedimentali per la redazione e l'approvazione degli strumenti di pianificazione del territorio (regionale, provinciale e comunale). Nei pochi anni dalla emanazione della legge, inoltre, sono state approvate modifiche che hanno innovato la norma specie per quanto attiene agli iter procedimentali; in particolare, la L.R n. 1/2011 ed il Regolamento di Attuazione n.5 del 4 agosto 2011.
Per quello che qui ci interessa sono di riferimento: l'art.24 della L.R. 16/2004 e l'art. 1 COMMA 4 del Regolamento n. 5/2011, in particolare:
a) l'art.24 della L.R. 16/2004 (abrogato con la L.R. 1/2011) il quale stabiliva :
• al comma 4: "Il piano adottato è trasmesso alla Provincia per la verifica di compatibilità con gli strumenti di pianificazione territoriale sovraordinati e di conformità con la normativa statale e regionale vigente.".
• al comma 6: "In caso di esito negativo della verifica, il Presidente della Provincia, nei quindici giorni successivi alla scadenza di cui al comma 5, convoca una Conferenza di Servizi alla quale sono invitati a partecipare il sindaco, o un assessore da lui delegato, e i dirigenti delle strutture provinciali e comunali competenti. La conferenza è presieduta dal Presidente della Provincia o da un assessore da lui delegato.
• al comma 7:"La Conferenza apporta, ove necessario, modifiche al Puc, al fine di renderlo compatibile con gli atti di pianificazione territoriale sovraordinati e conforme alla normativa statale e regionale vigente."
• al comma 9: "Il Presidente della Conferenza, se né ravvisa l'opportunità, e nel rispetto del principio di flessibilità ....., trasmette il PUC al consiglio provinciale o al consiglio regionale per la eventuale variazione, rispettivamente, del Ptcp, del Ptr, dei Psr e dei Psp, nelle parti in cui sono incompatibili con il piano adottato dal Comune....".
b) e come detto l'art. 1 comma 4 del Regolamento n. 5/2011 in cui viene stabilito che : "I procedimenti di formazione dei piani territoriali ed urbanistici, la cui proposta è stata adottata dalla Giunta alla data di entrata in vigore del presente regolamento (ndr: 8 agosto 2011), si concludono secondo le disposizioni della norma vigente al momento dell'avvio del procedimento stesso."
c) La lettera della norma non sembra lasciare spazi di interpretazione in merito al compito che la Legge assegna alla Conferenza dei Servizi prevista dall'art. 24 c.6 della L.R.16/2004: essa viene convocata proprio nel caso in cui l'esito della verifica sia negativo e deve avere un ruolo attivo, caratterizzato da un'ampia competenza e da un vasto campo di possibilità di interventi. La norma fa trasparire, in modo chiaro ed inequivocabile, che il legislatore regionale, ispirandosi ai principi di "economicità", di "divieto di aggravamento del procedimento" e di "conservazione degli atti giuridici" posti a presidio delle attività degli Enti pubblici, l'abbia definita con l'obiettivo di favorire la collaborazione istituzionale tra gli Enti territoriali , di tutelare procedimenti amministrativi onerosi e complessi , come certamente è quello della formazione di un PUC, e scongiurare il rischio di blocchi per motivi formali, vanificando anni di lavoro ed impedendo l'approvazione degli strumenti di pianificazione che garantiscono il corretto ed ordinato sviluppo dei territori.
L' iter procedimentale del P.U.C. del Comune di Capua
Per quanto riguarda il comune di Capua l'Amministrazione ha iniziato, parte dell'opposizione compresa allora in maggioranza, le attività connesse alla redazione del nuovo strumento urbanistico fin dall'anno 2009, formalizzandone l'avvio dell'iter con la delibera di G. M. n.224 del 26/07/10, avente ad oggetto l'approvazione della "Proposta di PUC", ai sensi dell'art. 24, c.1 della L. R. n. 16/04.
L'iter formativo dello strumento urbanistico, quindi, ebbe inizio prima della entrata in vigore del Regolamento 5/2011 e, pertanto, in virtù di quanto disposto dall'art.1, comma 4 innanzi menzionato , la procedura di approvazione doveva svolgersi nel rispetto dell'art. 24 della L.R. 16/2004.
A conclusione dell'iter procedurale in sede comunale il PUC fu adottato con la delibera del Consiglio Comunale n. 41 del 31/07/2012.
Successivamente, con nota prot. n. 009029 del 21/05/13 gli elaborati e la documentazione amministrativa del P.U.C. furono trasmessi all'Amministrazione Provinciale di Caserta per la superiore approvazione.
Secondo quanto previsto dall'art.24, c.5- L.R.16/04, il Settore Urbanistica della Provincia effettuò la verifica di competenza redigendo la specifica Relazione istruttoria (trasmessa al Comune di Capua con nota 81750 del 19.08.2013) che si concludeva con la formulazione di "esito negativo", vale a dire il PUC di Capua era in parte non conforme al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, cosa anche scontata perché lo strumento urbanistico di Capua fu adottato dall'esecutivo nel luglio 2010, prima che il PTCP fosse stato redatto, per cui era evidente che non poteva essere del tutto compatibile con il PTCP a meno che, all'epoca, l'Amministrazione di Capua non avesse avuto la "palla di vetro".
Con nota prot. 0083712 del 30.08.2013, l' Amm.ne Provinciale di Caserta convocò la Conferenza dei Servizi, prevista dall'art.24, c.6 - L.R.16/04 proprio nel caso in cui la verifica si fosse conclusa con "esito negativo".
Nel corso di tutta la Conferenza di Servizi il Comune di Capua ha richiesto che essa portasse a termine il compito assegnatole dall'art. 24, comma 7 e seguenti, della L.R. n.16/2004, vale a dire esaminare gli atti tecnici ed amministrativi ed apportare le eventuali modifiche per renderlo compatibile con il PTCP, purtroppo la suddetta conferenza si concluse con un nulla di fatto, senza esito.
L'ufficio preposto della provincia di Caserta mentre da un lato riteneva legittimo l'adozione del PUC di Capua, dall'altro reputava non opportuno apportare le suddette modifiche al Piano in Conferenza di Servizi, perché il Comune di Capua, approvò l'ultima delibera relativa al PUC dell'iter comunale, dopo qualche giorno che il PTCP fosse diventato esecutivo, di conseguenza riteneva giusto non procedere all'esame dello strumento urbanistico di Capua, in Conferenza di Servizi; nello stesso tempo, l'ufficio preposto della provincia di Caserta, reputava, non opportuno applicare le norme previste dall'art. 24, comma 7, della L.R. 16/2004, ciò di propria iniziativa, in quanto, l'art. 1, comma 4, del Regolamento n. 5/2011, in tal senso è molto chiaro.
In relazione al suddetto esito il Consiglio Comunale di Capua, con delibera n.31, del 3.7.2014, tra l'altro stabilì di chiedere all'Amministrazione Provinciale, di riconvocare la Conferenza dei Servizi per consentirne la conclusione con un esito positivo (pur se con modifiche, integrazioni o stralci), in maniera congruente con il dettato dell'art. 24 dalla L.R. 16/2004, oppure di assumere determinazioni di espressa conclusione del procedimento.
Con nota prot.n.11566 del 10.7.2014, il Comune di Capua inviò la suddetta deliberazione Consiliare all'Amministrazione Provinciale di Caserta.
A riscontro della richiesta formulata dal Consiglio Comunale la Provincia di Caserta , con nota prot. n.71430 del 23.7.2014 a firma del Dirigente del Settore Urbanistica, comunicò che i lavori della Conferenza dovevano considerarsi conclusi.
Il Ricorso al TAR
Al fine di porre rimedio alle conclusione in termini di "improcedibilità" della Conferenza di Servizi ex art. 24- L.R. 16/2004, il Comune si è visto costretto ad adire le vie legali nel tentativo di recuperare, in un'ottica accelleratoria, l'iter del P.U.C.
Con delibera G.M n. 107 del 29.07.2014 fu affidato incarico all' Avv. Maurizio Ricciardi Federico di presentare ricorso al TAR Campania/Napoli avverso alla comunicazione di conclusione della Conferenza dei Servizi fatta pervenire dall'Amministrazione Provinciale di Caserta.
Nel ricorso, iscritto a ruolo con il n.rg. 4380/14, oltre alla richiesta principale fu avanzata anche istanza incidentale di adozione delle opportune misure cautelari, ai sensi dell'art. 55, D.Lgs. n. 104/10, finalizzate ad ottenere, entro breve termine, la riconvocazione delle parti in sede di Conferenza di Servizi e proseguire, quindi nell'iter di approvazione del PUC con le modalità e nei termini previsti dall'art. 24 c.7 della L.R. 16/2004.
Il ricorso , inoltre, con finalità meramente esplorativa, chiedeva anche che i Giudici amministrativi si esprimessero sull'interpretazione dell'art. 24 c. 6 e seguenti della L.R. 16/2004 e, segnatamente, sulla portata della Conferenza dei Servizi ivi prevista.
Con Ordinanza nr. 1928/14, il TAR Campania/Napoli , nelle more delle definizione nel merito del ricorso, decideva di non di accordare la misura cautelare richiesta. I Giudici di Primo grado, in particolare , oltre a non dare alcun riscontro alle richieste relative all'interpretazione delle norme, hanno affermato che :" ad un sommario esame, i motivi di censura dedotti non risultano assistiti da sufficiente fumus boni iuris; neppure sono ravvisabili, nella specie, gli estremi del paventato danno grave e irreparabile".
Con nota acclarata al protocollo del Comune n.18146 del 21.11.2014, l'Avv. Ricciardi, procuratore dell'Ente, nel trasmettere copia della Ordinanza n.1928/2014, evidenziava come le conclusioni rassegnate dal Collegio giudicante all'esito della fase cautelare, erano scarne ed inadeguate; pertanto al fine di esperire un ulteriore tentativo di veder riconosciuto, in tempi rapidi, il diritto dell'Ente e/o conseguire una risposta esauriente e convincente con delibera di G.M. n. 107 del 29.7.2014 si decise di proporre, al Consiglio di Stato, Appello cautelare avverso la Ordinanza del T.A.R. .
Purtroppo anche i Giudici d'appello, con Ordinanza n. 455/2015 del 28.1.2015, confermavano la precedente pronuncia incidentale del T.A.R., non riconoscendo sussistere i motivi per l'adozione di una sospensiva cautelare.
In pratica il TAR ed il CdS non hanno riconosciuto il "danno incombente" per il comune di Capua, tale da emettere un'ordinanza per riaprire la conferenza di servizi.
Nel provvedimento, inoltre, la stringata decisione risulta priva di adeguate motivazioni specie in relazione alle richieste inerenti l'interpretazione dell'art. 24 comma 6 e seguenti della L.R. 16/2004, lasciando ancora non chiarite la portata della norma innanzi citata ed il ruolo della Conferenza dei Servizi nel iter procedimentale di approvazione del PUC .
Di conseguenza, esaurita la fase cautelare, il perseguimento dell'obiettivo di conseguire l'approvazione del PUC in sede di Conferenza dei Servizi attraverso il ricorso promosso innanzi al TAR/Campania è traslato al termine del giudizio di merito che, anche con l'esito positivo per il comune di Capua, ha tempi molto lunghi, di conseguenza.
• Pur ribadendo la fondatezza delle ragioni dell'Ente che hanno motivato il Ricorso innanzi al TAR /Campania, allo stato l'obiettivo di conseguire l'approvazione del PUC in itinere nella sede della Conferenza dei Servizi, essendo traslata al termine del giudizio di merito, appare inconciliabile con le esigenze dell'Ente di dotare la Città, entro un tempo ragionevolmente breve, di un nuovo ed idoneo strumento di pianificazione del proprio territorio.
• Anche qualora si fosse registrato l'esito favorevole del contenzioso amministrativo e l'approvazione del P.U.C. con prescrizioni e/o con stralci, in attuazione di quanto stabilito dall'art. 44, c.2 della L.R. n.16/2004 s.i.m. e dall'art.1, c3 del Regolamento n. 5 del 04.08.2011 , come modificato con delibera GRC n. 605 del 20.2.2013 , comunque si sarebbero dovute porre in essere le attività tecniche di verifica e di adeguamento del PUC "alle strategie a scala sovracomunale individuate dall'Amministrazione Provinciale .... in riferimento al PTCP" come previsto dall'art.3, c.4 del citato Regolamento n. 5/2011.
• Prima di dare corso alla attività di adeguamento del PUC, è stato opportuno procedere alla revoca della delibera C.C. n. 41 del 31/07/2012 di adozione dello strumento urbanistico, anche al fine di interrompere tutti gli effetti scaturenti dal suddetto atto e che possono arrecare disagi alla cittadinanza.
Alla luce di queste dichiarazioni rese in consiglio comunale dal vice sindaco Ferraro, si prega i consiglieri di minoranza, di specificare quali sono i punti che ritengono poco chiari in merito all'iter procedurale del PUC adottato dall'amministrazione Comunale di Capua... grazie.

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