Capua. Lavori pubblici, "3 Luglio": "Più il consigliere parla più ci vengono i dubbi"

Piazza dei Giudici - Politica

capua amiano portaroma"Capua 3 luglio" ritorna ad affrontare l'argomento inerente i lavori pubblici, rispondendo ad una recente nota del consigliere Guido Taglialatela e affronta anche una delle questione che rappresenta una sorta di "cavallo di battaglia" del comitato: la scuola.

Nel suo ultimo intervento il consigliere Taglialatela si dice stanco dell'ipocrisia di chi vorrebbe far passare critiche strumentali come proposte costruttive. Anche noi siamo stanchi. Stanchi dell'ipocrisia di chi, non vivendo a Capua (e non vivendo Capua), pretende di portare avanti un progetto che va ad incidere fortemente sul quotidiano dei cittadini, spacciandolo come "percorso artistico-culturale", i cui disagi, però, sono solo i cittadini "normali" a doverli vivere. I divieti di sosta, le multe, non valgono, ad esempio, per il consigliere Taglialatela, la cui auto è spesso parcheggiata ovunque (Piazza dei Giudici innanzitutto), ma mai nelle strisce blu o nel parcheggio interrato. Per stare al merito delle questioni sollevate, più il consigliere parla, più ci vengono dubbi. Nell'articolo pubblicato su Capuaonline del 21 marzo u.s. il consigliere, a proposito dei paletti, afferma: ".... cosa che facilmente può avvenire quando ci sarà inoltrata la perizia di variante che rappresenta un documento ufficiale, non contestabile". Cioè, ci faccia capire, prima si fanno i lavori e poi si redige la perizia di variante?! Basta un si o un no. Sempre a proposito dei paletti, abbiamo poi posto una domanda alla quale non c'è stata data risposta. I nuovi paletti, quelli rinforzati, sono omologati? Possiamo vedere i relativi certificati? Nell'articolo pubblicato sempre su Capuaonline il 23 marzo u.s., il consigliere afferma che alcune strade non saranno rifatte perché gran parte delle risorse sono state destinate al rifacimento dei sottoservizi ed in minima parte ai paletti e agli arredi della riviera. Ora, a parte che ci sembra strano che il progetto originario della riviera non avesse previsto fin dall'inizio panchine e cestini lungo tutto il percorso (tanto è vero che per realizzarli si prendono i fondi destinati ad altro), ci sorgono alcuni dubbi. Il consigliere sostiene che gran parte dei fondi sono serviti per la sistemazione dei sottoservizi. Stiamo parlando, quindi, di una bella cifra. Orbene, l'art. 132 del codice degli appalti prevede che varianti in corso d'opera per capua tetto edificio adiante scuolacircostanze sopravvenute o imprevedibili al momento della stipula del contratto sono ammesse in misura non superiore al 5% dell'importo originario del contratto. Può anche capitare che le varianti in corso d'opera si rendano necessarie per carenze del progetto esecutivo. In questo caso le stesse non possono essere superiori ad 1/5 dell'importo originario del contratto. Ora, ci chiediamo, i soldi che sono serviti per la realizzazione dei sottoservizi a quanto ammontano in termini percentuali rispetto all'importo originario del contratto? La sistemazione dei sottoservizi rappresenta una circostanza sopravvenuta ed imprevedibile, oppure bisogna essere scienziati per capire che, probabilmente, se si vanno a rifare strade che risalgono al dopoguerra dovrà mettersi mano anche ai sottoservizi? Il progetto esecutivo è stato carente da questo punto di vista? Veniamo ora alla questione degli incarichi. Il consigliere sa bene che a "Capua 3 luglio" aderiscono professionisti ed imprenditori e sa, altrettanto bene, che per questi è fisiologico interfacciarsi con le pubbliche amministrazioni. Se poi ritiene che affidando un incarico ad un professionista o ad un imprenditore (capuano peraltro, cosa non usuale per questa amministrazione), significhi negargli le facoltà intellettuali, allora, ancora una volta, a sbagliare è la politica, perché con l'affidamento dell'incarico ha inteso conquistarsi i favori del professionista o dell'imprenditore, vale a dire ha inteso comprarlo (riducendo la capuanità a mero slogan elettorale), e proprio per quelli di Capua 3 luglio, il consigliere (o l'amministrazione) ha inteso proprio male. Per quanto riguarda l'area ex CAPS ci siamo limitati a contestare l'affermazione del consigliere (cfr. articolo su Capuaonline del 18 marzo u.s.) secondo cui ci sarebbe un progetto senza precedenti per la Città. Ribadiamo che ad oggi non c'è nessun progetto, ma solo l'intenzione di cedere ad un privato 1/3 dell'area per realizzavi edilizia residenziale, a fronte delle opere di bonifica. Il consigliere ritiene che non si possa prescindere dall'intervento dei privati? Lo pensiamo anche noi, ma il punto, ripetiamo, non è questo. Quanto, poi, alla nostra proposta per l'area, lo abbiamo detto mille volte. Non l'abbiamo e ne siamo orgogliosi. Sappiamo solo che l'area ha un altissimo potenziale per la nostra Città e riteniamo che destinarla ad area residenziale sia uno spreco. E proprio in ragione dell'alto potenziale abbiamo proposto un concorso di idee, con il coinvolgimento delle università, degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste, ecc.. Noi, a differenza di altri, conosciamo i nostri limiti e non pretendiamo di avere le soluzioni a portata di mano. Il massimo che l'amministrazione è riuscita a concepire per l'area ex CAPS è l'edilizia. Se si facesse un concorso di idee, forse verrebbero fuori progetti ai quali nessuno ha mai pensato. È strumentale tutto questo? Il capitolo scuola ci sta particolarmente a cuore ed è quello su cui abbiamo organizzato il nostro primo dibattito pubblico (a proposito del quale non sappiamo su cosa saremmo stati smentiti dai dirigenti scolastici). Le foto che pubblichiamo si riferiscono, la prima, alla scuola elementare di via Brezza, dove, da anni, giacciono lastre di amianto a pochi metri dall'ingresso. Il problema è stato segnalato più volte, molto tempo fa. In quello stesso dibattito pubblico in cui saremmo stati smentiti, il consigliere Taglialatela ci "spiegò", come mai i tempi di rimozione dell'amianto erano un po' lunghi e, pur non essendo lui il delegato, assicurò la rimozione nel giro di poche settimane. Vero che per lo smaltimento dell'amianto occorre seguire una procedura particolare, ma sono passati anni e l'amianto è ancora lì. La seconda foto è stata scattata poco tempo ed è il sottotetto dell'edificio attiguo alla scuola elementare di via Roma. Consigliere Taglialatela, su cosa ci devono smentire, è della sicurezza dei bambini che stiamo parlando! P.S.: il consigliere Taglialatela si rende ben conto che stiamo combattendo una battaglia impari. La materia dei lavori pubblici è talmente vasta e complessa che è assolutamente necessario avere i documenti alla mano. È per questo che abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti. Dovere di chi amministra è garantire il buon andamento, la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa. È diritto dei cittadini chiedere di vedere le carte. Invitiamo quindi il consigliere Taglialatela ad agevolare la nostra richiesta di accesso agli atti in modo da consentirci di dipanare ogni dubbio.

Nella prima foto: amianto abbandonato nei pressi della scuola di via Brezza; nella seconda foto il tetto (quello che resta) dell'edificio del complesso scolastico di via Roma

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