Capua. L'Acage a "rapporto" in commissione trasparenza

Piazza dei Giudici - Politica

GUCCHIERATO ANTONIOL'Acage non ha mai rinunciato all'organizzazione del carnevale e non ha mai sottoscritto un documento in tal senso. E' quanto sarebbe emerso da una recente audizione dei componenti dell'Agenzia per il Carnevale e i Grandi Eventi nella commissione consiliare trasparenza. L'Agenzia, istituzionalmente, è deputata all'organizzazione del carnevale, ma quest'anno non è stato così. Non solo, ma a differenza dello scorso anno non c'è stata nemmeno una sorta di "collaborazione" con chi, alla fine, si è accollato onere e onori per mettere per organizzare la kermesse. Questo particolare è di non poco conto perché senza un coinvolgimento diretto dell'Agenzia, i pochi fondi a disposizione (l'amministrazione ha erogato 8 mila euro), non possono essere utilizzati per coprire le spese della manifestazione di quest'anno. C'è poi l'aspetto politico della vicenda. "Il metodo – ci dice il consigliere comunale di opposizione Antonio Gucchierato – che ha portato all'indicazione di un comitato organizzatore, di cui è stato presidente un consigliere della maggioranza (Ricci ndr), ha calpestato le prerogative del consiglio comunale". L'investitura del nuovo comitato, escludendo quindi l'Acage, è avvenuta nella sede della Pro loco alla presenza di due consiglieri di maggioranza, Marco Ricci e Antonio Valletta una settimana prima dell'inizio della kermesse. "Nessun esponente dell'amministrazione – sottolinea Gucchierato – può prendersi il diritto di sostituirsi al consiglio comunale in decisioni che riguardano un organismo espressione, ripeto, dello stesso consiglio comunale". Infine la commissione ha affrontato l'aspetto "gestionale" della partecipata. "Abbiamo chiesto formalmente ai componenti dell'Acage – conclude il consigliere - di relazionare il consiglio comunale sulle attività svolte. Questo è un obbligo previsto dal regolamento". Più in generale sulle partecipate, il consigliere MINOJA ANTONIOMinoja, auspica maggiore trasparenza. "I bilanci – afferma – devono essere pubblici, così come tutti gli atti e i documenti prodotti. Quelli del Comune vengono resi pubblici sull'albo pretorio e le partecipate devono fare altrettanto. Maggiore attenzione deve essere posta anche sui criteri adottati per il pagamento dei fornitori. Si tratta, in sintesi, di rispettare legge".

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