CAPUA. Puc bocciato, il centrosinistra: "Altro fallimento dell'amministrazione"

Piazza dei Giudici - Politica

comunedicapuaL'opposizione di centrosinistra, con Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione, chiede conto all'amministrazione comunale del naufragio del puc, il piano urbanistico comunale non senza conseguenze sotto l'aspetto finanziario per tutti i costi sostenuti fino ad oggi. "Gli amministratori – afferma il segretario del Partito Democratico, Luigi Di Monaco – devono assumersi le proprie responsabilità. Devono uscire allo scoperto e spiegare alla città perché hanno scelto di perseverare nell'adozione di un piano molto sovradimensionato, rispetto alle reali necessità del territorio comunale. Il puc, è bene ricordarlo, era stato bocciato dalla conferenza dei servizi, perché non rispettava i parametri imposti dalla provincia e dalla regione". A fondamento dell'esito negativo della conferenza dei servizi vi era, tra le altre cose, la riscontrata mancata conformità dello strumento urbanistico dell'Ente capuano al Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) attuato dalla Provincia di Caserta prima dell'adozione del Puc. "I nostri amministratori – prosegue Di Monaco - invece di adottare le opportune misure, hanno preferito scegliere le vie legali con un risultato negativo su tutti i fronti, visto che prima il Tar e poi il Consiglio di Stato ha bocciato i ricorsi". Per il centrosinistra, quello varato dalla maggioranza di DI MONACO LUIGICarmine Antropoli, era un piano spropositato "che – aggiunge il democratico – prevedeva una forte urbanizzazione del territorio come se si doveva trasformare Capua in New York". C'è poi un altro aspetto della vicenda che Pd, Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione è tutt'altro che secondario: quello dei costi. "Sapete – dicono dal coordinamento dei tre partiti - a quanto ammonta il danno causato alle già povere casse comunali? € 200.000,00 circa per il pagamento del tanto millantato tecnico incaricato; € 20.000,00 circa di spese legali per portare avanti una battaglia che MAI avrebbe potuto avere un epilogo differente; € 2.000,00 come risarcimento danni da riconoscere alla provincia; decine e decine di migliaia di euro per i vari tecnici incaricati, per gli studi ambientali, per tutte gli atti eseguiti". Il centrosinistra per sensibilizzare i cittadini su questo tema è sceso in piazza con un apposito punto informativo. Per il puc, ora, per dirla alla Gino Bartali, è tutto da rifare. Il primo atto dovrebbe essere quello del ritiro, attraverso un passaggio in consiglio comunale, della delibera con la quale il piano è stato varato. Solo successivamente si potrà procedere con la stesura di un nuovo puc.

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