Norme "antiparentopoli", dopo un anno ancora nulla di fatto

Piazza dei Giudici - Politica

consiglio comunale capuaLe norme "antiparentopoli", proposte dalle opposizioni consiliari, sembrano essere finite su un binario morto. Ad un anno dalla presentazione dell'iniziativa, i passi avanti sono stati quelli di una lumaca ed oggi quasi nulla è cambiato. Le nuove norme - secondo fonti delle opposizioni - devono essere oggetto di una delibera ancora in fase di preparazione da parte dell'amministrazione. Il timore dei consiglieri di minoranza è che, alla fine, anche l'ultimo anno di consigliatura passerà invano, senza che le nuove disposizioni vedano la luce. "Il rammarico - afferma il Nuovo Centro Destra - è che davanti alla nostra proposta e al fatto che si stanno predisponendo queste nuove norme, come deciso in consiglio, l'amministrazione non sembra aver voglia di cambiare il passo". Il rischio, quindi, è che ancora oggi, parenti e affini degli amministratori ricevano incarichi dal Comune. Al momento, infatti, tutto ciò è ancora possibile. 

COSA PREVEDE LA PROPOSTA DELLE OPPOSIZIONI

Non sarà più possibile assegnare consulenze o incarichi ai parenti degli amministratori fino al terzo grado compreso. Questa, in sintesi, la proposta che porta  la firma dei consiglieri comunali di minoranza Antonio Gucchierato, Pasquale Frattasi, Antonio Minoja e Carmela Del Basso. "In un momento in cui si registra un grande distacco dei cittadini dalle istituzioni, dalla politica tutta e dai partiti in particolare - scrivono i consiglieri di minoranza - riteniamo quanto mai opportuno e necessario introdurre norme e comportamenti finalizzati a riscattarne l'immagine e a tentare di ristabilire un normale rapporto di fiducia tra la cittadinanza ed i suoi rappresentanti eletti. Per tutto ciò, riteniamo utile e doveroso introdurre, innanzitutto, norme statutarie ulteriormente restrittive in materia di conferimenti di incarichi, nomine e consulenze che, direttamente o indirettamente, riguardino l'Ente comunale al fine di evitare il verificarsi di situazioni che possano indurre l'opinione pubblica a ritenere che l'azione amministrativa dell'ente sia improntata a criteri di preferenzialità per amici e/o parenti e non a criteri puramente meritocratici. Pertanto, in virtù delle suddette premesse, proponiamo di aggiornare lo Statuto ed il Regolamento comunale vigenti con l'aggiunta di quanto segue: "oltre alle condizioni di incompatibilità espressamente stabilite dalla legge, non possono essere assegnate consulenze, effettuate nomine e affidati incarichi con contratti di diritto privato, nell'ambito dell'ente comunale e in enti, organismi e partecipate del comune medesimo, a tutti coloro che abbiano con il Sindaco, i consiglieri e gli assessori comunali in carica, rapporti di parentela e affinità di cui agli artt. 74 e 78 del Codice Civile entro e compreso il terzo grado". Una proposta chiara e precisa davanti alla quale, però, la maggioranza sembra voler prendere tempo visto che non è stata assunta alcuna decisione per metterla in discussione nell'ambito del consiglio comunale".

 

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