Lettera aperta di un gruppo di cittadini al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali

Piazza dei Giudici - Politica

comuneUn gruppo di cittadini capuani, indignati per le numerose ed irrisolte problematiche che attanagliano la nostra città da anni, ha scritto una lettera aperta al sindaco, agli assessori e ai consiglieri per avere delle risposte concrete alle loro rimostranze. Fa seguito la lunga missiva in cui cicomunettadini scriventi, ormai stanchi di vivere in una città in cui molti problemi non vengono affrontati e risolti, sperano di suscitare una risposta degli amministratori che si espliciti in azioni concrete volte alla soluzione delle problematiche e altresì invitano i concittadini a svegliarsi e a riflettere bene quando si andrà al voto.


"Siamo un gruppo di amici con relative famiglie che con convinzione e speranza nel cambiamento avevano votato questa Amministrazione nelle ultime elezioni. E con la stessa convinzione, dopo otto anni di malgoverno della nostra città e dopo lo scempio che ogni giorno si presenta ai nostri occhi, chiediamo ospitalità a questa testata giornalistica per gridare tutta la nostra rabbia che mortifica il grande amore che abbiamo per questa città e che mostriamo quotidianamente facendo il nostro dovere di buoni cittadini.
Ogni giorno, camminando per le strade, ci chiediamo in quale città abitano i nostri amministratori. Se vedono il degrado e l'abbandono che quotidianamente è perpetrato ai danni di quella che secoli fa era considerata la regina del Volturno. Se hanno orecchie per sentire la voce dei cittadini, che aumenta di ora in ora, chiedendo un radicale cambiamento di rotta e soprattutto risposte vere ai problemi di Capua.


Ci chiediamo a che servono le tante (?) opere realizzate e decantate da questa Amministrazione quando non si sono risolti i problemi quotidiani e reali che affliggono i cittadini. Qualche esempio per tutti: la raccolta differenziata che non decolla; il manto stradale che cede praticamente in ogni strada rendendo pericolosa la circolazione di auto e passanti; i tombini rubati che ormai con i loro buchi neri e vuoti costituiscono un rischio soprattutto col buio; la pressione fiscale dei contributi locali insostenibile per un territorio non particolarmente florido economicamente; un piano traffico che non tiene conto della particolare conformità della città e che non è riuscito a risolvere neppure il caos che si crea all'uscita delle scuole; e soprattutto l'installazione degli inutili paletti che hanno peggiorato la situazione del parcheggio selvaggio e tolto spazio alla legittima sosta dei residenti, che devono contendersi i pochi posti liberi.
Un'amministrazione per sua natura deve dare risposte concrete ai cittadini, alle loro giuste istanze e non creare loro ulteriori problemi rendendogli la vita impossibile. E soprattutto dovrebbe operare con e per i cittadini e non contro come sta succedendo un po' troppo frequentemente. E non veniteci a parlare di "spending review" e di contenimento della spesa pubblica, perché questo ha il sapore delle scuse.


Chiunque avendo soldi a disposizione può realizzare progetti, eventi, opere. Ciascun cittadino animato da passione e buona volontà può farlo. Quello che invece si chiede a chi ci amministra è di trovare soluzioni alternative quando le risorse non ci sono. Del resto come si sono trovati i soldi per i paletti si possono cercare quelli per riparare le strade, per esempio, o per rilanciare il turismo in modo serio e non con iniziative che nascono e muoiono nel tempo di una stagione. E se proprio i soldi non si trovano, i nostri cari amministratori potrebbero benissimo rinunciare ai loro gettoni di presenza e contribuire di tasca propria a migliorare qualcosa della loro città.
Ci chiediamo con che criterio è stata realizzata la vasca con la fontana di via Napoli (e non vogliamo entrare nel merito della bellezza (?) dell'opera), lasciando i marciapiedi che la percorrono dissestati. E a proposito: qualche anno fa circolava la notizia a mezzo stampa, e col sistema solito dei grandi proclami, che i marciapiedi del viale che portano all'Università sarebbero stati completamente rifatti. Quando vedrà l'alba quest'altra grande opera?
Ci chiediamo cosa vedono i nostri amministratori quando passano accanto alla chiesa dell'Annunziata e sfiorano quegli orrendi piloni di cemento che deturpano il paesaggio e il passaggio. Possibile che non esistevano altre soluzioni all'installazione di quelle brutture? Sarebbero andati meglio finanche quelli apposti dietro alla Villa comunale. Qualunque architetto della nostra città si offrirebbe, siamo certi gratis, per aiutarvi a rivalutare efficacemente il nostro patrimonio artistico. Ci sono ambiti che non richiedono capacità politiche, ma l'esperienza di settore. E per governare una città noi pensiamo ci voglia soprattutto cuore, cioè il prendersi a cuore i problemi veri delle persone.

Una città degradata invoglia a maggior degrado, una città trascurata richiama trascuratezza. Per non parlare poi delle annose questioni che si trascinano da decenni, come quelle del commercio che langue, delle strutture sportive cominciate e mai finite o abbandonate o dei grandi eventi che sono scomparsi per mancanza di una vera e perseverante volontà politica di dare continuità attraverso organismi stabili capaci di autofinanziarsi. Capua è diventata un paese che si regge solo sull'iniziativa privata e per quanto ciò sia ammirevole e in linea con la nuova coscienza civile dei cittadini, è anche scabroso per un'amministrazione che altri sopperiscano alle sue mancanze.
Con questa lettera vorremmo smuovere un po' le acque e soprattutto le coscienze addormentate dei tanti, troppi capuani che si lamentano soltanto senza indignarsi veramente, invitandoli a riflettere bene quando sarà il momento di andare a votare.
Non firmiamo questa lettera non per codardia, ma solo perché i nostri nomi riempirebbero troppe pagine e sono uguali a quelli dei cittadini che ogni giorno incontrate per strada. Ciro, Francesco, Maria, Luigi, Antonio, Giuseppe, Angela...".

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