Il sindaco di Capua inteviene sulle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone

Piazza dei Giudici - Politica

“Carmine Schiavone sta uccidendo il nostro territorio per la seconda volta”. In ordine alle dichiarazioni del camorrista, ora pentito,  che ha reso informazioni sconcertati circa il sotterramento di rifiuti tossici in diverse lande del Casertano, il sindaco della città di Capua, il dott. Carmine Antropoli, rilascia oggi un commento deciso e molto critico nei confronti del pregiudicato, cugino del più noto Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, boss del clan dei casalesi. “Non posso che associarmi al pensiero dei magistrati Federico Cafiero de Raho e Raffaele Cantone”, ha riferito il primo cittadino, che ha anche aggiunto: “Mi fa piacere che l’attenzione pubblica sia stata ulteriormente stimolata in merito alle nefandezze ambientali perpetrate anni addietro dalla camorra, ma devo anche dire che le ripercussioni in termini di immagine che sta subendo la nostra provincia sono notevoli. Stiamo pagando il prezzo dei gravissimi reati consumati, in forma occulta, a danno delle nostre fertili terre per la seconda volta”. Su fatti e circostanze, l’autorità giudiziaria – come reso noto dal pool di magistrati che effettuò, all’epoca, le indagini – ha già avuto modo di approntare i giusti rilievi all’interno dei siti “segnalati” dal camorrista. “Stiamo parlando di un soggetto – ha poi concluso il sindaco – che per cultura personale non è in grado di riconoscere un rifiuto speciale da un altro radioattivo. Ritengo più opportuno confidare nel lavoro della magistratura piuttosto che dare troppa credibilità a chi ha fatto del male alla nostra terra”.

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