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Capua. Cinque Stelle, profondo rosso. Il dato elettorale prossimo al nulla, il risultato più basso da quando hanno iniziato il percorso politico a Capua.

Piazza dei Giudici - Politica

5stelleNon è stata una decisione facile quella di allearsi con la sinistra di Adolfo Villani, tant’è che parte degli appartenenti ai Cinque Stelle hanno preso altre strade, in chiaro dissenso con la linea del partito. Le urne hanno tirato fuori appena 341 voti, pari al 3,92%, ultima delle liste in appoggio a Villani, undicesima su 19 a livello generale. Assai modesti i dati dei due big del partito, con Nunzia Miccolupi che porta a casa 102 preferenze e Roberto Caiazzo, più volte candidato a sindaco, appena 79 voti personali. In casa Cinque Stelle potrebbe essere già resa di conti e adesso sarà da capire se tutti se la sentiranno di affaticarsi in campagna elettorale chiaramente persa per il partito capuano di Grillo. E pensare che sono venuti in città addirittura Giuseppe Conte ed il Presidente della Camera Roberto Fico a tirare la volata a quello che solo nel 2019 era tra i primi partiti a Capua. La presenza dei Cinque Stelle è stata utile solo a Villani che ha evitato che i pentastellati prendessero altre direzioni; sono stati inglobati nel progetto progressista di cui saranno parte solo se Villani ne uscirà vincitore ma con un ruolo, molto probabilmente, assai residuale, considerato il risultato prossimo al nulla uscito fuori dalle urne. Il movimento Cinque Stelle a Capua ha dunque seguito il trend nazionale, con una discesa ripida dei consensi verso il basso; lontani da quei tempi in cui sbandieravano la lontananza spaziale ed ideale dalla vecchia politica, i pentastellati hanno dunque perso tutto l’appeal.

Molto probabilmente gli ex elettori dei Cinque Stelle a Capua hanno notato il contrastante cambio di rotta nel loro percorso; solo nel mese di settembre 2021 festeggiavano con il centro destra la caduta del governo Branco, addirittura prendendo parte attiva all’intento di defenestrazione del sindaco, perché Miccolupi e Caiazzo furono tra i nove firmatari della sfiducia all’ex primo cittadino. Pochi mesi dopo, aprile 2022, invece, i reduci dei pentastellati hanno salutato con orgoglio e squilli di trombe la decisione di prender parte al progetto progressista di Villani e schierarsi con la stessa sinistra anche da loro mandata a casa, perché quel progetto era stato ritenuto fallimentare, dimenticando altresì il momento in cui, parlando della fine dell’Amministrazione Branco, dichiaravano che il fallimento di questa Amministrazione era, purtroppo, sotto gli occhi di tutti”. Non solo ma aggiungevano che “l’ultimo tentativo del Sindaco di portare dalla sua parte una componente della minoranza, con il benestare del Consigliere Regionale Zannini e di indire addirittura una conferenza stampa con la sua presenza, è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Una scelta che ha imbarazzato l’intero Consiglio Comunale. Da un lato, c’era un Sindaco che arrancava pur di non accettare una palese sconfitta, anche a costo di mettere l’uno contro l’altro all’interno della sua stessa maggioranza. Dall’altro lato, c’era un Consigliere Regionale che nulla ha a che fare con il nostro territorio ma ha tentato comunque di sostituirsi, senza l’autorizzazione di nessuno, alle scelte politiche e democratiche di un’intera collettività”.


In questa tornata elettorale i Cinque Stelle capuani li si era immaginati in corsa da soli o al massimo in appoggio ad una coalizione civica o a quelle del centro destra, avendo di fatto contribuito, con altri consiglieri comunali, “a bucare le gomme” al tandem di Branco.
Ora si tratta di capire se, in linea di coerenza, non essendo andati lontani da una sostanziosa parte di quel centro sinistra che hanno voluto mandare a casa, i Cinque Stelle siano almeno riusciti a tenersi alla larga da singoli e/o partiti vicini al consigliere regionale Zannini, “che nulla ha a che fare con il nostro territorio” – come detto da Miccolupi e Caiazzo nel comunicato che annunciava la fine dell’esperienza Branco a Capua.
Tempi tristi attendono i Cinque Stelle; se Villani non dovesse farcela, il fantasma dei Pentastellati dovrà vagare per molti anni tra gli uffici silenti del palazzo del Governatore.

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