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Piedimonte Matese: Palazzo Ducale. Del Sesto: bene l’apertura della Provincia

Piazza dei Giudici - Politica

Piedimonte-Matese 061121Dopo anni di battaglie, di interlocuzioni, di proposte per evitare che la parte pubblica della storica dimora potesse essere alienata ai privati, potrebbe aprirsi un nuovo corso per la storia del Palazzo Ducale Gaetani D’Aragona.


Difatti, sembra che l’Ente Provincia si stia orientando verso il mantenimento del bene culturale per la sua valorizzazione, attraverso l’ottenimento di fondi specifici, al fine di garantirne la futura fruizione pubblica.


«Se dovessero essere confermate le indiscrezioni delle ultime ore – dichiara l’on. Margherita Del Sesto – sarebbe davvero un grande risultato per quanti, negli ultimi anni, hanno sempre tenuti accesi i riflettori su questo bene monumentale, identitario per la città. Una decisione consequenziale anche al finanziamento ministeriale di mezzo milione di euro, che sta consentendo
di effettuare lavori di consolidamento della facciata, degli affreschi e delle coperture. Un intervento che, di fatto, ne ha bloccato l’alienazione fino alla fine del 2021».


È molto probabile che le recenti dinamiche politiche provinciali abbiano offerto la possibilità di rivalutare le continue sollecitazioni per il mantenimento del bene in proprietà pubblica. Infatti, solo poco più di un mese fa, nell’ultimo consiglio provinciale del 30 settembre, il Palazzo era stato nuovamente inserito tra i beni da alienare. E tale decisione era stata prontamente comunicata anche alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.


«In una nota inviatami dalla Soprintendenza solo tre giorni fa – continua la parlamentare – l’ufficio periferico del Ministero della Cultura mi informava che l’Ente Provincia, ai primi di ottobre, aveva comunicato che a conclusione dei lavori in corso, in attuazione a quanto deliberato dal Consiglio provinciale, avrebbe provveduto ad indire una procedura di asta pubblica per
l’alienazione del Palazzo Ducale, non avendo la possibilità di garantire un futuro all’immobile. Nella stessa comunicazione l’Ente evidenziava, inoltre, che sarebbe stato fondamentale garantire il necessario riconoscimento del diritto di prelazione al proprietario della parte privata, stante l’esigenza di tutelare l’unitarietà del bene e consentire una piena fruizione per il futuro. Son molto soddisfatta di questo eventuale ripensamento delle ultime ore – conclude la deputata della Commissione Cultura – ed auspico che davvero possa essere perseguita la strada della valorizzazione e della pubblica fruizione del monumento».

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