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Capua. Quattro consiglieri della maggioranza si mettono di traverso! Il Sindaco decida cosa fare per il bene della città

Piazza dei Giudici - Politica

comunedicapua interrogativo         Giunge nota a firma dei Consiglieri Prezioso, Sperino, Giugno e Giacobone che pubblichiamo integralmente:

  

"Lo scorso 22 ottobre abbiamo protocollato un documento indirizzato al sindaco col quale, dopo aver posto l'accento su alcune questioni programmatiche, abbiamo chiesto che si
procedesse all'azzeramento della giunta in carica.
Il documento è stato sottoscritto da otto consiglieri di maggioranza. Gli unici a non averlo sottoscritto sono stati i due consiglieri della lista del sindaco, "Insieme per Capua c'è”, i quali, evidentemente, ritengono soddisfacente l'operato dell'amministrazione.
Quel documento ha palesato una crisi della maggioranza che era latente ed è per questo che abbiamo accolto con stupore le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco il quale, all’indomani dell’approvazione del bilancio, ha affermato che non è il momento di parlare di assessorati e che le priorità sono altre.
Che le priorità siano altre, noi ne siamo consapevoli.
Riteniamo che nel settore ecologia (che, più di altri, è stato determinante in questo anno e mezzo ad incrinare il rapporto di fiducia con i cittadini) non è possibile agire alla giornata ma occorre avere una strategia complessiva da perseguire quotidianamente con piglio deciso. In questa strategia deve rientrare, necessariamente, un diverso grado di collaborazione da parte degli uffici comunali preposti. Se manca questo, ogni buona intenzione è destinata a rimanere tale. Ed un diverso grado di collaborazione degli uffici è solo il sindaco che può e deve pretenderlo.
Un diverso grado di collaborazione da parte degli uffici comunali lo si avverte anche nel settore dei lavori pubblici, in cui si attende da mesi l’avvio di importanti lavori già appaltati e che risalgono addirittura alla scorsa amministrazione. Ed anche in questo caso è il sindaco l’unico a poterlo e a doverlo pretendere.
Altra questione di fondamentale importanza è relativa al PUC. Lo strumento urbanistico, che deve definire il volto e la vocazione della Città per i prossimi decenni, è tutt’oggi appannaggio di pochissimi eletti. A nulla sono valse le richieste reiterate nel tempo di informazioni e incontri, a nulla è valsa la messa a disposizione dei tecnici, a nulla sono valsi gli incontri con i professionisti della Città: sul PUC si è scelto di proseguire senza confronto. Nonostante questo, in questi mesi abbiamo profuso uno sforzo più che adeguato a ricercare un dialogo per giungere ad una sintesi che, nei fatti, è stata sempre disattesa. La proposta di PUC consegnata dal progettista un paio di mesi fa non ci soddisfa. Riteniamo che debbano essere ridotte e ridimensionate le aree edificabili e che occorra valorizzare maggiormente le vocazioni di Capua quale città dell’industria aeronautica, città della scuola e dell’università (a cui sono strettamente legati i destini del nostro centro storico) e città sostenibile e del tempo libero.
Anche le dimissioni del Presidente ed il conseguente scioglimento del comitato “Capua &20” sono la spia di un malessere che serpeggia non solo in seno alla maggioranza politica e consiliare, ma in seno ad ampi settori della cittadinanza. La valorizzazione ed il rilancio delle nostre tradizioni richiede una macchina organizzativa che sia funzionale al perseguimento di obiettivi ambiziosi e che, con la regia del Comune, possa muoversi in autonomia alla ricerca di fondi ed opportunità.
Vi è poi tutta un’altra serie di priorità alle quali mettere mano. Il problema - serissimo - del personale (e qui, tra le altre cose da fare, occorre uno sforzo per accelerare l’informatizzazione degli uffici, specie per far fronte ad attività di carattere routinario come quelle del rilascio dei certificati), quello del patrimonio, quello dei servizi sociali attraverso l’implementazione di una rete che operi in un’ottica non solo assistenziale ma di promozione sociale.
Le priorità, dunque, a noi sono ben chiare. Questo, ovviamente, non significa che non esista un problema di giunta. Il problema esiste perché, rispetto alle questioni sul tappeto, gli assessori in carica, non solo si sono rivelati totalmente inadeguati a mettere in campo una strategia, ma hanno pure perso qualsiasi riferimento con il consiglio comunale, con le forze politiche che li hanno sostenuti e voluti e, cosa ancora più grave, appaiono del tutto assenti nella Città.
Se, quindi, è vero che le priorità sono altre, è altrettanto vero che il perseguimento di quelle priorità non può non passare anche attraverso la sostituzione della giunta attuale.
Ed è stucchevole che il sindaco ripeta, come ha fatto più volte, che questi assessori sono quelli che sono stati indicati dalle forze politiche. E’ vero, gli assessori attuali gli sono stati indicati dalle forze politiche che, però, con la richiesta di azzeramento, hanno preso atto dei limiti del metodo che ha portato a quelle scelte. È arrivato il momento per il sindaco di dire, in maniera chiara, se si ritiene soddisfatto di questa giunta e se intende mantenerla così come è, assumendosene, ovviamente, le responsabilità. In caso contrario proceda celermente alla sostituzione di tutti gli assessori ponendo fine a questo triste teatrino. E a tal fine invitiamo il partito democratico - che è l’unica forza ad aver sottoscritto il documento che ancora esprime un rappresentante in giunta - a ritirare il proprio assessore. Sarebbe un atto, oltre che di coerenza, utile a favorire la ripresa di un dialogo franco e leale.
Quello che, invece, riteniamo, ormai, non più reiterabile è fingere che non ci siano questioni sul tappeto che meritano di essere affrontate senza ulteriori, inutili e logoranti temporeggiamenti.
Ci aspettiamo passi concreti verso uno sbocco della crisi già nelle prossime ore. In mancanza, non ci resterebbe che prendere atto della indolenza di questa amministrazione e di questa maggioranza a dare risposte alla Città ed un minimo di prospettiva ad una coalizione che, in campagna elettorale, è stata definita, più volte, “politica”. Ed in tal caso non potremmo che ritenere inutile la nostra presenza alla seduta del consiglio comunale di fine mese sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio."

 

I consiglieri comunali
Ludovico Prezioso
Marisa Giacobone
Luigi Sperino
Michele Giugno

 

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