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Prevenire l’aggressività? Si può (e si deve) con l’educazione prosociale. Parola di Giovanni Di Cicco…

Rubriche - Liceo Garofano

WhatsApp Image 2021-03-02 at 00.32.31L’ultimo lavoro di Giovanni Di Cicco, il nostro amato Dirigente scolastico, rappresenta un vero e proprio vademecum per chi insegna e per chi si occupa di età evolutiva. Nella doppia veste di esperto docente e dirigente, cioè di persona che da decenni agisce sul campo, e di psicologo, l’Autore del libro “L’Educazione Prosociale per prevenire l’aggressività”, edito da Zetema e stampato da Grafica Boccia di Capua, traccia un percorso illuminato, fatto anche di consigli pratici, uniti a tecniche di insegnamento valide e accreditate dal punto di vista psicopedagogico, volto a prevenire uno degli atteggiamenti più diffusi nell’età preadolescenziale e adolescenziale: l’aggressività, appunto.

giovanni di cicco
Nel panorama della società post-moderna e globalizzata, i ragazzi in particolare riconoscono come miti quelli rappresentati nei social network e vivono una realtà virtuale che li porta a solitudine ed egocentrismo. Così le relazioni sociali si impoveriscono e invece per poter crescere e per poter far crescere la società, come dice l’Autore, è necessario cooperare, aiutare, essere solidali e cercare risposte, concrete e rassicuranti, alla competizione ed ai conflitti. Il Nostro Dirigente, fondatore di Gen.i.a, l’Osservatorio Capuano, volto a rilevare e gestire fenomeni di bullismo e cyberbullismo, dopo aver dato la definizione della prosocialità e degli elementi fondamentali che costituiscono il comportamento prosociale (l’emittente- il ricevente – l’azione- l’ambiente e la situazione – i valori sociali), passa a valutare la funzione estremamente positiva del comportamento prosociale che ha come effetto la collaborazione e la cooperazione, naturalmente, ma può originarsi solo se alla base c’è una disposizione non aggressiva e non egocentrica. Sta agli educatori, quindi, attraverso le buone pratiche didattiche, favorire sia le predisposizioni che le azioni prosociali. E qui l’Autore mette in mostra le sue competenze come insegnante, dirigente e formatore.

quisiama
Fra le buone pratiche didattiche annovera: l’Apprendimento Cooperativo, basato sulla distribuzione dei compiti (Cooperative Learning), che educhi al rispetto reciproco, alla solidarietà e al bene comune; il Service Learning, o Apprendimento in Servizio, volto a promuover una “scuola civica”, nella quale gli apprendimenti, attraverso simulazioni, diventano azioni concrete nei confronti della comunità ; la Peer Education, Educazione tra Pari, che attraverso il mutuo apprendimento, trasforma gli educatori “più grandi” in facilitatori dell’apprendimento attraverso l’esempio concreto e “l’influenza” reciproca.
Il libro rappresenta una risposta concreta per gli educatori ed ha, naturalmente, una “ricaduta” positiva sugli educandi, che diventano protagonisti di un miglioramento considerevole del clima relazionale a scuola e nella società civile.


Anna Migliore

 

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