Gassificatore: risposte ai quesiti posti in una precedente lettera

gassificatoreCari amici di Capuaonline, ho letto con attenzione e piacere le osservazioni sul gassificatore inviate dall'amico Ciro Santoro e da voi pubblicate qualche giorno fa. Provo a dare qualche risposta, per quanto io ed il Circolo di Italia dei Valori, che rappresento, sappiamo sui fatti richiamati dalle osservazioni. Ringrazio per la diffusione che vorrete a questa mia, scusandomi per la lunghezza del testo ma la sinteticità sarebbe stata a discapito della chiarezza.

 

Procedo per punti attenendomi solo a fatti oggettivi evitando di esprimere opinioni su di essi:

(1) il Piano Regionale dei Rifiuti definisce solo delle direttive demandando poi alle Provincie la localizzazione degli impianti a loro assegnati. Nel Piano Regionale, per la provincia di Caserta, è definito un gassificatore da 90.000 t/anno e una serie di criteri da rispettare per la sua localizzazione. Il Comune di Capua ha manifestato il suo interesse e disponibilità, più o meno in concomitanza con il ritiro della disponibilità da parte del Comune di Marcianise, nella primavera dello scorso anno.

La rispondenza e compatibilità del terreno identificato dal Comune di Capua ai criteri del Piano Regionale sono tutti da verificare e, al momento, questo aspetto è solo una "autocertificazione" del Comune di Capua e della Provincia di Caserta. In occasione del recente insediamento del Comitato Civico che dovrà fungere da "supporto al ciclo integrato dei rifiuti" l'Assessore Provinciale all'Ambiente ha espressamente detto che Marcianise è stata scartata perché non rispondeva ai 18 requisiti richiesti mentre Capua risponderebbe a tutti, di questo manca però l'evidenza, che l'Assessore si è impegnata a fornire nelle prossime riunioni con il Comitato Civico e che noi attendiamo con giustificata trepidanza.

 

I più recenti atti del Comune di Capua sulla "localizzazione dell'impianto" sono QUATTRO.

PER PRIMO richiamerei la Delibera di Consiglio n.51 del 24 Novembre 2011. L'allegato-A di quella Delibera contiene il verbale del giorno 23 Novembre 2011, redatto dalla Commissione Comunale per Contenzioso e Patrimonio, con il parere favorevole alla cessione del terreno alla Provincia. Nessuna menzione è fatta sulla destinazione d'uso del terreno; la Commissione si limita a verificare che il terreno è alienabile e quindi esprime la sua approvazione alla vendita. Il suolo è descritto come Località "Molinella", di estensione 36.440 mq., riportato al foglio 13, particella 10 del catasto. Tutto corretto salvo il fatto che sul termine "Molinella" c'è discordanza con quanto espresso dall'Ufficio Tecnico, per il quale al foglio 13 – particella 10 del catasto corrisponde un terreno in Località Maiorisi. Un peccato veniale, un errore di denominazione che proviene da documenti di vecchia data, che però andrebbe verificato e corretto in fretta per non incorrere nella nullità di diversi atti emessi nell'ultimo periodo.

PER SECONDO richiamerei la Delibera di Consiglio n.56 del 20 Dicembre 2011. Con essa viene "preso atto" della documentazione intercorsa tra Comune di Capua e Provincia di Caserta e viene data "valenza di atto di indirizzo" a condurre i successivi rapporti con l'Amministrazione Provinciale e con la Gisec per la realizzazione dell'impianto. Dopo lunga discussione il tutto viene approvato da 12 consiglieri su 16 (contrario Gucchierato, usciti dall'aula durante l'intervallo Chillemi, Del Basso e Frattasi, assente Caruso S.).

GLI ULTIMI DUE ATTI sono relativi alla Convenzione tra Comune di Capua e la Gisec per la cessione del terreno. Il documento viene approvato una prima volta lo scorso 26 Febbraio (Delibera di Giunta n.29) e una seconda volta lo scorso 31 Luglio (Delibera di Giunta n.165). In quest'ultima Delibera è riportato anche l'appuntamento in Provincia per la firma del documento (che avverrà poi il giorno 2 Agosto).

 

SI OSSERVANO DUE PICCOLE STONATURE: il giorno stesso della Delibera di Giunta n.165, il 31 Luglio, poche ore prima della Giunta si è tenuta una seduta di Consiglio Comunale nella quale nessuna menzione s'è fatta né del documento che si stava per approvare né dell'appuntamento per firmarlo, prossimo di due giorni. Eppure il tema gassificatore nelle seduta di Consiglio del 31 Luglio aveva tenuto banco. Va ricordato che in quella seduta di Consiglio non si è riusciti a far esprime i Consiglieri sul tema: infatti la richiesta di pronunciamento proposta dal PDL ha trovato una contro richiesta del Nuovo PSI di pronunciamento del PDL sul pensiero del partito a livello cittadino, provinciale e regionale (con tanto di inversione dell'Ordine del Giorno per far pronunciare prima il PDL e poi i Consiglieri). La seconda incongruenza è che anche il Comitato Civico insediato qualche giorno prima del 31 Luglio, a cui sia il Comune di Capua che la Provincia di Caserta hanno assegnato il compito di seguire la correttezza di tutto l'iter, NON SAPEVA nulla di quanto la Giunta Comunale avrebbe deciso il 31 Luglio né tanto meno dell'appuntamento del 2 Agosto. Ci sembra quanto minimo strano che chi deve seguire la correttezza di un iter non venga messo al corrente di una tappa così importante dell'iter stesso.

E' mio parere che ce ne sarebbe abbastanza per rilevare inosservanze dei principi di democrazia partecipata e di trasparenza non proprio minori, ma chiudo con qualche ulteriore riflessione sulla partecipazione dei cittadini alle decisioni. Dopo mesi di attesa lo scorso 8 Maggio si è tenuta (in "seconda convocazione" dopo il rinvio del 23 Aprile) la seduta del Consiglio Comunale aperto. In quella sede ad ogni cittadino, privato o espressione di associazione o partito non rappresentato in Consiglio, era data facoltà di intervenire per 5 minuti più 5 minuti di replica, mentre i Consiglieri, che già intervengono nei Consigli standard, avevano a disposizione 30 minuti più altrettanti per i diritti di repliche. Questo ha reso la seduta interminabile e partecipata dal pubblico meno del dovuto. La seduta non aveva poteri decisionali o di esprimersi con votazioni e nemmeno si potevano mettere agli atti documenti o richieste. L'unica facoltà era di indirizzare al Sindaco delle richieste attraverso il Protocollo del Comune.

 

Il Circolo Idv di Capua aveva già seguito questa strada e già il 23 Aprile aveva protocollato QUATTRO LETTERE all'attenzione del Sindaco. I temi delle Lettere sono: (1) adozione a Capua della "Strategia Rifiuti Zero entro il 2020"; (2) annullamento della delibera di Consiglio n.51 (che ha disposto l'alienazione del terreno da cedere alla Provincia), della delibera di Consiglio n.56 (che ha disposto l'atto di indirizzo per i successivi rapporti da intrattenersi con l'Amministrazione Provinciale e/o la società provinciale Gisec), della delibera di Giunta n.29 (che ha approvato lo Schema di Convenzione tra Comune e Gisec); (3) richiesta di moratoria per le centrali di produzione di energia elettrica da biomassa; (4) richiesta di ricevere evidenza dei risultati delle analisi effettuate sulle acque del laghetto in Località Purgatorio.

Al momento non abbiamo ancora ricevuto un riscontro scritto sui QUATTRO TEMI, né essi sono stati mai dibattuti nei successivi Consigli Comunali. Torneremo presto a dare diffusione a questi fatti e a sollecitare una RISPOSTA SCRITTA, al Sindaco e ai Consiglieri direttamente e tramite le autorità di livello superiore.

Nicola Scalera

 

    LA RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO (CAPUAONLINE)


Carissimo Signor Scalera, La ringraziamo per le risposte che ha fornito agli interrogativi del Signor Santoro. Ribadiamo la nostra contrarietà alla realizzazione di un gassificatore in un territorio già fortemente inquinato. Gli impianti non eliminano le discariche perché producono scarti solidi e ceneri, che poi verranno smaltiti in discariche speciali. Considerando, poi, che la percentuale di rifiuti differenziati nella Provincia di Caserta è ancora bassa e che stenta a decollare, un impianto di 90.000 t./anno non riuscirà a trattare tutti i rifiuti prodotti sull'intero territorio provinciale. Il termine "eliminazione", utilizzato da chi ha deciso di costruire il gassificatore, è improprio, al massimo si può parlare di riduzione delle discariche. Pensate che persino in Veneto, in cui le percentuali di differenziata regionale superano il 65%, ci sono le discariche, nonostante anche lì esistano degli impianti di incenerimento.

Quello dell'eliminazione delle discariche è uno spot come quelli che faceva Silvio Berlusconi sul miracolo economico italiano nel 1994. Oggi siamo nel 2012 e lo stiamo vedendo il miracolo economico italiano. Aggiungiamo che il gassificatore non è un impianto ad impatto ambientale zero, tanto è vero che le normative impongono dei controlli continui alle emissioni di inquinanti nell'aria che producono questi impianti. Continuiamo ad essere convinti che altre soluzioni, ad impatto ambientale molto più basso del gassificatore (perché non esiste nulla ad impatto ambientale zero), possono risultare molto più vantaggiose per la nostra città e per la salute dei cittadini. Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline

 

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