Opere pubbliche e tradizioni locali: le opinioni di un cittadino

piazza dei giudici1Egregio Direttore, da molto tempo sento in giro che per rivitalizzare l'attività turistica e commerciale della nostra città occorrerebbe ripristinare le vecchie tradizioni. Effettivamente le fiere di una volta, quelle di quando io ero ragazzo - la fiera di San Lazzaro per esempio ed ancora la fiera di Santo Stefano ed altre minori - sono andate progressivamente scomparendo dal calendario delle manifestazioni organizzate nella nostra città. Probabilmente in molti rimpiangono gli anni in cui si svolgevano tali manifestazioni che, oltre ad essere interessanti anche dal punto di vista dell'innovazione dei macchinari agricoli, costituivano anche un appuntamento importante per la zootecnia e per i molti operatori economici del settore provenienti dall'intero territorio provinciale e da buona parte d'Italia; un'imperdibile occasione per intrattenere e sviluppare rapporti di collaborazione economica. Anche il Carnevale di Capua, intorno al quale annualmente si sono sviluppate le più feroci critiche da parte dei tanti cittadini, passivi spettatori del costante declino di questa importante manifestazione culturale locale, ha raggiunto, con l'ultima edizione, il livello più basso che a memoria d'uomo si possa ricordare, poco meno di una festa rionale. Lo sconforto dei cittadini è palpabile, i commercianti e gli operatori economici sono in quotidiana ritirata ed assistono ad un'amministrazione locale che si dimostra incapace di proporre idonee soluzioni in grado di invertire la tendenza o almeno di tamponare la fase negativa.


In effetti l'amministrazione comunale è intenta solo ad autocelebrare le presunte quanto incompiute opere mai ultimate. Il parcheggio di Piazza Umberto I, più volte inaugurato e mai ultimato, è l'emblema di questa amministrazione, così come la passeggiata sulla Riviera, inaugurata e non ultimata; il recupero del capannone ex TPN ecc. mai ultimato; l'eliminazione della barriera "tipo New Jersey", quella in genere utilizzata per delimitare provvisoriamente, in situazioni di emergenza, un'area di cantiere, installata da Porta Napoli a Piazza Umberto I è considerata dai nostri amministratori "arredo urbano" da non rimuovere e di cui son fieri. A Capua sembra vivere in un cantiere perenne, dove le opere da realizzare su terreno comunale o su proprietà comunali e/o finanziate con i soldi dei cittadini, non terminano mai. In tale situazione è difficile prevedere che si possa avviare nella nostra città una seria politica capace di trattenere i tanti che la frequentano (alunni delle scuole superiori, militari del Centro Addestramento Volontari e loro familiari) che, invece, appena possono, così come i capuani stessi, raggiungono volentieri, anche per poche ore, le città limitrofe meglio organizzate. Mi associo pertanto, a quanti ritengono che recuperando le antiche tradizioni cittadine sia possibile salvare Capua dal declino totale a cui appare irrimediabilmente condannata. Tra le tante tradizioni che doverosamente occorrerebbe riprendere, mi sembra che appaia più urgente, per il bene della città, ripristinare la tradizione della "mappinata". Di sicuro praticare tale tradizione non salverebbe la nostra città dal declino a cui è stata per sempre condannata, ma sarebbe, certamente, "la missione" dei cittadini stanchi ed esasperati verso i responsabili dello scempio quotidiano a cui sono costretti ad assistere.


Carlo Salerno


RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO


Carissimo Signor Salerno, purtroppo riportare la città di Capua agli antichi splendori è un'impresa assai difficile considerando quante amministrazioni ci hanno provato senza riuscirci, se non temporaneamente. A nostro parere le ragioni sono da ricercare nel contesto socio-economico e culturale in cui è sita la nostra città: siamo nel Sud dell'Italia dove ci sono tassi gravissime problematiche ostative alla realizzazione di progetti ed opere pubbliche. Francamente non so se le città limitrofe siano messe veramente meglio di Capua, perché quando si il come si suol dire "il giardino del vicino è sempre più verde". Da quel che vediamo le problematiche che affliggono Capua, ovviamente con delle differenze da settore a settore, riguardano anche le altre città della nostra provincia. Servirebbe una lunghissima e costante rieducazione della cittadinanza per avere dei cambiamenti veramente significativi e duraturi. Altrimenti, caro Signor Salerno, possiamo interrogarci e discuterne, ed è opportuno farlo, ma difficilmente vedremo trasformazioni eclatanti. In merito al ripristino delle fiere e delle manifestazioni tradizionali conveniamo con Lei che sarebbe opportuno che l'Amministrazione comunale e le associazioni si adoperassero per ripristinarle. Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline

Per contatti scrivi a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Banner
Banner
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Seguici su ...

facebook logogoogle+ logotwitter logoyoutube logo
Banner

Webcam Capua

Vista sul Lungo fiume Volturno

Vista Sud-Est

Newsletters










Articoli archiviati

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Capuaonline.com utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza sul sito. I Cookie essenziali impiegati per il funzionamento del sito sono stati già impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra policy sulla privacy .

Accetto i cookie da questo sito.