Carnevale di Capua: un cittadino chiede che non sia abolita una delle tradizioni più importanti della città...

Cara Redazione di Capuaonline, prima di iniziare ad esprimere qualsiasi idea, premetto che, pur vivendo, per motivi di studio, lontano dalla mia amata città, non ho mai smesso di chiedere, assiduamente, informazioni su ciò che accadesse. Ora, dopo questa breve ma necessaria premessa, credo sia giusto iniziare. Sono tremendamente indignato per ciò che sta accadendo alla mia città. Prima si è definitivamente accantonata la cultura, peculiarità troppo spesso dimenticata di Capua; poi si è "vociferato" di un gassificatore che, a qualche miserrimo aspetto positivo, contrappone tantissimi aspetti negativi e ora, ahimè, il carnevale. Mi pare innegabile che le ultime edizioni del NOSTRO carnevale non siano state all'altezza dei fastosi carnevali del passato ma, questo, non mi pare il luogo adatto per esaminare il perché di questo sfacelo. Il reale problema, in questo momento, è che mai nessun sindaco, al di là del colore politico e delle difficoltà economiche, aveva pensato di eliminarlo.
Sono il primo ad ammettere che, anche a livello nazionale, siamo dinanzi ad un momento critico e decisivo per il nostro futuro, ma il carnevale è la tradizione più sentita che abbiamo. Tutti i capuani lo aspettano con ansia e, appena finita un'edizione, iniziano immediatamente a fantasticare su quella successiva. Da più di cento anni, ormai, il nostro carnevale riesce ad attirare persone da ogni posto, riesce a far dimenticare problemi (quindi proprio ora ce ne sarebbe bisogno) e a sostituirli con una grassa risata; riesce ad unire giovani ed anziani, e, più di qualsiasi altra festa, è riuscita a radicare l'identità capuana! Si può accettare un'edizione più modesta, ma non l'eliminazione del carnevale. Nonostante ciò, sono sicuro che i miei creativi concittadini sapranno, anche in questo momento, dar sfoggio della loro fantasia, salvando così una delle più nobili tradizioni della nostra città. Salvare le tradizioni non significa essere "ultraconservatori", bensì essere consapevoli che un albero, senza le sue radici, è destinato ad essere spazzato via!

Giovanni Valletta


LA RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO (CAPUAONLINE)


Carissimo Signor Valletta, quello che sta accadendo a Capua è la logica conseguenza di una gestione "allegra" delle finanze comunali per oltre un ventennio. Quasi tutti i Comuni italiani sono indebitati, però pochi sono quelli che si avvicinano o addirittura arrivano al dissesto finanziario. Purtroppo il Comune di Capua è molto vicino al dissesto finanziario ed è ovvio che chi amministra oggi avrebbe dovuto evitare che si giungesse fino a questo punto. Negli ultimi mesi si sono verificati numerosi avvenimenti che hanno delineato la gravità della situazione: distacco del telefono di alcune Scuole elementari e del Comando di Polizia municipale per il mancato pagamento delle bollette; ripetute astensioni dal lavoro dei dipendenti dell'Ecological Service per la mancata corresponsione degli stipendi a causa dei mancati pagamenti del Comune nei confronti della ditta; l'annuncio ufficiale del mancato svolgimento della più importante manifestazione cittadina, il Carnevale.
Però ci risulta che, su iniziativa dell'amico Franco Fierro, alcuni cittadini capuani si sono attivati per raccogliere contributi ed organizzare comunque un'edizione del Carnevale. Ci sono già state le adesioni del giornalista Erennio De Vita, del cantante Tonino Migliore e della Sound & Light. Noi ovviamente auspichiamo che, col tempo, si possa rilanciare questa centenaria tradizione, riportandola ai fasti di una volta.

Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline

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