Ricci risponde alle crtiche del cittadino su Piano regolatore e opere pubbliche

riviera casilinoGentile Direttore, sono sorpreso dalle frasi scritte dal nostro concittadino COSSENTINO. Questo signore sembra citare frasi a me sconosciute o quantomeno distorcerne completamente il significato.

Innanzitutto non ho mai scritto che il piano regolatore serve solo a fare cassa: il piano regolatore manca vergognosamente in questa città da 40 anni ed è dovere di un amministrazione consegnare questo strumento urbanistico alla cittadinanza. Il sig. COSSENTINO ha una visione superficiale, per non dire riduttiva, del significato di piano regolatore; attraverso il piano regolatore, illustre concittadino, si programma e si disegna il futuro di una città, elevandone potenzialità e caratteristiche propedeutiche allo sviluppo economico, industriale, occupazionale, culturale e demografico di un territorio.

Piano regolatore significa pianificare l'insediamento di strutture ricettive, di strutture scolastiche, di aree industriali, di aree parco, di standard urbanistici, di strutture sportive, di nuove strade, di valorizzazione del centro storico, del terziario attraverso la realizzazioni di uffici e strutture commerciali, di completare aree già urbanizzate con un edilizia bassa e di qualità che rispetti le nuove normative ambientali e che punti all'eco-sostenibilità. Piano regolatore significa mettere in moto un'intera economia, oggi completamente messa in ginocchio dalla crisi; significa non far più migrare le giovani coppie o i nostri concittadini verso le terre dei comuni limitrofi per cercarsi un abitazione con fitti o prezzi più accessibili, visto che quelli capuani per la mancanza di nuove abitazioni sono altissimi.

 

Credo, Signor COSSENTINO, che Lei il piano regolatore che stiamo approvando non l'abbia mai letto né visionato, altrimenti non darebbe un significato anni '80 ad un progetto così importante per il futuro della nostra città. Come vede noi non pettiniamo le bambole, ma programmiamo, progettiamo e diamo indirizzi che per 40 anni nessuno è riuscito a dare. Poi, i palazzi del centro storico si svuotano perché le nuove generazioni preferiscono acquistare o fittare appartamenti nelle periferie, dove trovano abitazioni moderne, di recente costruzione e con più comfort: come ascensori, garage ed altro, ma ciò sta avvenendo in tutti i centri storici di quasi tutte le città. Poi il 90% dei palazzi del centro storico sono di proprietà privata; dovrebbero pensarci i proprietari a renderli efficienti e più confortevoli da abbattere la concorrenza delle periferie. Lei, Signor COSSENTINO, addirittura afferma che nuove opere ledono l'immagine della nostra Capua; penso che abbia dovuto usare tutta la sua antipatia nei nostri confronti per dire questte assurdità. Sono un buono e sono certo che il suo problema è quello di non conoscere i fatti, come per il piano regolatore.

Per quanto concerne le opere pubbliche, che Lei critica aspramente, le esaminerò una ad una.

Parcheggio multipiano: parte da un'idea progetto dell'amministrazione Pasca e noi abbiamo trovato dopo di loro tante lamiere, una grossa buca e un contenzioso con la ditta aggiudicataria. Ebbene, abbiamo risolto il contenzioso, abbiamo fatto una nuova gara, sono ripartiti i lavori, la buca è diventata parcheggio e oggi circa 200 auto, tra insegnanti, personale ospedaliero e persone provenienti da paesi limitrofi, per usufruire dei servizi sanitari, parcheggiano lì. Bisognerà ultimare la piazza e l'opera sarà finita; mi scusi ma dove sta il male?

 

Ex capannone TPN: il recupero del capannone fa parte di un intero progetto che ha già visto il restyling del l'intero quartiere popolare di Largo G.Amico, della piazzetta di Largo Porta Napoli, di via Napoli (fontana circcopn la sostituzione dell'amianto con i pannelli fotovoltaici. Ora si stanno ultimando i lavori per farne un auditorium: lavori fermati per pratiche tecniche burocratiche, ma che saranno ultimati per l'estate. Mi scusi, questi sono fatti non parole; vada a Largo G.Amico e vedrà un quartiere completamente rifatto e che prima di noi era stato abbandonato da oltre 20 anni.

La Riviera Casilino: erano 30 anni che nessuno ci metteva mano e ora l'abbiamo completamente rifatta: dall'impiantistica, alla pavimentazione, all'arredo. I lavori finiranno da qui a un mese, tempo permettendo e contestualmente alla Riviera abbiamo effettuato il restyling di strade del centro storico completamente impraticabili (veda via Ettore Fieramosca, via Principi Normanni e altre che vedranno altri interventi di ripavimentazione e non mi sembra che non si pensi al centro storico). Tra questo intervento, quello delle aree parcheggio e della Piazza Medaglie d'Oro, ci abbiamo speso oltre 6mln di euro.

Il Ponte Nuovo: la somma della Regione è minima rispetto a quella che è la reale problematica della struttura e per non sbagliare l'intervento abbiamo affidato all'università la progettazione. Su questo ha ragione, i tempi sono al momento un po' esagerati per una progettazione, ma comunque abbiamo messo in moto la soluzione.

Strutture sportive rione Madonna delle Grazie: partirà in via Parisi a giorni un appalto-concessione che vedrà la realizzazione di un bellissimo complesso sportivo nell'area della struttura geodetica (campo di calcetto coperto con riscaldamento, campo di calciotto scoperto in erba sintetica, 2 campi da beach volley, area giochi per bambini e due campi da bocce). La piscina comunale è in via di sblocco, il palazzetto è funzionante e l'altro centrale andrà a breve in appalto e garantirà la fruizione di altri servizi sportivi.

 

Isola ecologica: stiamo per acquistare le presse, i cassoni e le bilance e partirà per i principi di Aprile. I progetti si fanno a lotti, quando i fondi che li finanziano non riescono a finanziare l'intero importo; ecco perché a volte delle opere possono apparire incompiute. Mi creda, però, di sola apparenza si tratta, perché su quanto da me scritto ci metta la firma, in quanto la faccia ce la metto sempre, sia sulle cose buone che su quelle cattive.

Come vede, Signor COSSENTINO, le cose fatte sono tante e quelle da Lei evidenziate rappresentano un decimo di tutto ciò che abbiamo già realizzato. Chissà perché è così diffusa questa cattiva abitudine di guardare sempre e solo la parte grigia e mai raccontare invece quella colorata. Una strana abitudine di noi italiani, che evidenziamo sempre la parte meno bella di un Paese così straordinario. La ringrazio per la collaborazione.

Marco Ricci

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