Terra dei fuochi e rifiuti tossici interrati: il grido di dolore di un nostro lettore

Rifiuti tossiciGentile Redazione, ho scritto questa risposta di botto, con cuore triste e mente sveglia. Vi ringrazio per aver pubblicato la mia opinione sulla questione "Terra dei fuochi", perché amo la mia terra e non vorrei mai andar via da essa.

In risposta a Vincenzo Paternuosto quando scrive: "Non ce ne frega nulla della mancanza di soldi e dei patti di stabilità, siamo in emergenza ed abbiamo bisogno di misure di emergenza e di interventi straordinari", dico che bisognerebbe fermare ora è da subito i roghi; effettuare i controlli della filiera agricola e zootecnica; operare la messa in sicurezza e la bonifica dei siti inquinati. Tutto logico, chiaro, lampante, un ragionamento normale.

 

Fermare subito i roghi tossici. Chi deve fermare i roghi? Le autorità competenti, ovviamente. Bene, ma se proprio queste non sono riuscite ad impedire che la situazione degenerasse, Lei crede che riusciranno a fermare i roghi? I roghi si fermeranno quando chi li procura - spesso sono persone che abitano in quel territorio; paradossalmente potrebbe essere anche il suo vicino di casa, che poi viene da Lei e si lamenta che il fumo ci uccide e dice che bisogna fare qualcosa, ma dentro sa che lo ha fatto per sbarcare il lunario - viene fermato grazie alla mobilitazione della popolazione residente. Questo è un monito lanciato allo Stato, a volte assolutamente assente [...], rispetto alla protezione della vita di alcuni milioni di cittadini, perché questi ultimi hanno capito che non è possibile rimanere a casa fiduciosi ed attendere che tutto ritorni alla normalità – consideri che finora gli uomini delle Istituzioni, che vivono sullo stesso territorio, non sono riusciti a fermare il fenomeno dei roghi tossici – ma è necessario attivarsi.

 

Controlli della filiera agricola e zootecnica. Come avvengono i controlli? Quali sono i parametri oltre i quali bisogna fermare colture e allevamenti? Sono quelli definiti per legge? Chi li ha decisi? E come fanno i cittadini a fidarsi, visto che gli stessi controllori non hanno mai realmente controllato? La verità è che troppi terreni agricoli e allevamenti andrebbero fermati, aprendo una vertenza per indennizzare economicamente gli addetti, ma lo Stato non se lo può permettere [...].

Messa in sicurezza e bonifica dei siti inquinati. La messa in sicurezza è in effetti una recinzione recante un cartello con su scritto "Area Pericolosa", con tanto di segnale di pericolo biologico. Tutto qui.

Forse dal lontano 1997 i politici già sapevano ciò che accadeva in Campania sulla questione dei rifiuti tossici interrati, sulle bonifiche e sullo smaltimento delle ecoballe, ma poco o nulla hanno fatto per cambiare le cose. Adesso crede che lo faranno? Tutti i segnali che arrivano sono nella direzione opposta! Anche se a parole dicono che faranno, concretamente cosa succederà? Sicuramente chiederanno un aumento della spesa sanitaria, perché le percentuali di tumori in Campania sono superiori alla media nazionale. [...].

 

Sulla questione delle ecoballe - immaginando di vivere in uno Stato normale - se domani mattina partisse lo smaltimento ci vorrebbero almeno 80 anni per completarlo. Se poi, come si è orientati, si volessero riaprirle per recuperare qualcosa, allora ci vorrebbero almeno 160 anni. Nel frattempo la popolazione continuerebbe ad ammalarsi, a morire di tumore e [...].

Ammettiamo che il ragionamento di cui sopra fosse completamente sbagliato e fuorviante: i roghi si fermassero; i terreni agricoli più inquinati venissero inibiti alla produzione; i controlli sulla filiera agroalimentare e zootecnica avvenissero puntuali e severi; le ecoballe venissero smaltite in pochi anni; le vecchie discariche fossero bonificate a norma; a quel punto rimarrebbe da bonificare tutto quello che è stato interrato e nascosto. Normalmente una bonifica di tale portata comporterebbe la rimozione e il trattamento in impianti specializzati e se il volume da trattare fosse, con stime approssimative, pari all'1% del territorio regionale - così come dichiara il presidente Caldoro, ovvero pari 135,9 kmq - con una media di scavo di soli 10 metri di profondità, fate un po' i conti della cubatura da trattare. E' una stima destinata a crescere in futuro.

 

Comunque se iniziassero domani mattina, e ammesso che ci fossero anche i soldi per farlo, quanti anni passerebbero? E dove sarebbero gli impianti per lo smaltimento e con quali attrezzature meccaniche si potrebbero rimuovere i terreni inquinati? Nel frattempo le falde inquinate non dovrebbero più essere utilizzate fino alla totale rimozione totale degli inquinanti che comunque, in un modo o in un altro, arriverebbero al mare ed entrerebbero (lo sono già) nella catena alimentare marina. A quel punto i litorali dovrebbero essere banditi dalla presenza umana e recintati. Le popolazioni che vivessero a contatto diretto con tali siti dovrebbero essere allontanate per evitare che durante bonifica aumenterebbero i livelli di esposizione. Per allora ci sarebbe ancora una popolazione? E dopo tutte queste ipotesi mi domando: che fare veramente?

 

I roghi forse si fermeranno in un modo o nell'altro e le Autorità tranquillizzeranno la popolazione con la solita solfa - è tutto sotto controllo - e la gente gli crederà, continuerà in silenzio a morire, a votare per gli stessi e il problema scomparirà dai giornali; di turisti se ne vedranno pochi; le fabbriche inquinanti saranno chiuse per fare un favore ad altri Paesi europei; l'insalata la compreremo dall'Egitto e dal Marocco. E con quali soldi la popolazione acquisterà questi prodotti se l'intero apparato industriale e agricolo sarà ridotto al lumicino?

Il Regno delle Due Sicilie, tra i più prosperi e ricchi d'Europa, è stato annientato e forse ci hanno aiutato a distruggerlo con le nostre stesse mani. Ci siamo avvelenati, violentati, ammazzati e abbiamo rinunciato alla dignità per un po' di denaro. Solo un po', perché la parte grossa se la sono mangiata lontano da qui e continueranno a farlo, mentre i nostri politici [...].

 

P.S.

Dove abito avevamo lo stesso problema dei roghi, ma per nostra fortuna avevamo uomini dello Stato che, controllando il territorio, sono riusciti a bloccare il fenomeno. Almeno questo! Anche se abbiamo le nostre discariche nascoste o palesi, i problemi di inquinamento delle falde e dei terreni, con numerosi casi di tumore, e una popolazione quasi interamente rassegnata alla sua sorte. Chi ha la possibilità di andarsene lo fa e le proteste, che provengono da una minima parte della popolazione, che non si vuole rassegnare, sono ormai delle "grida in un deserto di anime dannate". Seguendo il motto "stong buon io e chi se ne fotte degli altri" siamo finiti tutti nella merda. L'auto-organizzazione popolare può fermare i roghi. http://blog.libero.it/terrapagana/view.php?nocache=1383901501

 

Ferraioli Domenico

 

RISPOSTA Di VINCENZO PATERNUOSTO

 

Caro Signor Ferraioli, non ci deve ringraziare perché questa vicenda riguarda tutti. Ci perdonerà se abbiamo tagliato delle parti della Sua lettera, ma non potevamo fare diversamente. Auspichiamo, comunque, che la civile protesta popolare non si spenga mai e che la situazione in futuro possa veramente migliorare. Come più volte ha detto Papa Francesco: "Nessuno può ucciderci la speranza"; fra l'altro ci risulta che il Pontefice ci sia molto vicino in questa battaglia per la vita e che in un'occasione abbia persino detto di non arrendersi e di continuare a lottare per la vita e per il futuro. Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline


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