Capua: una cittadina analizza potenzialità e degrado

museo provinciale campanoSalve Redazione, non so a chi materialmente sarà rivolta la mia e-mail, ma chiunque si trovi dall'altro lato dello schermo mi auguro sia in grado di capire il perchè di questo mio "sfogo". Sono una cittadina capuana da ormai 25 anni. Ho vissuto qualche tempo fuori, ma a causa di eventi non gestibili sono tornata a casa dalla mia famiglia. Adoro la mia cittadina; la trovo di una bellezza fuori dal comune ma nel contempo ho il cuore infranto. Non mi capacito del perché una così bella città, con un valore storico intrinseco in ogni pietra che la compone, deve essere lasciata morire in questo modo. La mia attenzione però è rivolta non solo alle strade in totale dissesto o ai continui lavori di ristrutturazione che vengono iniziati e mai portati a termine; no, stavolta la mia attenzione è rivolta alla nostra, e dico nostra perché io cosi la sento, fu splendida Villa comunale. Perché mai deve restare in quello stato? Ho pubblicato dei video sulla mia pagina facebook in cui traspare il reale stato di abbandono della Villa, dalla quale adesso è possibile accedere attraverso un buco di circa 5 metri nella recinzione laterale che affaccia sull'istituto S.Pizzi.


So che la mia improvvisa manifestazione potrebbe essere interpretata come un improvviso senso di coscienza mai sentito prima; beh meglio tardi che mai! Forse da ignorante credo che sistemando un po' di cose Capua potrebbe attirare molti più turisti di quelli che già abbiamo, se solo creassimo le condizioni giuste (l'apertura del Museo e delle chiese), che forse chissà potrebbero creare anche dei posti di lavoro per i giovani. E non ditemi che il Comune è in dissesto, anche perché per allestire pubblici teatrini sotto forma di dibattiti pubblici il denaro non manca. Quello che mi dispiace è la totale mancanza di senso civico che sembra farla da padrone. Organizziamo una sorta di attività di volontariato che ci permetta di tutelare tutte le cose belle che abbiamo la fortuna di possedere, iniziando da prima con una sensibilizzazione che porti tutti i capuani (in quanto la nostra città solo da noi non sembra amata) ad apprezzare quello che ci circonda. Non voglio cadere nell'ovvio, né pretendere cose impossibili. Vorrei solo uscire, guardarmi attorno e pensare: che bella la mia città e come siamo in grado di prendercene cura. Nella speranza che questo mio pensiero possa trovare un po' di sostegno e far sì che ci siano altri punti di domanda ai quali si spera di trovare una risposta, saluto cordialmente. Sono solo una cittadina che vede le potenzialità non sfruttate del posto in cui è nata.

Michela Giordano

 

RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO (CAPUAONLINE)

 

Gentile Signora Giordano, il Suo sfogo è legittimo e comprensibile. Come Lei ben dice nella lettera, il senso civico è davvero poco e forse molti non si rendono nemmeno più conto delle brutture in cui viviamo. Purtroppo anche al brutto ci si abitua e ci si convince che così bisogna vivere. Basta uscire da certe realtà degradate del Sud Italia per apprezzare la notevole differenza di qualità di vita. Come più volte abbiamo scritto, alla lunga il brutto finisce per influenzare gli stati d'animo di coloro che vivono in quelle realtà e quindi per peggiorare la qualità di vita. Ma quanti capuani sono veramente in grado di comprendere questo e di cambiare il proprio modo di pensare e di vivere per contribuire a migliorare l'aspetto della propria città e della propria vita? Per far questo, cara Signora, ci vuole consapevolezza e desiderio di cambiamento. Ci spiace dirlo, ma noi queste caratteristiche nella maggioranza dei capuani non le vediamo. Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline

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