Delusione e sfiducia verso la classe politica: un cittadino che non vuole andare a votare

urnaCara Redazione, leggo che già ci sono previsioni su chi vincerà e chi perderà le prossime elezioni politiche, ma a me sembra che i perdenti saremo sempre noi. Sono oltre sessanta anni che assistiamo alle promesse di cambiamento di millantatori che hanno spinto l'Italia sull'orlo del baratro. Oggi come oggi, con la grave crisi economica in atto, questi politici dovrebbero riflettere e fare qualcosa di concreto. Pensate se ogni onorevole rinunciasse ogni mese a 1000 euro del proprio stipendio. Con 630 deputati e 315 senatori ogni mese si disporrebbe di 945.000 euro, con cui si potrebbero pagare gli stipendi a circa 500 operai di una qualsiasi fabbrica italiana, compresi i contributi previdenziali. E se rinunciassero a 6000 euro al mese si potrebbero pagare stipendi a sei intere fabbriche con circa 3000 dipendenti. Queste persone non hanno nemmeno il pudore di rinunziare ai propri privilegi, invece noi siamo costretti a pagare tasse spropositate. Se sono loro i più privilegiati d'Italia perché noi dovremmo continuare a votarli? Vengono eletti, senza alcuno sforzo, perché inseriti in una lista al posto giusto. Aspettano i nostri voti per sedersi su quella poltrona, che poi consentirà loro di percepire uno stipendio di 12.000 euro più rimborsi, e alla fine della legislatura se non rieletti ricevono anche la liquidazione e una pensione minima di 3000/3500 euro. Noi italiani dovremmo essere compatti e non votare più nessuno, ma non per mancanza di rispetto alla Costituzione, ma per il mancato rispetto di questi nostri rappresentanti politici nei confronti del Paese e del popolo intero.

 

LA RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO (CAPUAONLINE)

 

Caro Cittadino, la Sua rabbia verso questa classe politica purtroppo dimostratasi "inetta" è più che giustificata. Come Lei ben dice, gli attuali parlamentari e governanti hanno saputo solo tagliare indiscriminatamente e aumentare le tasse, chiedendo sacrifici agli italiani ma non sapendo rinunciare a nessuno dei propri privilegi. Il Governo dimissionario ha persino incaricato una commissione ad hoc per equiparare lo stipendio dei nostri parlamentari alla media di quello degli altri parlamentari europei, ma poi non se n'è fatto nulla. I partiti, che sono i principali responsabili della grave crisi economica del nostro Paese (perché in Italia la crisi è molto più grave che altrove), mandano i loro leader in Tv per fare tante promesse che non potranno essere manetnute. Non possiamo più essere così "stupidi" da credere ancora alle promesse di chi ci ha portato in questa situazione. Caro cittadino, però noi non pensiamo che la "soluzione" sia quella di disertare le urne il prossimo 24 febbraio, ma invece riteniamo che si debba provare a concedere fiducia alle nuove proposte politiche e ai nuovi volti che si affacciano sulla scena. Decidere di non scegliere per protestare è sbagliato, perché è una rinuncia che non serve a far cambiare le cose. Preciso che in questa risposta ho espresso la mia personale opinione. Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline

 

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