Il consigliere comunale con delega all'ambiente Marco Ricci spiega le ragioni della sua scelta. La nostra risposta...

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IL CONSIGLIERE CON DELEGA ALL'AMBIENTE MARCO RICCI SPIEGA LE RAGIONI DELLA SUA SCELTA.

LA NOSTRA RISPOSTA...


 

Oggetto:"Opinioni"

(22 Gennaio 2012)

Amici di Capuaonline, ultimamente in questa città va di moda allarmare la cittadinanza: così per il gassificatore che uccide, che produce CANCRO e ammazza i bambini; come se tutti i nostri concittadini e familiari morti per tumori lo hanno preso dal GASSIFICATORE che si doveva ancora costruire; come se gli olandesi che prendono i rifiuti di Napoli sono i pazzi e fessi e i napoletani con il loro sindaco, che imbarca rifiuti sulle navi offrendo crociere alla monnezza a carico dei cittadini, sono i furbi; così come è strano l'alto numero di cittadini campani malati di cancro nelle liste di attesa presso l'istituto dei tumori di Veronesi a Milano rispetto a un numero inferiore di cittadini lombardi dove vi sono i termovalorizzatori. Andiamo avanti con le discariche e con la filosofia '”dappertutto tranne che a casa mia” che faremo molta strada, così come ne abbiamo fatta in 15 anni circondandoci di 70milioni di tonnellate di immondizia. L'insalata è più buona, le falde acquifere più sane, le coltivazioni garantite e la filiera alimentare di ottima qualità. D'altronde il percolato se non lo vedo non mi fa male: questa è la cultura del no! Non volevo parlare di questo argomento; ne parleranno dei professori universitari e medici nel convegno che faremo al Ricciardi. La percentuale di raccolta differenziata per l'anno 2010 prevista dalla legge era il 35% e il Comune di Capua l'ha raggiunta e superata. Per l'anno 2011 è prevista una media del 50% e il Comune di Capua come media per 12mesi ha riportato una percentuale del 46% (pur superandola in tanti mesi), che per un Comune grande come il nostro è una signora percentuale. Ma non vedo però le pesanti sanzioni che devono cadere sulla testa del popolo capuano: dove sono scritte queste sanzioni? Vi spiego. La tariffa per lo smaltimento rifiuti, così come stabilito dalla Provincia, era di 150 euro a tonnellata. Per incentivare i Comuni alla raccolta differenziata si riconoscevano delle premialità a chi rispettava le percentuali previste dalla legge, facendo risparmiare appunto sulla tariffa smaltimento, come è avvenuto nel 2010 in cui, avendo raggiunto il 35%, abbiamo anche diminuito la tariffa TARSU. Ora che nel 2011 non abbiamo raggiunto il 50% non cade sulle nostre teste alcuna sciagura. Infatti la regione Campania nell'approvare il piano dei rifiuti ha stabilito anche le nuove tariffe di smaltimento e quelle sono per tutti. Vi posso assicurare che i comuni della Campania che hanno superato il 50% sono davvero pochissimi, soprattutto quelli che superano i 15mila abitanti. Il servizio funziona; sono i cittadini di alcune zone della città che sono ancora svogliati. Sono certo che, con le 35 guardie ambientali e l'isola ecologica in costruzione, quest'anno supereremo il 65%, piazzandoci tra i primi comuni d'Italia. Il gassificatore permette il risanamento ambientale del nostro territorio, perché eviterà che in futuro sulla testa dei nostri figli non cadrà mai più un altro ciclo di emergenza rifiuti e l'apertura di altre discariche nella nostra città. Vi rammento che quando mi insediai nel 2006 trovai; lo zuccherificio zeppo di monnezza; il Frascale zeppo di monnezza; la città zeppa di rifiuti; le nostre campagne zeppe di monnezza; il Volturno inquinato da decenni dalle nostre fogne pubbliche; l'amianto sulle scuole e sugli edifici pubblici. Amici concittadini, a parte il Frascale, che non è di nostra competenza, tutto il resto non c'è più. Ho eliminato tutto! Questo per sottolineare che amo così tanto la mia città che il gassificatore rappresenta l'unica certezza che possa impedire ad altri amministratori scellerati di ridurre la nostra città a una pattumiera, così come hanno fatto i miei predecessori. E chissà come faranno i futuri ad affrontare le prossime emergenze rifiuti! Sì, le prossime emergenze rifiuti, perché se non si faranno gli impianti saremo condannati a rivivere con i nostri figli il film degli ultimi 10anni. Notte.

Marco Ricci

 


LA RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO (CAPUAONLINE)

 

Oggetto:"Opinioni"

(25 Gennaio 2012)

Carissimo Consigliere con delega all'ambiente Marco Ricci, gli esperti che abbiamo interpellato pensano che l'aumento smisurato delle patologie tumorali in Capua, in Provincia di Caserta e in Campania sia determinato più dall'interramento e dalla combustione, per oltre un ventennio, in terreni privati e in discariche lecite e illecite di rifiuti tossici e industriali, che hanno avvelenato le falde acquifere, i terreni, l'aria e l'intera catena alimentare, che dai rifiuti solidi urbani. Sinceramente non ci piace affatto inoltrarci in un ragionamento che si basa sull'eventuale male minore; che poi è tutto da dimostrare che gli inceneritori abbiano effettivamente un impatto sull'ambiente inferiore alle discariche: la sfida tra nanoparticelle e percolato non ci entusiasma per niente!

Entrambi sappiamo che in questo campo esistono dispute accesissime tra gli studiosi e non vale nemmeno la pena metterci a discutere su questioni che attengono al "male minore". Pensiamo,  invece, che non si debba fare un confronto tra le discariche con rsu indifferenziati e gli impianti di termovalorizzazione/incenerimento/gassificazione, ma pensare a ciò che è meglio per l'ambiente e la salute dei cittadini e non a ciò che è meno peggio. E non parliamo di cose irrealizzabili, ma della corretta applicazione di procedure e tecnologie esistenti e fattibili: raccolta differenziata al 75% (in diverse città italiane ci sono riusciti); impianti di compostaggio per il recupero della frazione organica dei rifiuti; impianti di riciclo della plastica, dei metalli e del vetro; impianti di separazione e recupero di ulteriori materiali dalla frazione secca (a Vedelago esiste un impianto industriale in grado di recuperare circa il 50% della frazione secca dei rifiuti). A quel punto diventa inutile bruciare la parte restante e non c'è più alcun pericolo di emergenze rifiuti.

Considerato che per realizzare un impianto di gassificazione ci vogliono diversi anni (almeno cinque) e tantissimi soldi, perché non impegnare tempo e risorse economiche per raggiungere quegli obiettivi che abbiamo menzionato sopra? Perché non prodigarsi al fine di seguire veramente la strada a minor impatto ambientale (e quindi migliore) per seguirne una che presenta dei rischi dal punto di vista ambientale? Noi non abbiamo mai fatto e non faremo mai allarmismo, ma non ci piace sentir dire che gli impianti di termovalorizzazione/incenerimento/gassificazione sono ad impatto ambientale basso o nullo, perché essi sono classificati come industrie insalubri di prima classe, alla stregua delle acciaierie e delle industrie chimiche, e richiedono dei controlli continui, a testimonianza del fatto che sono tutt'altro che innocui. Le sembra che in una situazione già così compromessa dal punto di vista ambientale come la nostra, dove i controlli latitano o sono piuttosto difficili, si possa aggiungere anche un gassificatore?

Il gassificatore non risana affatto l'ambiente, perché con le sue emissioni contribuisce ad inquinarlo. La differenza tra una discarica ed un inceneritore è che la discarica inquina con il percolato e l'inceneritore con la diossina, i metalli pesanti e le nanoparticelle. Sono entrambi fonti di inquinamento che contribuiscono ai processi di bio-accumulo di sostanze tossiche nell'ambiente, negli alimenti e negli organismi viventi. Sì, perché il problema è rappresentato dal bio-accumulo e senza le bonifiche c'è il rischio di un peggioramento e non di un miglioramento della situazione. Le riconosciamo il merito di aver avviato la raccolta differenziata nella nostra città, ma siamo assolutamente contrari, e con validissime motivazioni, sulla decisione di realizzare l'impianto di gassificazione. La scelta non è tra le discariche coi rifiuti indifferenziati e gli inceneritori, ma tra queste due (entrambe negative per l'ambiente) e quella dell'ambizioso progetto "rifiuti zero", che diverse città italiane virtuose hanno deciso di adottare.

Per quanto concerne la questione della Tarsu, il nuovo Piano rifiuti approvato dalla Regione Campania effettivamente prevede un cambiamento sulle percentuali di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2012 (il 50% anziché il 65% previsto dalla legge dello Stato e dalle Direttive europee). Adesso bisognerà vedere cosa accadrà, perché l'Europa ha aperto una procedura d'infrazione nel settembre del 2011 e se non la ritirerà scatteranno pesanti multe per la Campania. Chiaramente noi speriamo che questo non accada ed auspichiamo che nel 2012 la Regione Campania possa raggiungere la media del 50%. Per ora possiamo dire che il comune di Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno (8.533 abitanti) nel 2011 ha raggiunto la percentuale dell'86,4% di differenziata. E nello stesso anno Salerno (139.019 abitanti) ha raggiunto la percentuale del 70,3%.

Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline

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