WhatsApp Image 2025 12 01 at 22.34.32«La pace non è un traguardo ma un cammino» con queste parole don Crescenzo Molinaro, attuale Rettore del Santuario della Madonna di Briano, ha salutato tutti gli intervenuti – alunni, docenti, dirigenti e autorità - all’incontro di questo lunedì 1 dicembre per festeggiare i 30 anni di attività dell’Associazione “Scuola di Pace Don Peppe Diana” al quale era invitato l’istituto di Capua Federico II e altre istituzioni scolastiche dell’aversano e della provincia di Caserta.

La nuova coordinatrice del Comitato don Peppe Diana, Tina Cioffo, parla della pace come di un cantiere sempre aperto, e oltre a ricordare la vita esemplare di don Peppe ha posto l’accento soprattutto sull’attenzione per i giovani attraverso il premio artistico letterario dedicato alle scuole.

Scuola di Pace è attiva dal 1995, come ricorda la Presidente Lina Ingannato, dall’anno seguente l’uccisione di don Peppe, quando si sentì forte l’urgenza di far emergere la sua figura, il suo operato e di collaborare per il bene di quel territorio; con tanta fatica e superando molteplici ostacoli l’associazione è poi diventata la forza per quel territorio, un atto rivoluzionario che ha favorito la cittadinanza attiva e la legalità.                                         Relatore d’eccezione il dott. Raffaele Cantone, procuratore della Repubblica, figlio di queste terre, che ha lavorato qui in provincia di Caserta proprio negli anni più martoriati dalla camorra e dalla violenza. Anche Cantone non ha potuto fare a meno di cominciare con il ricordo dell’immenso lavoro di don Peppe. Quando nel 1991 don Peppe Diana pronunciò la famosa lettera pastorale “Nel nome del mio popolo non tacerò” erano parole nel deserto e ci volle del tempo per far capire cosa era avvenuto quando don Peppe fu assassinato e come quell’uccisione potesse essere poi motivo di miglioramento, e non solo per la città di Casal di Principe.  L’associazione lo aveva capito, in un momento storico difficile e pericoloso, in cui don Peppe non era stato capito, in cui il clan dei casalesi era fortissimo, i latitanti erano tutti a piede libero e Casal di Principe sembrava un luogo inavvicinabile. Don Peppe portò la rivoluzione e la speranza, quel seme che poi è germogliato grazie a Scuola di Pace e alle tante associazioni che nacquero negli anni successivi e che ancora oggi operano nei nostri paesi. L’incontro si è concluso con le riflessioni di tanti studenti sull’importanza dell’esperienza dell’associazionismo e della condivisione di intenti che rappresentano la possibilità di un cambiamento realizzabile e reale, perché le parole pace, legalità, solidarietà, amore…non sono solo parole da pronunciare nei momenti cruciali,  non è pura astrazione ma possibilità concreta che si realizza nei piccoli gesti di ogni giorno proprio grazie alle associazioni.  Si sono alternati sul palco i racconti di giovani impegnati in organizzazioni che operano sul territorio campano a vario titolo ma sempre nell’esempio di Don Peppe e a favore di altri giovani, come ad esempio l’ Ass. Wake up Uagliù di Aversa e Città viva di Teverola, semi di speranza di giovani che si prodigano quotidianamente per la legalità e la libertà.

TORNA SU
X

Capuaonline.com

Sul portale Capuaonline.com sono disattivate tutte le funzionalità utili alla copia dei contenuti.