629413551 10232418196141842 9166283717961799967 nOgni ferita porta con sé una domanda. Ogni dolore, se accolto, diventa spazio di incontro, cosi, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, la nostra comunità è invitata a sostare in silenzio e ascolto accanto a chi soffre, lasciandosi guidare dal tema “La compassione del Samaritano”. Come nel Vangelo, anche oggi il Samaritano si ferma. Si china. Guarda negli occhi. Non chiede spiegazioni, ma si fa presenza. È questo il cuore della giornata che sarà celebrata venerdì 13 febbraio nella Parrocchia San Pietro Apostolo, occasione, dunque per un tempo di grazia e riconoscere che nella fragilità dell’uomo come puo' manifestarsi la vicinanza di Dio.

Alle ore 18.00, la Santa Messa, presieduta da don Nicola Galante, sarà il momento in cui la comunità porterà sull’altare le sofferenze, le paure, le attese e le speranze di chi vive la malattia nel corpo e nello spirito. Durante la celebrazione sarà amministrato il Sacramento dell’Unzione degli Infermi, segno silenzioso ma potente dell’amore di Cristo che guarisce, consola e accompagna, anche quando la guarigione non è visibile.

Promossa dal Gruppo di Culto San Giuseppe Moscati di Capua, la giornata proseguirà con un convegno presso la Sala Oratorio della Parrocchia, dal titolo “La Compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Non un semplice incontro, ma un cammino di ascolto, dove la parola si intreccia con la vita. I saluti iniziali del diacono Antonello Gaudino e di Fatima Cucciardi, coordinatrice del Gruppo di Culto, apriranno uno spazio di comunione, ricordando che la Chiesa è casa per chi è stanco e ferito. Don Nicola Galante, Delegato Diocesano per la Pastorale della Salute, offrirà una meditazione sulla “Spiritualità del Samaritano”, invitando a riconoscere Cristo nel volto di ogni persona sofferente. Seguiranno le testimonianze del dottor Carmine Antropoli, Direttore U.O.S.C. Chirurgia 3 dell’AORN Cardarelli di Napoli, e del dott. Pasquale Maria Morelli, Direttore di Ostetricia e Ginecologia del P.O. di Piedimonte Matese, che racconteranno la cura come vocazione, come servizio silenzioso, come “locanda” in cui il dolore non viene mai lasciato solo. La

Giornata Mondiale del Malato diventa così un invito a tutta la comunità: imparare a fermarsi, a chinarsi, a farsi prossimo. Perché nella compassione vissuta con amore si rivela il volto di Dio, e nel prendersi cura dell’altro ciascuno scopre il senso più profondo della propria fede.

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