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Foglie di Lauro. Devozione e fede: il cuore Immacolato di Maria

immacolata 19Il cuore Immacolato di Maria. Devozione e fede, che si mescolano in una partecipazione emotiva del popolo credente. Ancora Capua, città di Santi e di chiese, antica sede metropolita, protagonista nella sua unicità, di un evento, dicevamo, al tempo stesso, emozionale e partecipativo: la processione del simulacro dell'Immacolata, alle quattro del mattino.
Un caleidoscopio di ricordi che si intrecciano con reminescenze giovanili, evocano "A Nuttata", come il tempo dell'attesa per la nascita del Salvatore.
Una venerazione, quella Mariana, nella città di Capua, che ha origini antichissime e, per quanto riguarda l' Immacolata Concezione, fonti testimoniali, rendicondano che la novena ebbe inizio nella parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo, la cui presenza dei Padri Gesuiti, ha consolidato un ampio rapporto di riconoscenza da parte del popolo credente e devozionale.
Infatti, i Padri avevano anche il collegio, ecco spiegato il perché dell'attribuzione del convento dei Benedettini, diventato “Caserma” e chiamato anche “Collegio”.
Nella nicchia dell’abside, dietro l’altare, c’era anche una immagine dell’Immacolata.
Vogliamo, però, andare ben oltre e ricondurre i lettori sul ruolo assunto dalla nostra città , nell'ambito di una riconoscente fede in onore di Maria. Non è superfluo ricordare il Concilio, celebrato nel 392, proprio qui, con la presenza di Sant'Ambrogio, durante il quale si discusse della "Verginità perpetua di Maria", occasione che, determinò poi, la visita del Papa Santo, Giovanni Paolo II, nella nostra Diocesi; era il 24 Maggio del 1992. Emozionante, la foto del Santo con il compianto Arcivescovo Luigi Diligenza.
Per quanto riguarda, invece, la cronaca della processione dell’Immacolata, alle prime ore del mattino, oggi registra più di un secolo, ritrovando vigore ed intensità partecipativa, con don Umberto D'Aquino, sin dal 1952.
Da ricordare, poi, che un Gesuita, padre Principe, compose e musico', anche, un canto dedicato, che inizia cosi: “Immacolata Vergine gloria tu se del mondo”.
Gli eventi bellici della seconda guerra mondiale, imposero prudenza, con la sospensione di numerose tradizioni religiose e, così, don Peppino Munno, rettore del Santuario di San Lazzaro, riprese, subito dopo il conflitto del quarantatre, il triduo devozionale all’Immacolata, che era venerata nella chiesa della Carità, in via Seggio dei Cavalieri.
Durante la “novena”, si celebrava la Messa alle sei del mattino e, dopo, quella dell’otto dicembre, festa dell’Immacolata, si portava in processione, nelle strade adiacenti, il Santissimo Sacramento. Erano attraversate dai fedeli, via Seggio dei Cavalieri, corso Gran Priorato di Malta, via Ettore Fieramosca e via Monte dei Pegni.
Nel 1952, dicevamo, con don Umberto D’Aquino, riprese la tradizione della “novena”. La Messa, sempre alle sei del mattino, mentre la sera, si pregava con la recita del Rosario, il canto in latino delle litanie alla Madonna, seguito da una riflessione con meditazione e la benedizione Eucaristica.
Il giorno dell’Immacolata, invece, l'attesa processione, con la statua della Madonna, portata a spalla dagli scout. Il percorso del simulacro, nel corso degli anni, è stato ampliato sempre più, fino ad arrivare alla chiesa di S. Pietro Apostolo, alle palazzine Gescal. Il rientro in Cattedrale per la Santa Messa, officiata dall'Arcivescovo, il nostro beneamato Salvatore Visco.
Alle celebrazioni liturgiche si estende un programma civico, ricco di eventi e manifestazioni, che animano il centro storico, facendo respirare l'aria gioiosa del Santo Natale.

 

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