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Foglie di Lauro. La tappa era obbligata. Non si passava indifferenti per Caiazzo, senza una "dolce" sosta alla pasticceria Sparono.

sparonoLa tappa era obbligata. Non si passava indifferenti per Caiazzo, senza una "dolce" sosta alla pasticceria Sparono.
Lui, don Peppino, era lì, al suo posto, dietro il banco, pronto con l'affettuoso saluto ai clienti, di cui ricordava nome e provenienza.
Sì, perché da Sparono, i clienti non erano solo locali o dell'hinterland pedemontano, ma anche del casertano e del napoletano.
Simpatia, garbo, professionalità, ma soprattutto l'amicizia, questi i ricordi indelebili di don Peppino Sparono, che lascia la vita terrena, meritando, sicuramente, la gloria del Paradiso.
Sapevamo del suo male, c'è lo aveva confidato lui stesso, ma non si era mai arreso, aveva continuato a combattere con tutte le forze, rimanendo saldamente ancorato all'azienda di famiglia, attorniato dall'affetto dei propri cari e dei collaboratori.
Appena entrarvi, dopo il saluto, don Peppino, immediatamente, e senza chiederti nulla, dava disposizioni: "... acqua, caffè e dolcetto al mio amico... "
Poi, ti spiegava le novità, si parlava di Caiazzo, a cui era legatissimo.
Il nome della pasticceria Sparono, oltre che ai tradizionali dolci natalizi, autentiche prelibatezze per il palato: mostaccioli, paste reali, cassatine, era segnatamente associato al "sospiro d'angelo".
Il dolce venne presentato, per la prima volta, nel 1983. Peppino Sparono, aveva ricevuto una specifica richiesta da Emilio Buccafusca, professione medico, ma anche apprezzato pittore e poeta. Buttafusco, un artista futurista, frequentava con piacere il caiatino ed il locale Sparono, non lesina nella richiesta di un dolce nuovo di ispirazione futurista. Nasce così il "Sospiro" di Sparono.
Il sospiro d'angelo è un semifreddo, simile allo zuccotto, frutto dell’unione del pan di spagna con due diversi tipi di creme. Agli strati di pan di spagna vengono alternate due farciture, ognuna fatta con una particolare crema: per quella più esterna si usa crema bavarese arricchita con cioccolato fondente a scaglie, per quella centrale si impiega una particolare crema arricchita con nocciole delle Langhe, Il tutto avvolto con una cascata di cacao amaro.
Per il caro don Peppino, il nostro ricordo affettuoso, ai parenti ed i collaboratori, il cordoglio per la grave perdita. Mancherà la sua presenza, ma il ricordo no, questo mai.

 

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