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Foglie di Lauro. "I Gattopardi di Capua". L'ultima fatica editoriale di monsignor Giuseppe Centore

IMG 20190619 080219"I Gattopardi di Capua". È l'ultima fatica editoriale di monsignor Giuseppe Centore, apprezzato sacerdote della nostra Diocesi, nonché illuminato autore di quella poesia religiosa che lo ha reso protagonista in tutto il mondo.
Presentare il protagonista di questa ulteriore e meritoria opera letteraria, non è, certamente, cosa facile, conoscendo, però, personalmente, sin dagli anni adolescenziali, il caro don Peppino, siamo certi che sarà ben lieto di leggere il nostro scritto, che rappresenta un atto devozionale per l'uomo ed il sacerdote, che tanto lustro dona alla nobilissima città di Capua.
L'evento, per la presentazione del libro, è in programma domenica 30 giugno, con inizio alle ore 10, presso la Sala Liana del Museo Campano di Capua. La pubblicazione è a cura de L'Airone, che rientra a pieno titolo nel circuito culturale nazionale. L'associazione che ha sede a Capua, è presieduta da Francesco Chianese.
Il libro di don Centore si preannuncia come un appuntamento di grande richiamo per gli ambienti culturali della nostra provincia, atteso che, la presentazione del volume, sarà del Principe Gioacchino Lanza Tomasi di Lampedusa.
Si parlerà, ovviamente, dei Lampedusa, la cui bibliografia riporta i Gattopardi, ma la novità sostanziale, è determinata dalla loro presenza nella città di Capua.
Mariano Tomasi, conte di Castel Vignano, ed il suo terzogenito Luigi, ospitarono Alfonso V d'Aragona, nella fortezza di Montaperto. Nel 1455, la sconfitta di Firenze, determinò l'invio al confino per Mariano e Luigi, con la conseguente confisca di tutti i beni da loro posseduti.
Per i due, non ci furono ulteriori alternative, pertanto, si trasferirono, al seguito di Alfonso, a Capua, dove godettero di un trattamento privilegiato, ottenendo onori e possedimenti sia da Alfonso che dal figlio, Ferdinando I, che, addirittura, nominò Pietro, il figlio di Luigi, barone.
Pietro, dopo la morte, venne sepolto nella cappella della famiglia, all'interno della cattedrale di Capua. In vita, ebbe dalla moglie, la senese Blanditia Branchini, cinque figli, tre maschi e due femmine.
I Tomasi di Capua si estinsero nel XVII secolo, perché i numerosi maschi, nati in quel secolo, si dedicarono tutti alla carriera ecclesiastica.
La discendenza fu assicurata, però, da Mario, che si era trasferito in Sicilia, al seguito del duca Marcantonio Colonna, diventando il capostipite dei Tomasi di Sicilia, noti in tutto il mondo, grazie al romanzo
"Il Gattopardo", come "Tomasi di Lampedusa".

 

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