Banner

Capua. Una passeggiata nel segno dei Borbone, ma soprattutto per rivalutare una identità tramandata da generazioni.

passeggiatareggiaRione Boscariello, Capua, località amena, con storie e tradizioni che si compendiano nella storia antica di Capua.
Riprende, alla grande, l'attività civica del comitato rionale, che, idealmente, si unisce alla genesi Tammarese, lambendo quel territorio tanto caro ai sovrani borbonici ed alla dimora campestre di Carditello, con la sua Reggia. Lo diciamo subito e senza remore, la giornata di domenica, sarà dedicata alla dolcissima ed indimenticabile Francesca. Il percorso sarà scandito da tappe fondamentali, con ristoro e chiacchiere di Ida e tanti volontari.
Ida Di Rauso, Gianluca Alfano, Fabio Alfano, Massimo Orsi, Pasquale Di Monaco gli outsider.
Gelso Boscariello, è proprio l'esatta denominazione che si affianca a via Scarano.
Le origini del tenimento sono antiche e ricche di eventi, aneddoti e personaggi.
In sostanza, potremmo dire che l'area a ridosso della stazione ferroviaria era, ed è, una espressione periferica del Real Sito di Carditello, per cui il re Ferdinando IV di Borbone, ne volle ampliare la dipendenza, nonché l'utilizzo sia per fini produttivi, atteso che risultava fiorente l'attività agricola, che per così dire, con finalità ludiche. Infatti l'area si addiceva in modo eterogeneo alle battute di caccia dei nobili legati ai regnanti.
L' intera area, dunque, fu interessata all’allevamento di bovini ed equini ed alla coltivazione di grano, ortaggi e prodotti caseari per eccellenza.
L 'estensione territoriale della sola pertinenza agricola era stimata su di una superficie di 6.305 moggia capuane, corrispondenti a circa 2,100 ettari, dei quali faceva parte il bosco di Carditello, che solo in un secondo momento venne chiamato Boscariello .
La natura del terreno, che trovava nel fiume Volturno una sorta di delimitazione naturale, ne caratterizzava l'essenza acquitrinosa. In virtù di ciò, risultava particolarmente florida e permetteva la notevole coltivazione di prodotti, vanto del Re.
C'è poi una leggenda, secondo la quale, durante una delle lavorazioni di formaggio, fu sbagliato il dosaggio di latte ed altri ingredienti che servivano alla sua consistenza e nacque un qualcosa di diverso, particolarmente gradevole al palato: era la mozzarella.
Il merito, poi, della denominazione Gelso Boscariello, lo si deve al
gelso bianco, pianta che nasceva in prossimità dei rivoli di Boscariello ed era fonte di vita per i bozzoli di baco. La regina Maria Carolina, attenta proprio nel controllo del prodotto, favorì la lavorazione alle filande della seta di San Leucio.
La vocazione agricola del Boscariello, si accentuo, favorendo piantagioni di tabacco, ma ancor più, barbabietola da zucchero, un patrimonio consolidato dalla presenza dello zuccherificio di Capua. Il sito era tra i più apprezzati del mezzogiorno d'Italia. Il lavoro di certo non mancava, sicché il tasso di disoccupazione, in città, era quasi pari allo zero. Centinaia di giovani trovarono occupazione, anche stagionali, senza alcuna differenziazione di classe e ceto sociale. Molti professionisti capuani, ancora, raccontano le loro esperienze lavorative con "le campagne nello zuccherificio".
L'arrivo della "bella stagione", sicuramente, renderà protagonista il quartiere e favorirà la presenza di cittadini ad un antentico ritorno alle origini.

 

Banner
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Capuaonline.com utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza sul sito. I Cookie essenziali impiegati per il funzionamento del sito sono stati già impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra policy sulla privacy .

Accetto i cookie da questo sito.