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Foglie di Lauro. L'amore filiale per Maria, la madre di Gesù

IMG 20190409 083807L'amore filiale per Maria, la madre di Gesù. Un amore forte, intenso, generoso, tramandato con profonda riconoscenza e che rende protagonista il popolo di Capua.
Lei, la "Prescelta", è consavole, cosciente, soprattutto angosciata, ma dritta, dinnanzi alla Croce; annientata da un dolore lancinante, struggente, ma che nella consapevolezza del verbo, percepisce in quel sacrificio, l'elemento essenziale per la salvezza del mondo.
Mater in crucem, che bella rappresentazione; Daniela D'Auge è stata meravigliosa. L'attrice ha coniugato i testi con le movenze sceniche, il pathos interpretativo con la suggestione emotiva.
L'insieme, ha creato una scena di quelle che difficilmente lasciano indifferenti.
Il compimento dell'interpretazione è stata la sintesi di un percorso professionale, a cui la D'Auge non poteva sottrarsi. Una prova di intensità emotiva, per cui la regia di Francesco Antinolfi, apparso in scena solo sul crinale dei testi, non ha voluto interagire, consapevole della sensibile ed immedesimante attenzione al ruolo della protagonista.
I testi: certamente il percorso cardine di una teatralizzazione, che compendia, spesso, una ininterpretabile traduzione sul credo dell'autrice.
Annamaria Cembalo, la scrittrice capuana, ancora una volta, lascia estasiato il pubblico. Una scrittura profonda, amorevole, ma più volte contemplata in un conflitto interiore di dubbi ed incertezze.
Mater in crucem, però, ha svelato il "mistero" di una coscienza generosa, laica ed allo stesso tempo credente.
Un percorso condiviso, che il pubblico ed il popolo di Capua è consapevole di affrontare nelle sue devozioni Mariane. E chi scrive, come Annamaria Cembalo, può pronunciarsi solo su ciò che gli capita dalla pelle al cuore. Singolare la giustificazione dell'autrice: "Questo fatto che lo scrittore inventi personaggi, storie, situazioni e sentimenti, trovo che sia la più grande fandonia letteraria. Una sordida scusa per nascondere a sè stessi e soprattutto agli altri, le proprie verità, ovviamente quelle più scomode".
"Mater in crucem", per l'autrice, il cuore impaurito, le recriminazioni su se stessa, gli errori, le colpe, le bestemmie e l'amore di mamma.
La longobarda chiesa di San Salvatore a Corte, ha ospitato l'evento; la Seta Storta ha curato la produzione; Il luogo della Lingua--festival, Cose d'Interni ed I volontari del Touring Club "Aperti per Voi", l'organizzazione generale.
Un successo, insomma, che ci accompagna ad una personale riflessione sull'intensita' della Pasqua.

 

Nelle foto Daniela D'Auge con il regista Francesco Antinolfi e la scrittrice Annamaria Cembalo.

 

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