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Foglie di Lauro. San Giuseppe: una ricorrenza particolarmente cara.

IMG 20190319 074248La festività in onore di San Giuseppe, è una ricorrenza particolarmente cara. Si celebra, infatti, il padre putativo di Gesù e tutti i papà. Naturale dire: beati coloro che possono beneficiare, ancora, della loro presenza terrena. Per gli altri, compresi noi, il ricordo caro ed affettuoso, è scolpito, in modo indelebile, nei nostri cuori.
Detto questo, vi racconto una storia di grande devozione, ma anche una fervente professione di fede, che vede protagonista una cara concittadina: Maria Di Somma.
Partiamo con ordine, nel fissare il Simulacro di San Giuseppe, custodito nella Basilica Cattedrale.
La statua potrebbe essere collocata in un arco temporale compreso tra la metà e fine ottocento. In un garbato confronto con Luigi Fusco, confratello degli Accollatori Cattolici di Capua e Daniela De Rosa, entrambi docenti, rispettivamente del "Pizzi" e del "Falco", riscopriamo la pubblicazione "Cappelle e Altari delle Nobili famiglie capuane" , edizioni ProLoco, 2008. Qui, è evidente che la chiesa Cattedrale di Capua, tra le cappelle che ne delimitano il perimetro interno, ne evidenzia una, dedicata proprio a San Giuseppe. L'opera venne realizzata su devozione della famiglia De Capua di San Cipriano, 1757, con protagonista il capostipite Cesare, che eredito' titoli e proprietà dall'ultimo De Capua di Altavilla, Bartolomeo, che per penitenza imposta da San Tommaso D'Aquino, la fece costruire.
Veniamo, però, al "protagonista" della giornata, al festeggiato, San Giuseppe, la cui meravigliosa statua lignea, ebbe decorosa ed autorevole vestizione ben sedici anni fa, grazie a Salvatore e Maria Di Somma, rispettivamente padre e figlia, che comminarono il gesto devozionale in ricordo di mamma Concetta Rollini.
Salvatore Di Somma era un grande calciatore e proprio in virtù delle doti atletiche, giuse a Capua nel 1947, per indossare la casacca della locale squadra giallo rossa. Concetta Rollini, era napoletana, apprezzata sarta, che, Il 28 febbraio del 1967, inauguro' in via Duomo, il negozio che attualmente è gestito da Maria, a cui è imposto l'insegna Rollyn. Maria si era recata in Cattedrale per un certificato utile alla figliola Mariapia, che voleva conseguire il sacramento della confermazione in quel di Venezia. Nel dialogare con don Mimì Di Salvia, indimenticabile ed apprezzato parroco dell'epoca, fu immediato l'interesse per la statua di San Giuseppe, sistemata in un angolo della sagrestia, ma senza le vesti.
Maria, decise di adoperarsi per la realizzazione di una veste per il Santo. L'iniziativa si concretizzo, anche, con la collaborazione di papà Salvatore, che immediatamente, nel recepire il desiderio di Maria, volle dedicare il gesto, in memoria del l'adorata consorte, deceduta nel 1995. Salvatore Di Somma, morì il 22 settembre del 2000. Nonostante le ben note doti sartoriali di Maria Di Somma, il vestito di San Giuseppe venne affidato ad altra artigiana, sicché il materiale tessile prescelto, fu il damascato, nei colori: oro, panna e bordo'. Oggi è festa, don Gianni Branco, attuale parroco della Cattedrale, nonostante le imposte modernizzazione del tempo, persegue con amore e passione il percorso pastorale, rinnovando ai fedeli i momenti più ricordevoli delle tradizioni, che indiscutibilmente rinnovano le nostre professioni di fede.

 

Nelle foto con la Venerata statua di San Giuseppe, nella Cattedrale, Don Gianni Branco è Maria Di Somma.

 

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