Banner

Capua. Madonna dei Leoni: un sacello meraviglioso

cappella leoniUn sacello meraviglioso, nascosto alla pubblicità, insomma, al grande pubblico, ma suggestivo e singolare.
Un luogo di raccoglimento, profondo, unico, nel silenzio di un quartiere laborioso, intriso di tradizioni, quelle legate ai "ciummaiuoli" di Santa Caterina.
Periferia del centro storico, che lambisce le sponde del Volturno, le cui acque dolci, delimitano il perimetro urbano della città. Appunto, Santa Caterina, il quartiere dove vivevano i "ciummaiuoli", quelli con il lontro, tanto per intenderci, l'imbarcazione con il fondo piatto e la prua rialzata.
L'attenzione del viandante, del residente o di chi è alla ricerca di qualcosa di particolare, non può che trovare soddisfazione al cospetto di vico Madonna dei Leoni, un dedalo sconnesso, a tratti con rientranze ed immediati piccoli spiazzi, dove si affacciano i bassi, appunto, un tempo modeste residenze dei ciummaiuoli. Qui, sul crinale della seconda guerra mondiale e fino agli anni sessanta, reti, nasse, lontri ed arnesi utili alla pesca, facevano bella mostra sulle pareti delle case.
Ed è proprio nella piazzetta, che si erge nella semplice, ma attraente, la costruzione; una singolare cappella, sicuramente non gentilizia, ma che per tradizione e fervente professione di fede, viene riconosciuta luogo di culto. È la cappella della Madonna dei Leoni.
La fondazione risulta di graditudine privata; è situata a dipendenza del vicino convento del Carmine, tra case del Seicento e del Settecento.
La cappella, presumibilmente, di impianto settecentesco, riduce alla scala più minuta lo schema di una pianta centrale: sala quadrata con una scodella su pennacchi e spazio d'altare absidato.
Alla sinistra dell'ingresso, si nota, in netta evidenza una nicchia absidata, alla quale si aggrega il piccolo spazio della sagrestia.
La cappella è ricordata per l'antica immagine della Madonna dei Leoni, da cui prende il nome.
Accanto alla cappella, è possibile scorgere anche un'antichissima fontana, con sopra raffigurato il capo di un leone.
Per Angerio Filangieri e Giulio Pane, ha un impianto tipicamente bizantino delle cappelle cenobitiche. Non è improbabile che la cappella dovesse preesistere all'edificazione dell'attuale Capua, allo stesso modo delle grotte e delle celle eremitiche presenti in zona.
Visita incontaminata, a nostro sommesso avviso, lontani dal fragore di qualsiasi dimostrazione pubblica del proprio essere partecipativi alle attività di credenza, ma un suggestivo angolo di riflessione interiore e riscoperta di valori dall'alto profilo religioso.
Il cardine della Madonna dei Leoni si congiunge con il decumano minore di via Roma, dove all'immediata vicinanza, la chiesa maggiore di S. Maria in Abbate, ovvero S. Leonardo o S. Anna, custodisce il venerato simulacro della mamma di Maria, madre di Gesù.

 

Banner
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Capuaonline.com utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza sul sito. I Cookie essenziali impiegati per il funzionamento del sito sono stati già impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra policy sulla privacy .

Accetto i cookie da questo sito.