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Foglie di Lauro. FaziOpenTheater: la rassegna ideata di Antonio Iavazzo con un cartellone pieno di eventi

IMG 20190206 074828FaziOpenTheater, la rassegna che è in corso di svolgimento a Capua, nel meraviglioso palazzo Fazio, presenta per questo fine settimana, il suo quarto appuntamento in cartellone.
L'ideazione e la direzione artistica del progetto è di Antonio Iavazzo, che ha realizzato un autorevolissimo cartellone di eventi, rendendo la "Prima Rassegna Nazionale di Teatro – Danza – Arti Performative" un punto di riferimento, la cui attenzione ha raggiunto livelli di grande interesse, da parte della critica e del pubblico.
Sabato sera, 9 febbraio, ore 20.30 e domenica 10, alle 18.30, è in programma lo spettacolo proposto dal teatro di Ricerca “CRASC” di Napoli "Totò Crooner", un Otello principe di Bisanzio, secondo studio shakespereano di e con Carmine Borrino, armonizzazioni musicali di Mariano Bellopede, i costumi di Veronica Grossi, assistente alla regia Noemi Coppola.
Protagonista sui generis, in una visione teatralizzara è Antonio de Curtis nella relazione con la cantante e ballerina Liliana Costagliola, storia che ebbe inizio sul crinale del 1929.
Totò sapeva bene di quella donna che aveva avuto un passato discusso per storie difficili, spesso concluse anche in modo drammatico. Totò sapeva pure delle difficoltà nel condividere le sue scelte artistiche con Liliana. Ciò nonostante la storia ebbe inizio con quella donna giunta a Napoli con la fama di «mangiatrice d’uomini».
Innamorata lei, preso dalla passione lui, l’approccio fu cauto, pieno di galanterie e di reciproci complimenti, Totò sapeva che si trattava di una donna libera ed esigente, e ben presto provò ad allontanarsi da quella relazione pericolosa e sempre più possessiva. Liliana, sempre più perduta e ansiosa; si susseguono equivoci e tensione. Liliana, propone a Totò di mettere su una compagnia; progetto impossibile, perché De Curtis firma un contratto con la compagnia della soubrette Cabiria per girare l’Italia.
Il 3 marzo 1930, al mattino presto, Totò viene svegliato da una voce che gli chiede di recarsi alla pensione degli artisti per un fatto grave: Liliana è morta. Totò volle che il corpo di Liliana fosse sepolto a Poggioreale, nella tomba dei de Curtis. E quando di lì a poco ebbe una figlia dal matrimonio con Diana Roliani, le impose il nome dell'amante, che aveva reso certamente più infelice che felice.
L'aspetto trattato nella rappresentazione di palazzo Fazio, evidenzia il De Curtis geloso come un Otello. Il copione shakespereano preso a pre-testo per “drammatizzare” quella passione fatale che il giovane Totò, ebbe agli inizi della sua carriera con la sciantosa Liliana Castagnole. la morbosa gelosia, le malelingue, le incomprensioni, la violenza di genere, la tragica morte di una donna. Un racconto in prima persona, in forma di crooner, cantato e suonato dal vivo, in un quasi studio radiofonico, per una drammaturgia che mischia, fonde, confonde e sovrappone la grandissima poesia del bardo con i guizzi e i lazzi da teatro dell’assurdo dello “sconfinato” repertorio di Totò.

 

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