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Foglie di Lauro. Ferdinando Palasciano riconosciuto come precursore della Croce Rossa Italiana

ferdinando palasciano"Bisognerebbe che tutte le potenze belligeranti, nella dichiarazione di guerra, riconoscessero, reciprocamente, il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura e che adottassero rispettivamente quello dell'aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra". Con questa affermazione, Ferdinando Palasciano è riconosciuto precursore della Croce Rossa. Ufficiale medico dell'esercito delle Due Sicilie, era nato a Capua il 13 giugno del 1815; mamma capuana, Raffaela Di Cecio, papà pugliese, Pietro. La città di Capua lo celebra nel premio conferito a personalità che si distinguono non solo nel merito scientifico, ma anche culturale e sociale. L'organizzazione è dell'associazione a lui dedicata e presieduta dall'architetto Angelo Di Rienzo (foto a lato). La cerimonia il 27 novembre alle 9.30 nel Museo Campano, dove sarà rinnovato merito a tutto il personale medico e paramedico in prima linea per combattere la pandemia. La prima edizione del premio nel 1965, ad opera del Professor Francesco Garofano Venosta. Quest'anno è stato assegnato, per la sezione medico scientifica, al Professor Paolo Antonio Ascierto, oncologo dell'Istituto Nazionale Tumori della “Fondazione G. Pascale” di Napoli, mentre per la sezione dell'impegno sociale al Comitato don Peppe Diana per l’impegno civile. Nelle precedenti edizioni, hanno ricevuto il premio Corrado Lembo, Procuratore della Repubblica per il suo impegno nella lotta al crimine organizzato, Carlo Borgomeo per lo sviluppo delle infrastrutture sociali nel Meridione, Massimo Bray per la difesa dell’ambiente e del bene comune, un esempio Carditello, Mauro Felicori per i risultati ottenuti nella valorizzazione della Reggia di Caserta e di Terra di Lavoro, Luigi Nicolais per la gestione del Real Sito di Carditello, che ha coinvolto tante realtà culturali ed economiche del territorio. "Il Premio al Professor Paolo Antonio Ascierto - spiega Angelo Di Rienzo - vuole essere un riconoscimento per il contributo scientifico offerto nella ricerca della terapia di contrasto al covid, mentre quello al Comitato don Peppe Diana va inteso come attenzione ai temi dell'antimafia sociale, quella che vede tutti impegnati a dare il proprio contributo quotidiano per costruire una società più giusta". Nel corso della cerimonia saranno assegnati altri riconoscimenti, tra cui alla memoria di Anna Maria De Sipio, sostenuto dalla famiglia Citarella-De Sipio, da quest’anno si trasforma in un sostegno ad una famiglia impegnata nella cura di pazienti affetti da patologie neoplastiche, con particolare attenzione ai minori, così come l'azione benefica della famiglia Addelio - De Cecio, destinata all'Associazione capuana portatori handicap, che con Argia Dell'Aquila, da anni, opera al sostegno della categoria.

 

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