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Foglie di Lauro. Sergio's pizza, percorre la strada dei prodotti tipici del territorio.

sergiosSergio. Tutto sommato è un nome abbastanza comune, ma se lo pronunci qui, a Capua, immediatamente lo associ alla pizza, si, quella d'autore. La pizza napoletana, dove, però, la bravura del pizzaiuolo ha trasformato la pietanza in un vero e proprio rito. Siamo in zona porta Roma, Sergio's pizza, al secolo Sergio Branca, studia, percorre la strada dei prodotti tipici del territorio, ripropone la tradizione e si evidenzia per le succulente e prelibate gourmet. Lo sguardo accattivante delle sue pizze non conosce ostacoli e,  in tempo di pandemia, la sua delivery è generosa di offerte. Conosce il mestiere, Sergio, perché è partito dal basso della ristorazione. Cameriere per necessità, pizzaiuolo a furor di popolo. Un percorso macinato come le sue farine, con pietra viva, quelle che reclamano impegno, sacrificio, tanto amore per un "mestiere" meraviglioso, ma altrettanto ostico se non si contempla la fidelizzazione del cliente. Elemento, quest'ultimo, che entra nel bagaglio professionale solo se riesci a dare il giusto rapporto tra i prodotti utilizzati e la bontà dell'offerta. Praticamente, impossibile carpire il "segreto" dell'impasto, che per Sergio segue una consolidata genesi nella tradizione, dove gli elementi essenziali sono la lievitazione controllata e l'idratazione, onde renderne una caratteristica leggera e digeribile. I prodotti per la farcitura, poi, seguono una selezione attenta e certosina, adeguando la carta delle offerte a ciò che offre il mercato, in base alle stagioni ed alla rigorosa freschezza. Il locale di porta Roma è sobrio ed ospitale, lo staff è rigorosamente selezionato e deve avere caratteristiche ben definite: gentilezza, disponibilità nei confronti della clientela, ma soprattutto similitudine con il pizzaiuolo. Sergio, da buon nocchiero, nel suo vascello del gusto, qui a Capua, ha trasferito, con il cuore, la specializzazione conseguita sul campo e tutto il suo sapere, frutto di esperienza. Ecco, allora, le pizze, quelle di Sergio, belle e nobili, della tradizione napoletana, riconosciute a pieno titolo patrimonio mondiale, insomma, protagoniste in assoluto. Non manca, però, la friggitoria, delicata e deliziosa, spesso compagna prediletta di novità. Quella stessa figgitoria, deliziosa e birichina, "contaminata" da crema pasticcera e la golosissima nutella. Richiestissimi gli angioletti, ma anche i divertenti pizzicotti. Non sono sufficienti le poche righe che il cronista scrive nel mentre osserva Sergio, che con maniacale precisione sistema la sua consolle, non privando i clienti di ammirare le movenze, che dalla presa della pagnotta, alla stesura, contemplano il rito della farcitura e quello della cottura. Vien fuori dal forno, sempre a temperatura, un profumo ammaliante, un trionfo di colori, una fragranza nell'impasto, un meraviglioso connubio tra arte e tradizione. È la pizza di Sergio, che come ogni artista, firma le sue opere d'arte culinaria, rigorosamente ancorata alla tradizione napoletana.

 

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