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Foglie di Lauro. Esondazioni del Volturno: i ricordi nelle mura perimetrali della chiesa di Montevergine

 

esondazioni ricordiCi sono delle targhe commemorative che ricordano, ai posteri, le esondazioni del fiume Volturno. Sono incastonate nelle mura perimetrali della chiesa di Montevergine. Sono lì, per evocare eventi che hanno caratterizzato la città di Capua, ma, soprattutto, quale monito per le nostre generazioni, allertando, con sibillina attenzione, la potenza e la pericolosità del corso d'acqua che attraversa la città e ne delimita il perimetro urbano. Sono lì, perché testimoniano che in quei luoghi, nacque la nostra civitas, ebbe corso la storia di una citta, da cui, proprio dal fiume, ebbe certificazione di esserne regina. Ho imparato ad apprezzare ed amare il Volturno dagli scritti appassionati di Mimmo Pelagalli, giornalista, attento conoscitore non solo delle acque dolci, ma anche e soprattutto della fauna, della flora, delle oasi, che si caratterizzano lungo il sinuoso ed affascinante percorso.
Ho imparato ed amato il Volturno in tarda età, inconsapevole testimone di un patrimonio ambientale e naturale di inestimabile valore. L'ho fatto grazie a Gennaro Iadicicco, che con i canoisti della Volturnia Kayak, si erge a paladino di una realtà inprescindibile dall'essere ambientalista, ancor più sportivo. È qui, che a bordo della canoa, ho potuto ammirare la meravigliosa presenza degli aironi cenerini, di una suggestione unica, di restare affascinato dal profilo di una città vista dal basso, con tutti i suoi pregi, i difetti, le contraddizioni, esaltati da spazi violati dall'abbandono ed altrettanti puliti, curati, ospitali, grazie al volontariato dei pescatori sportivi. È qui, che ho ammirato con profonda condivisione l'impegno di Tittone, lo schiuvatiello, anfitrione di una tradizione legata ai Ciummaiuoli, baluardo di una identità tutta capuana, i lontri. Oggi, il fiume è in piena, come un gigante colmo d'ira, che genera nei suoi vortici riflessioni e considerazioni sul nostro essere rispettosi della natura. Trasporta a valle tutto ciò che ha raccolto lungo il percorso, liberandosene solo alla foce, quasi come un segno di rinascita, nella limpidezza, nella pulizia morale e materiale. La piena passerà, e con essa, tutte le preoccupazioni, di una società, che proprio in questo momento storico, dovrebbe privilegiare sentimenti d'amore e riconoscenza, non solo nei confronti della natura, ma soprattutto nel prossimo, ed adoperarsi nei confronti dei fratelli, gli ultimi, soprattutto. La piena passerà, e con essa la paura e, saranno, entrambi, elementi che caratterizzeranno i nostri ricordi.

 

 

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