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Foglie di Lauro. I maestri della pizza: riparte la vendita con le consegne a domicilio...

pizzaioliL' ordinanza regionale numero trentasette, del 22 aprile scorso, ha dato il via libera alla ripresa di alcune attività commerciali, ed in particolare alle pizzerie, che potranno effettuare solo ed esclusivamente la consegna al domicilio dei clienti. Ovviamente, si tratta di una prima iniziativa, finalizzata ad una graduale ripresa delle attività produttive. I gestori, dovranno attenersi, con scrupolo, a precise norme comportamentali ed operative. Da lunedì, 27 aprile, dunque, la pizza, patrimonio culturale di Napoli e mondiale per l'UNESCO, tornerà ad arricchire le nostre tavole.
Inutile dirvi, che, in queste ore, ho ricevuto numerose richieste, da parte di altrettanti gestori e pizzaiuoli, di scrivere nel merito le rispettive attività, cosa che, invero, ho sempre fatto con grande partecipazione. In questo momento, però, ritengo inopportuno descrivere il singolo ed omettere o trascurare gli altri, avendo instaurato, nel corso del tempo, una piacevole collaborazione con tutti gli esercenti, sia nella città di Capua che a livello regionale e nazionale. Mi riferisco, in particolare, al maestro pizzaiuolo Luigi Capuano, che in quel di Milano gestisce due pizzerie: in via Landonio, al corso Sempione, ed in via Orseolo; il figlio Vincenzo, che a Napoli è presente in piazza della Vittoria, al Vomero ed a Pompei; il capuano Giovanni Valletta a Galliate, il grande maestro Antonio Starita, con la famosa pizzeria di Materdei e non ultimi, ma solo in elenco, i Tutino, di cui Lino è a San Giorgio a Cremano, in via Galante, il figlio Ciro a piazza Mercato, con Bro'. Ma veniamo alla città di Capua, per elencare, in rapida successione, tutte le attività di settore, intraprendendo l'itinerario dalla nostra residenza. Qi osteria, al rione Madonna delle Grazie, zona macello, apre la rassegna; quindi, percorrendo il perimetro dell'ex campo profughi, ad angolo con la nazionale Appia, Aniello il pagliariello, e di fronte La Locandina, che si propone con la nuova gestione di quella che fu la pizzeria tanto cara al compianto Massimo Mazzella. Nel centro storico, il parco delle Fortificazioni ed ai piedi del castrum lapidario, I Normanni di Valentina Carrillo, la cui pizzeria prende il nome dal monumentale castello delle pietre. Nei pressi di piazza dei Giudici, c'è la più imponente concentrazione di pizzerie: Iodice in via Seggio dei Cavalieri, Crescenzo in via Pier della Vigne e Totò e Peppino proprio in piazza. In zona Cattedrale: I Guagliun in vico mercato, con Peppe Bizzoco; L'oasi del don, in piazza duomo, con il pizzaiuolo Wlady Moriello ed il Vicariello, verso il Museo Campano, della famiglia Carrillo, già ricca di esperienza con Il Diavoletto, di Marco. Scendendo lungo la riviera Casilina, c'è Gaetano Maioriello con Elisir. Piazza Mercato, o meglio, nel rispetto della toponomastica, piazza Etiopia, c'è il Porticato. A porta Roma, la rassegna si apre con la pizzeria da Mario; in via Mezz'Appia, Lepore e farina, quindi Tipo 1, Sergio's di Sergio Branca ed in via Brezza, la pizzeria Reginella. C'è poi la pizzeria del Professore di Basile, lungo la nazionale. Nei pressi della chiesa di San Giuseppe, c'è l'antica Cantina, pizzeria della famiglia Caruso e per concludere, al confine con lo svincolo per Triflisco, la Tana del Lupo. Una scelta, insomma, variegata e che consentirà di ritornare a gustare la buonissima pizza dell'autentica tradizione napoletana, ma soprattutto, una boccata di ossigeno per gli operatori del settore.

 

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