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Foglie di Lauro. Vince ai punti Franco Buglione, annunciò lo speaker, contemporaneamente l'arbitro del match, alzò il braccio del neo campione, al cielo

buglioneVince ai punti Franco Buglione, annunciò lo speaker, contemporaneamente l'arbitro del match, alzò il braccio del neo campione, al cielo. Un gesto da cerimoniale, ma soprattutto liberatorio, e che andava a racchiudere in sé, giorni, mesi ed anni di sacrificio, di allenamenti, di privazioni. Undici di dicembre del 1974, Franco Buglione conquista il titolo italiano dei pesi mosca, ed entra nel gotha del pugilato.
Vince contro Franco Sperati. Palazzetto dello sport di viale Medaglie d'oro, a Caserta, un boato saluta il verdetto dei giudici, che corona il sogno del boxeur capuano. La critica specializzata definisce Franco Buglione un fuoriclasse dei guantoni. Con questa meritata affermazione, si consolida, anche, il ruolo della "Beniamino Ferrone", che viene annoverata, finalmente, tra le palestre pugilistiche più proficue a livello regionale e nazionale.
Il sogno di Franco Buglione si concretizza dopo aver macinato lunghi ed estenuanti allenamenti, coordinati e diretti da Franco Maciariello e Franco Pulcini, indimenticabili promotori della boxe a Capua, la cui direzione, ebbe credito grazie al lavoro dei fondatori della palestra, da Armando Nicoletti a Francesco Sepulveres, già boxeur, con il professor Migliorini e tanti altri.
Il successo strabiliante di Buglione era accompagnato, anche, dal sostegno caloroso e spesso folcloristico del popolo capuano, che seppe incoraggiare, in ogni momento, il proprio benianino; tra questi, l'amabilissimo Umbertino Scialla, il cavaliere, che, di lì a poco, divenne il suocero del pugile, portando all'altare Marialuisa. Dal felice matrimonio, sono nati: Daniela, Fabio e Vincenzo, a cui è stato imposto il nome del nonno paterno. Indimenticabile, poi, il ruolo assunto da Diego Giacobone, manager e cognato di Buglione, avendo sposato la sorella, signora Maddalena. Diego Giacobone segui il campione capuano in tutti i match, sia a livello nazionale che internazionale.
Franco Buglione si avvicina al pugilato nel 1966, portato in palestra da due amici, che, evidentemente, avevano visto bene, erano stati lungimiranti. E non poteva essere altrimenti, se si considera che i due erano: Mimmo Scala, il "gigante buono" anche lui pugile, cento chili di stazza, campione italiano dei pesi massimi, e Pasquale Rachiero, una vita dedicata alla boxe ed alla formazione delle giovani leve del pugilato. La partenza, per Buglione, non fu incoraggiante, infatti, alle visite mediche non venne fatto idoneo. Nei mesi successivi, l'impegno e la determinazione per fortificare i muscoli, riprendere peso, indispensabili per ottenere il beneplacito della commissione sanitaria. Arriva l'iscrizione alla federazione ed inizia la scalata al successo pur tuttavia caratterizzata, anche, da amarezze e delusioni. Tra queste, la sfida Europea, disputata a Roccamonfina, contro il compianto Franco Zurlo, detentore del titolo dei Gallo, a cui Buglione era transitato. Poi, Il 24 aprile 1980 a Forlì, contro Valerio Nati. Questo fu l’ultimo match da professionista per Buglione. Generoso, cordiale e soprattutto spigliato nei rapporti interpersonali, il pugile capuano seppe conquistare anche apprezzamenti tra i cronisti sportivi e gli organi di informazione. Biondo, bel ragazzo, insomma, piaceva sul ring, ma anche nella vita sociale, cosa che non sfuggì ai politici dell'epoca, che gli proposero, sicuri di successo, la candidatura alle elezioni amministrative. La simpatia, la loquace dialettica, il saper vivere i rioni con giaculatorie, pacche sulle spalle ed abbracci, cose che a tutt'oggi rappresentano il suo contatto con la città, determinarono l'elezione di Franco Buglione in consiglio comunale, dove di Capua è stato anche assessore allo Sport.
Nel 1967, dicevamo, inizia il grande percorso, con i campionati Italiani novizi; all'angolo, con lui, sempre, il maestro Franco Pulcini che lo riteneva suo pupillo. È questa la prima grande affermazione. Nel 1969 è campione Italiano militare. Dopo due anni è nella nazionale azzurra per i Giochi del Mediterraneo, l'anno successivo è campione d'Italia dilettanti. Nel 1977, con il passaggio nei pesi Gallo, Buglione, nella sua Capua, conquista il titolo Italiano contro Luigi Tessarin della "Totip Branchini". Anche questa, una serata memorabile, con il match disputato nel teatro Ricciardi, che fece registrare il tutto esaurito. Insomma una carriera Pugilistica di riguardo, dove i numeri sono la reale testimonianza, con le 22 volte in nazionale, di cui 19 vittorie; professionista e campione d'Italia per ben due volte nei mosca ed altrettante nei gallo; numero due nella classifica europea e sesto in quella mondiale.

 

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