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Foglie di Lauro. La Santa Pasqua, quest'anno, di Resurrezione e di Speranza.

resurrezioneLa Santa Pasqua, quest'anno, di Resurrezione e di Speranza. La Via Crucis, voluta da Papa Francesco, è stata incentrata sulla misericordia, il perdono, la cura e l'assistenza per i più bisognosi, gli "Ultimi". E mai come in questo momento, diventa determinante l'aiuto per chi tende la mano, anche se, ci sono tanti, troppi, che non lo fanno, non ne hanno il coraggio. Allora è compito del buon Cristiano affinché non manchi il necessario, l'indispensabile, per il fratello in difficoltà.
L'immagine più significativa di questo giorni di "festa", particolare, è la meravigliosa scultura, gelosamente custodita nella Basilica Cattedrale di Capua.
Il Cristo deposto. È una delle opere più belle e suggestive del notevole patrimonio artistico, religioso e civico della nostra città. I recenti lavori alla cripta della Cattedrale, nonostante l'iniziale scetticismo, hanno creato un ambiente suggestivo, unico, contemporaneo, dove l'opera ha trovato una collocazione per la quale sono già stati raccolti unanimi consensi.
La storia racconta e descrive le disposizioni impartite dal vescovo Erveo per l'edificazione della cripta, che presentava la conformazione di una piccola basilica, forse a cinque navate.
La realizzazione artistica del Cristo deposto, la si deve a Matteo Bottiglieri, siamo nel 1724. L'artista, campano di nascita, e precisamente di Castiglione dei Genovesi, un piccolo borgo dei Picentini, in provincia di Salerno, si specializza nella scultura, anche se era molto attivo come presepista. Probabile la scuola di provenienza del maestro napoletano Lorenzo Vaccaro, anche se, la critica descrive le opere di Bottiglieri ispirate da quelle di Solimena.
Veniamo, però, alla meravigliosa scultura capuana, posizionata al centro di quella che opportunamente veniva definita sacello, specificatamente ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Oggi, l'immagine è decisamente diversa, dove trionfa un gusto espositivo che evidenza l'autentica opera d'arte.
La struttura marmorea viene verosimilmente associata al Cristo velato, realizzato da Giuseppe Sanmartino, siamo nel 1753 ed esposto nella monumentale Cappella Sansevero di Napoli. Ovviamente, l'opera capuana è precedente, parliamo di quasi vent'anni di differenza, cosa che, potrebbe generare l'idea che fu proprio il Cristo deposto di Capua ad ispirare Sanmartino.
Le belle e suggestive immagini, a corredo dell'articolo, sono opera di Rosario Napoletano, che, con paziente e certosina capacità interpretativa, supporta il nostro lavoro.
Capua è anche questa, con i suoi tesori, i palazzi gentilizi, le chiese, i campanili, le cupole, il Museo Campano e quello Diocesano.
Un continuo addivenire di epoche, scuole di pensiero ed artisti, che hanno segnato, profondamente, la storia del mezzogiorno italiano.

 

 

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