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Foglie di Lauro. Benedizione "Urbi et orbi" promulgata dal Papa. L'evento della venerazione Mariana associato alla nostra città nei confronti dell'Immacolata Concezione.

 

benedizione urbiNel giorno dalla benedizione "Urbi et orbi" promulgata dal Papa, per invocare la fine della pandemia da coronavirus, non ho potuto fare a meno di associare l'evento alla straordinaria venerazione Mariana che nutre la nostra città nei confronti dell'Immacolata Concezione.
Ed è a Lei che rivolgiamo le nostre preghiere, affidandole la protezione di tutto il popolo.
L'occasione ci ha spinto a rispolverare le testimonianze storiche, raccolte con certosina e maniacale attenzione, nei testi in nostro possesso.
Ebbene, Ferdinando II di Borbone, si rese protagonista di un dono, eccezionale, per la nostra città, con il simulacro che è esposto nella Basilica Cattedrale.
L'atto di fede rappresentò il coronamento di un lungo ed articolato rapporto epistolare che il sovrano intratteneva con il Cardinale Giuseppe Cosenza, Arcivescovo di Capua.
Ferdinando II di Borbone volle fare dono del simulacro, anche, nel ricordo della moglie, Maria Cristina di Savoia.
Siamo nel 1859 ed il sovrano venne a Capua per partecipare, di persona, alla solenne processione, testimoniando la propria devozione.
La solenne processione vide la partecipazione, anche, di quattro reggimenti di soldati.
A tal proposito, il re Borbone, dichiarò la Vergine patrona delle truppe di presidio in Capua.
La statua della nostra Basilica Cattedrale viene a collocarsi nello spazio temporale di due avvenimenti importantissimi: la promulgazione del Dogma dell'Immacolata Concezione, decretato dal Papa Pio IX, l'otto dicembre del 1854 e le apparizioni della Vergine a Bernadette Soubirours, avvenute tra l'11 febbraio ed il 16 luglio del 1858 a Lourdes.
Il 29 giugno del 1923, monsignor Gennaro Cosenza incorono' con apposito Decreto Vaticano l'Immacolata del nostro Duomo, ponendo sul capo della Vergine una corona d'oro, frutto delle offerte pervenute da tutta l'Archidiocesi.
La statua, miracolosamente fu estratta indenne dalle macerie della Cattedrale di Capua, distrutta in buona parte, in seguito al bombardamento aereo del 9 settembre del 1943. Nell'immediato dopoguerra, infatti, fu trasferita nella chiesa di S. Eligio in piazza dei Giudici.

 

 

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