DILLO ALLA LUNA: Le api stanno scomparendo, col Gassificatore a Capua avremo 5 anni in meno di vita?

ape.jpgE’ vero che l’industrializzazione ha ridotto la vita dell’uomo ma è vero anche che noi non dobbiamo finire di complicarcela. Tra tanti posti, tra tante città, tra tante terre, tra tanta storia e opportunità cha abbiamo di sfruttarla, si sta pensando “di nuovo” al gassificatore. Non ci siamo, sembrava che “2 contro tutti” era una battaglia persa, ora le parti sembrano invertite. Non ci si rilassa più neanche in ferie, quasi quasi resterei qui, in mezzo la verde, con il profumo dell’erba appena tagliata e un venticello che raccoglie il sapore della terra, ancora non impolverata da fumi e nubi invisibili e tossiche.

 

Un fenomeno che è un allarme per l’umanità sono le api che a Capua sono sempre di meno, per ovvii motivi industriali e creati intenzionalmente dalla mano dell’uomo dall’accento indistinguibile e del contadino che ha nascosto sotto la sua terra felix migliaia di kili di rifuti che hanno bicolorato circa 90 dei più comuni prodotti alimentari del mondo, tra cui mele, arance, avocado, pomodori, spinaci, lattuga, zucchine e cetrioli. Questi dipendono dalle api per la loro sopravvivenza, così come importanti piante da foraggio quali l'erba medica e il trifoglio rosso. Qualunque sia il raccolto, il procedimento è pressappoco lo stesso. Ogni anno, nel periodo in cui le piante fioriscono, le arnie vengono portate nei campi e distribuite regolarmente lungo i margini. Le api, le cui zampe hanno una carica elettrica statica che vi fa aderire il polline, vengono liberate in modo che vadano di fiore in fiore a svolgere il loro compito vitale. Salvo che ora le piccole e attivissime api stanno morendo in massa.

 

La sindrome dello spopolamento degli alveari (SSA, detta anche "sindrome del collasso delle colonie") ha lasciato senza vita centinaia di migliaia di arnie in tutto il mondo. Denunciata per la prima volta dagli allevatori nel 2004, ha raggiunto una fase critica nel 2006, con il 50-90% di tutte le colonie produttive degli Stati Uniti colpito dalla sindrome, stando a un servizio della BBC.
Sembra che per le api la SSA sia la tempesta perfetta che combina tutti i mali, dai parassiti, ai virus agli insetticidi. Dei vari parassiti che attaccano le api domestiche, gli acari, in sostanza dei minuscoli ragni, sono i più letali: l'acaro varroa asiatico si attacca all'esterno dell'ape e ne succhia i fluidi fino all'ultima goccia, mentre gli acari tracheali del Sud America ne infestano le vie respiratorie e soffocano lentamente le loro ospiti fino a ucciderle.

 

Il virus della paralisi acuta d'Israele (VPAI) viene rinvenuto praticamente in tutti gli alveari colpiti, ma in pochissime arnie sane. Ancora non si sa se il VPAI sia una causa della SSA o semplicemente un marcatore. Ci si augura che si tratti solo di un marcatore, perché secondo quanto afferma su Science Jeff Pettis, responsabile del Laboratorio di ricerca sulle api del governo statunitense, è altamente improbabile che gli scienziati trovino una cura per i virus delle api.
Ancor peggio sarebbe se la SSA fosse causata da un cocktail di virus, pressoché impossibile da neutralizzare mediante vaccinazione. In collaborazione con i ricercatori del Dipartimento dell'agricoltura statunitense, l'entomologa May Berenbaum dell'Università dell'Illinois ha analizzato le trascrizioni genetiche di migliaia di api in tutti gli Stati Uniti, sia sane sia colpite dalla SSA. La conclusione, secondo quanto riportato nei Proceedings of the National Academy of Sciences del 24 agosto 2009, è che le api colpite non potevano sintetizzare le proteine necessarie per difendersi da attacchi simultanei di virus multipli che sopraffacevano i loro meccanismi immunitari.

 

Intenzionalmente o meno, le sempre più massicce emissioni di inquinanti e la distruzione dell'habitat naturale da parte del genere umano stanno probabilmente indebolendo la catena alimentare e contribuendo a sterminare le api. Sebbene il gruppo della Berenbaum non abbia trovato alcuna indicazione di un'elevata espressione di geni in risposta ai pesticidi nelle api colpite dalla SSA, altri ricercatori non sono così sicuri che la sovraesposizione ai pesticidi non abbia contribuito allo sviluppo di questo "cocktail di virus" cui gli alveari si stanno dimostrando tanto vulnerabili. L'IMD (imidacloprid), un insetticida relativamente nuovo il cui uso si è rapidamente diffuso negli Stati Uniti, potrebbe essere corresponsabile della SSA, secondo quanto afferma Michael Schacker nel suo A Spring Without Bees: How Colony Collapse Disorder Has Endangered Our Food Supply. L'IMD riduce il desiderio di cibo delle api, facendo morire di fame l'intero alveare.

 

Le api non sono balene. Nessuno si identifica con loro, dialoga con loro o le considera una ghiottoneria. Quasi tutti sono stati punti da un'ape, e se quegli insetti si estingueranno ben pochi ne piangeranno la perdita, finché non ci renderemo conto, troppo tardi, di che cosa significhi in realtà la loro scomparsa. Certo, Albert Einstein non ha mai detto che la civiltà finirà 5 anni dopo la scomparsa della api. Quella fu un'invenzione degli apicoltori belgi in sciopero nel 1995 nel tentativo di enfatizzate quanto la nostra agricoltura e sussistenza dipendano dalle api. Naturalmente, il fatto che Einstein non l'abbia detto non significa che sia falso.

 

Siccome Dio è buono, ci sono discrete probabilità che le piccole api operose riescano a vincere la loro battaglia con la SSA e continuino il loro percorso evolutivo lungo cento milioni di anni. Una combinazione di intervento umano e mutazione naturale che favorisca le api che resistono ai virus, agli acari, alle tossine chimiche quali l'IMD e alle altre minacce alla salute degli alveari produrrà una nuova generazione di api resistenti alla SSA. Ma Dio non è neppure uno sciocco. Anche se le api riuscissero a riprendersi, la loro scomparsa a ridosso di un precedente inatteso calo della loro popolazione del duemila potrebbe rappresentare un progressivo indebolimento di un anello vitale della nostra catena alimentare.
Non c'è bisogno di essere religiosi o superstiziosi per cogliere un segno premonitore nel fatto che alcune delle creature più operose ed ecologicamente benefiche stiano scomparendo dal pianeta.

 

Tra 5 anni a Capua, se sarà impiantato il gassificatore che con le sue nubi invisibili ma tossiche perché chimiche, potremmo avere tutti 5 anni in meno di vita, perché nella nostra città non solo le Api spariranno.

 

Emilio DI Benedetto

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