Europa: “Inceneritori e Gassificatori - Rifiuti Zero entro il 2020", a Capua no, perché?

logo.jpgE' vero che Capua ha oltre 2.000 anni di storia, religione e politica, un museo a cielo aperto, già scritto sugli innumerevoli testi che si trovano in qualsiasi libreria o "bancarella" nei mercatini rionali di tutta Italia (e non solo). E' vero che abbiamo un potenziale di 2.000.000 di turisti che moltiplicato per € 1 minimo di "tassa di soggiorno" che tutte le città turistiche applicano, l'impianto che si vorrebbe realizzare, un vero piano inquinamento a cielo aperto, produrrebbe meno lavoro, meno pedonabilità, ma soprattutto meno introiti non solo al Comune ma anche ai tanti negozi che potenzialmente offrono servizi (bar, abbigliamento, natura, ristorazione, tabacchi, etc..). Quindi si rivelerebbe di fatto un "fanta-gassificatore" che sarebbe piu' una sconfitta e un peso per tutti che un reddito. Pensiamo al nostro immediato futuro , le generazioni del domani, i bambini. Se vesti tuo figlio per andare a scuola di fronte la finestra dove si scorgono a meno di 6 KM i cumuli di Ferrandelle ("inbonificabile") ma di cosa stiamo parlando? Tra la gente c'è tanta paura (di esporsi) ma anche silenzio intimidito forse dall'immagine che non si vuole dare.

Ma fino a quando se entro il 2020 bisogna, secondo l'Europa, avere rifiuti zero?

 

Riporto un breve sommario dei punti che ritengo, a mio avviso, più importanti:

 

Su RZ e inceneritori:

32. invita la Commissione a razionalizzare l'acquisto in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre i rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo zero; chiede pertanto alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili; ritiene che queste iniziative debbano essere accompagnate da idonee misure transitorie, tra cui l'ulteriore sviluppo di norme comuni basate sul concetto di ciclo di vita; invita la Commissione a rivedere gli obiettivi per il riciclaggio per il 2020 della direttiva quadro sui rifiuti; ritiene che un'imposta sullo smaltimento in discarica, già introdotta da alcuni Stati membri, potrebbe contribuire al raggiungimento di tali obiettivi;

 

Sulle Biomasse:

36. esorta la Commissione a promuovere tale approccio a cascata anche nell'uso della biomassa, favorendo il riciclaggio e i prodotti a più alto valore aggiunto ed efficienti sotto il profilo delle risorse, quali i prodotti e i materiali industriali bioderivati, rispetto alle bioenergie;

 

Sul monitoraggio:

4. esorta la Commissione e gli Stati membri ad accordarsi, entro il 2013, sull'utilizzo di indicatori dell'attività economica chiari, solidi e misurabili, che tengano conto del cambiamento climatico, della biodiversità e dell'efficienza delle risorse alla luce del ciclo di vita, ad esempio sotto forma di un paniere contenente quattro indicatori relativi all'impiego delle risorse, ovvero l'impronta sulla terra, l'impronta idrica, l'impronta sui materiali e l'impronta di carbonio, e a utilizzare detti indicatori per iniziative legislative e obiettivi concreti di riduzione; sottolinea che questo processo deve essere trasparente e deve includere i principali soggetti interessati;

 

Sulla fiscalità:

2. esorta la Commissione e gli Stati membri a eliminare gli ostacoli a un mercato del riciclo e del riutilizzo funzionante e a stimolare tale mercato, incoraggiando la domanda e la disponibilità di materiali riciclati e sottoprodotti attraverso misure che dovrebbero includere il rapido perfezionamento di rigorosi criteri volti a definire quando un rifiuto cessa di essere tale e incentivi economici, quali aliquote IVA ridotte per i materiali secondari nei settori in cui si rileva un'insufficienza del mercato, o la promozione di tecnologie innovative per la raccolta e per la separazione, entro il 2013; in questo contesto, sottolinea l'urgente necessità di attuare pienamente l'intera legislazione esistente in materia di rifiuti, potenziandone l'applicazione e il controllo;

 

Sull'ecodesign:

5. invita la Commissione a proporre un ampliamento del campo di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile ai prodotti non legati all'energia e a presentare requisiti di progettazione ecocompatibile supplementari sull'efficienza globale nell'impiego delle risorse e sulle prestazioni dei prodotti, inclusi il contenuto riciclato, la durata, la riciclabilità, la riparabilità e la riutilizzabilità, al fine di migliorare il loro impatto ambientale e promuovere i mercati del riciclaggio; sottolinea che le proposte di questo genere devono basarsi su valutazioni d'impatto esaurienti e devono essere coerenti con altri regolamenti pertinenti

Rifiuti Zero non è un obiettivo idealistico, come potrebbe sembrare. Sfruttiamo il potenziale, studiassero un piano commerciale turistico per portare i 2.000.000 di turisti non i 2.000.000 di "soldi morti".

 

"La diplomazia è l'arte di rimandare le decisioni fino a quando le cose non si risolvono da sole" (Veronika decide di Morire – Paulo Coelho).

 

Per altre info 

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2012-0161+0+DOC+XML+V0//IT

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