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Foglie di Lauro. Sabato 22 febbraio l'appuntamento con le "Cicuzze" di Camillo Ferrara

Piazza dei Giudici - Cultura ed Eventi

 

cicuzzeLa sola ironia, ed il sarcasmo dell'autore, non sono sufficienti per declinare, con parsimoniosa enfasi, le quartine, componenti essenziali delle Cicuzze. Qualcuno si è arrogato la definizione di "divina commedia capuana", si sa', però, che lo spirito goliardico di questo popolo, è talmente scevro da illuminate critiche, che non c'è censura che possa estromettere, dal programma degli eventi, la più genuina, tra le forme ironiche, licenziose ed irriverenti del più antico, longevo ed entusiasmante carnevale del mezzogiorno d'Italia.
Cosi, ancora una volta, Camillo Ferrara si appresta ad essere protagonista del carnevale capuano.
Sicché, la ritirata, tra le braccia di Morfeo, in prima serale, dopo il meritato brodino, già da qualche mese, rappresenta, per l'autore, un proficuo, quanto illuminante buongiorno, per la levata mattutina, allorquando, a mente fresca ed a membra riposate, gustato l'irrinunciabile caffè, il ghigno è generoso di ispirazione, per cui, la genesi di versi, pensieri e declinazioni, rendono protagonista la poetica composizione.
Chi conosce il personaggio, Camillo Ferrara, pensionato di professione, autore e fine dicitore, ad interim, sa bene di tenersi di gran lunga alla larga dall'attenta e sorniona osservazione.
Lo sanno bene i suoi, già colleghi di lavoro, gli amici, gli estimatori, ma soprattutto politici, imprenditori, uomini di cultura e semplici cittadini.
La musa ispiratrice è sempre in trepidante attività, tuttavia, senza mai trascendere, con un garbo "irriverente", che sovente predispone rime, versi e filastrocche, talmente pungenti ed "azzeccose" che difficilmente lasciano spazio a qualsivoglia manovra difensiva.
Le Cicuzze di Camillo Ferrara, insomma, anche quest'anno, saranno protagoniste del carnevale.
Le Cicuzze, identificazione letterale, che parafrasando le pietre appuntite, quando colpiscono, fanno male; sono quartine poetiche, di natura satirica, che si prefiggono di fustigare la classe politica e non solo, e censurare, con l’arma dell’ironia e del sarcasmo, ma senza livore, “calunnie, trame e inciuci” che non fanno il bene della città.
Le cicuzze, pensate, scritte e recitate dallo stesso autore, Camillo Ferrara, hanno un carattere licenzioso e mordace e sono ben imbevute di quel senso di ironica capuanita', caratteristica unica ed irripetibile, di un popolo che ha saputo affrontare con marcata pazienza, distruzioni, saccheggi, soprusi ed angherie. Versi e quartine alla stregua di quelle recitate nei contadi di periferia, che, resi anonimi dal mascheramento, in occasione delle feste nell'aia, profittavano dell'unico momento di rivalsa nei confronti dei padroni.
E così, anche quest' anno, la tradizione si rinnova, in occasione dello storico carnevale capuano, che con enfasi e tanta satira, ripercorrerà il Genius loci di una comunità intera. Le Cicuzze di Camillo Ferrara non hanno, però, la presunzione di essere la continuazione dell’antica satira, ma vogliono essere, ridendo e scherzando, un richiamo all’intera classe politica, affinché faccia ogni sforzo, nel perseguire iniziative, affinché Capua riprenda, con autorevolezza, il ruolo di regina del Volturno, guida di Terra di Lavoro, porta del sud. A Camillo Ferrara, capuano benemerito, il riconoscimento per l'organizzazione del premio Sant'Agata e la processione dei busti d'argento, iniziative favorite e sostenute, rispettivamente dal comune e dalla Curia arcivescovile.

 

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