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Roccaromana. Il natale, tra tradizioni e modernità

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roccaromana      Il caldo confortevole delle nostre coperte, le fiamme scoppiettanti di un camino appena acceso, la cioccolata calda e tanto altro ancora sono tutte espressioni del periodo dell’anno, forse il più atteso: il Natale. L’onda travolgente delle canzoni più orecchiabili e il profumo del clima natalizio,percepibile ogni dove, colpisce grandi e piccini. Ogni cultura conserva ormai da tempo le proprie tradizioni anche se c’è da ammettere che quelle più sentite non possono che trovarsi proprio qui: nella Campania felix.

A Roccaromana, è stato organizzato un evento molto singolare, con lo scopo di riportare ai giorni nostri l’atmosfera natalizia che si respirava nei borghi più antichi. “Festa di canti balli e sapori tradizionali” si prepara ad accogliere centinaia di turisti onde far rivivere quell’aria ormai perduta. 

Un ulteriore tradizione da menzionare è sicuramente quella del presepe vivente. Il primo presepe vivente a Rieti per mano di San Francesco d’Assisi, ha lanciato in tutta italia e nel mondo una delle più particolari tradizioni tramandate nella storia. A Curti, Sparanise, Teano e Sessa Aurunca abbiamo sicuramente quelli che potremmo definire i presepi viventi per eccellenza. 

L’importanza di questi eventi sta nel riaccendere quello spirito natalizio ormai affievolito dalla commercializzazione, caratterizzante la corsa al regalo e l’astuzia del rivenditore nel condividere “offerte” sempre più convenienti. Dall’osservatorio Compass emerge che gli italiani spenderanno circa metà del budget totale nel regalo per la persona a loro più cara. Incredibile pensare che basterebbe spendere anche solo la metà del proprio tempo per rendere felice qualcuno (ed è anche gratis). Se ognuno di noi riconsiderasse le motivazioni per le quali si festeggia il Natale, sarebbe una festa ancora più bella di quanto non lo sia già.

“Un Natale felice,felice, che ci riconquisti dalle delusioni dei nostri giorni infantili; che possa ricordare al vecchio i piaceri della sua giovinezza; che possa trasportare il marinaio e il viaggiatore,a migliaia di chilometri di distanza, di nuovo al suo stesso lato del fuoco e alla sua tranquilla casa” dice Charles Dickens. Quanto più molteplici possano essere le tradizioni, l’unica che conta davvero è la famiglia. In ogni parte del mondo la molteplicità e la vastità mondiale, disgregata in una massa informe, diventa unione. Unione condivisa davanti la tavola o davanti quel camino ormai spento dalla fiamma degli sguardi, delle parole e delle risate risuonanti come la hit Natalizia più lieta.

 

di Federica Torbidoni

 

Il natale, tra tradizioni e modernita’

Il caldo confortevole delle nostre coperte, le fiamme scoppiettanti di un camino appena acceso, la cioccolata calda e tanto altro ancora sono tutte espressioni del periodo dell’anno, forse il più atteso: il Natale. L’onda travolgente delle canzoni più orecchiabili e il profumo del clima natalizio,percepibile ogni dove, colpisce grandi e piccini. Ogni cultura conserva ormai da tempo le proprie tradizioni anche se c’è da ammettere che quelle più sentite non possono che trovarsi proprio qui: nella Campania felix.

A Roccaromana, è stato organizzato un evento molto singolare, con lo scopo di riportare ai giorni nostri l’atmosfera natalizia che si respirava nei borghi più antichi. “Festa di canti balli e sapori tradizionali” si prepara ad accogliere centinaia di turisti onde far rivivere quell’aria ormai perduta.

Un ulteriore tradizione da menzionare è sicuramente quella del presepe vivente. Il primo presepe vivente a Rieti per mano di San Francesco d’Assisi, ha lanciato in tutta italia e nel mondo una delle più particolari tradizioni tramandate nella storia. A Curti, Sparanise, Teano e Sessa Aurunca abbiamo sicuramente quelli che potremmo definire i presepi viventi per eccellenza.

L’importanza di questi eventi sta nel riaccendere quello spirito natalizio ormai affievolito dalla commercializzazione, caratterizzante la corsa al regalo e l’astuzia del rivenditore nel condividere “offerte” sempre più convenienti. Dall’osservatorio Compass emerge che gli italiani spenderanno circa metà del budget totale nel regalo per la persona a loro più cara. Incredibile pensare che basterebbe spendere anche solo la metà del proprio tempo per rendere felice qualcuno (ed è anche gratis). Se ognuno di noi riconsiderasse le motivazioni per le quali si festeggia il Natale, sarebbe una festa ancora più bella di quanto non lo sia già.

“Un Natale felice,felice, che ci riconquisti dalle delusioni dei nostri giorni infantili; che possa ricordare al vecchio i piaceri della sua giovinezza; che possa trasportare il marinaio e il viaggiatore,a migliaia di chilometri di distanza, di nuovo al suo stesso lato del fuoco e alla sua tranquilla casa” dice Charles Dickens. Quanto più molteplici possano essere le tradizioni, l’unica che conta davvero è la famiglia. In ogni parte del mondo la molteplicità e la vastità mondiale, disgregata in una massa informe, diventa unione. Unione condivisa davanti la tavola o davanti quel camino ormai spento dalla fiamma degli sguardi, delle parole e delle risate risuonanti come la hit Natalizia più lieta.

 

                                                                                                         Federica Torbidoni

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